Strade ecologiche in terra battuta

08/04/2015 7128

Le strade in terra battuta sono tradizionalmente confezionate mediante la miscelazione del terreno in sito o inerte di cava terroso, con leganti inorganici, composti stabilizzanti ecocompatibili e acqua e successiva posa in opera e compattazione.
Questa, è sempre stata la soluzione più semplice e meno onerosa in termini di apporto viabilistico, pur con riconosciuti limiti funzionali anche significativi, che ne hanno inesorabilmente determinato, per lungo tempo, la classificazione nella viabilità inferiore.



Oggi, con la disponibilità di tecniche e materiali specificatamente progettati e reologicamente orientati, le usuali strade in terra vengono ormai più correttamente concepite e definite come "strade in terra stabilizzata". Questo progresso tecnologico ha accompagnato la riscoperta delle valenze di integrità paesaggistica ed ecologica delle strade esenti da calcestruzzo, asfalto e bitume, consentendo il superamento di molti dei limiti funzionali accennati per le usuali strade in terra battuta ed aprendo interessanti opportunità. Con le "nuove" strade stabilizzate, accanto all'economia delle risorse possono essere autorevolmente e certificatamente collocati l'impatto ambientale assente o trascurabile, la conservazione di importanti equilibri idrogeologici, altrimenti compromessi, la conservazione delle cromie paesaggistiche ed altri aspetti comunque rilevanti che fanno ragionevole supporre un "radioso futuro" per queste strade del "passato".
Uno dei componenti fondamentali delle strade in terra stabilizzata, gli aggregati o inerti, sono una larga categoria di materiali minerali granulari particellari grezzi. Essi possono essere naturali, artificiali o riciclati da materiali precedentemente usati nelle costruzioni. Gli aggregati comprendono in via esemplificativa: sabbia, ghiaia, argilla espansa, vermiculite e perlite.
Gli inerti sono utilizzati in edilizia principalmente come componenti di materiali composti come i conglomerati cementizi, gli intonaci, i conglomerati bituminosi, quelli in terra stabilizzata, ecc...
Essi costituiscono l'ossatura del conglomerato, la cui coesione è garantita dal diverso legante idraulico utilizzato o dal bitume. Per quanto sopra il termine inerte, pur essendo oramai consolidato nella terminologia tecnica, è improprio poiché in realtà questo materiale svolge un'attività di primaria importanza specialmente nel comportamento dei conglomerati, pertanto sarebbe più corretto utilizzare il termine Aggregati.
Tuttavia non tutti gli aggregati possono essere utilizzati per realizzare pavimentazioni aventi buoni requisiti tecnico-prestazionali: per possedere le caratteristiche ideali, l'aggregato dovrà essere composto da una percentuale ottimizzata di materiali naturali, principalmente composta da sassi spaccati del diametro da 1 mm a 18-25 mm e, in parte minima di terreno vegetale. La presenza di limi e argille dovrà essere inferiore al 5%.

IL SISTEMA TERRA SOLIDA
Il Sistema Terra Solida è il risultato di un impegno costante nella ricerca e sviluppo nel settore delle pavimentazioni in terra stabilizzata.
L'attenzione rivolta verso i molteplici aspetti che determinano la buona riuscita di un'opera, come la corretta progettazione, la qualifica dell'inerte terroso, l'alta qualità delle tecnologie impiegate e l'utilizzo di attrezzature idonee, ci ha consentito di diventare il più autorevole riferimento per progettisti, imprese, cavatori e preconfezionatori di tutto il territorio nazionale.

Vantaggi del sistema Terra Solida
La combinazione dei due componenti del sistema, Stabilsana e Stabilsolid 20.15, miscelati con l'inerte terroso, consente alla pavimentazione di essere:
• SOLIDA: incremento di circa il 70% delle resistenze meccaniche ottenibili con l'uso di leganti tradizionali (Vedi test di laboratorio).
• IMMEDIATAMENTE PRATICABILE: immediata messa in esercizio della pavimentazione grazie alla riduzione dei tempi per il raggiungimento delle massime prestazioni meccaniche (da 30gg a 7gg).
• DUREVOLE: il miglioramento dei requisiti meccanico-prestazionali dei materiali trattati determinano durabilità alla pavimentazione.
• FUNZIONALE: eliminazione dei difetti tipici di strade bianche come la polverosità, la formazione di fango, di buche e ormaie dovute al passaggio dei mezzi.
• ECONOMICA E A BASSO IMPATTO AMBIENTALE: l'utilizzo di inerti locali abbinato a tecnologie performanti consente di ridurre gli spessori utili della pavimentazione, altrimenti necessari con i sistemi tradizionali, risparmiando su costi esecutivi, riducendo le emissioni nell'atmosfera e mantenendo infine, la naturale colorazione propria della terra utilizzata.
• ECOCOMPATIBILE: riciclabile al 100%.

Analisi preliminari

La varietà degli aggregati terrosi presenti in situ o provenienti da cava, di volta in volta utilizzati, comporta, a pavimentazione eseguita, risultati differenti sia sotto profilo estetico che sotto profilo tecnico-prestazionale. È altresì importante il contesto nel quale si intende realizzare l'opera e la sua destinazione d'uso. Le analisi preliminari e gli studi specifici rappresentano un'importante fase propedeutica finalizzata alla corretta esecuzione e dimensionamento dell'opera da realizzare.
Le indagini preliminari si suddividono in due fasi distinte:
Fase I: Finalizzata alla studio del progetto, all'analisi delle caratteristiche dei rilevati e delle fondazioni stradali esistenti, alla raccolta di documentazione tecnico-analitica eventualmente disponibile.
Fase II: Finalizzata all'analisi delle caratteristiche degli aggregati, alla progettazione della miscela ottimale, al corretto dimensionamento della struttura, allo studio delle modalità idonee di realizzazione dell'opera.

Stabilizzazione di inerte terroso reperito in cava con vibrofinitrice
Nel caso in cui si utilizzi un inerte terroso proveniente da cava, questo dovrà essere composto da una percentuale ottimizzata di materiali naturali, principalmente composta da sassi spaccati del diametro da 1 mm a 18-25 mm, con presenza di terreno vegetale e un contenuto di limi e argille inferiore al 5%.
Le fasi lavorative prevedono:
• qualifica dell'inerte da utilizzare
• miscelazione a secco con mezzi adeguati dell'inerte terroso e della quantità predeterminata di /prodotti/STABILSOLID 20.15
• idratazione della miscela mediante l'aggiunta della soluzione acqua * + /prodotti/STABILSANA
• stesa del materiale a terra
• livellamento delle superfici
• rullatura con mezzo compattatore di idoneo peso
* La quantità di acqua nella soluzione acqua + Stabilsana viene determinata da specifica prova di laboratorio.

Stabilizzazione del terreno in situ con fresa frangiasassi
Nel caso in cui si utilizzi il terreno presente in situ, lo stesso dovrà essere lavorato riducendo il diametro dell'aggregato, sassi e pietre, alla dimensione massima ottimale di 16-20 mm, con presenza di terreno vegetale e un contenuto di limi e argille inferiore al 5%.
Le fasi lavorative prevedono:
• fresatura dello stesso con specifica macchina operatrice tipo "frangisassi"
• distribuzione della predeterminata quantità di /prodotti/STABILSOLID 20.15
• nuova fresatura che consente la miscelazione della terra con il legante
• irrorazione della soluzione acqua * + /prodotti/STABILSANA
• fresatura ed eventuale sistemazione delle pendenze con il Grader
• rullatura con mezzo compattatore di idoneo peso
* La quantità di acqua nella soluzione acqua + Stabilsana viene determinata da specifica prova di laboratorio.

Per ulteriori informazioni, visita il sito www.terrasolida.it