Parquets ad intarsio: cosa è importante sapere

Il parquet intarsiato è uno dei pavimenti in legno più belli e preziosi. Questa tecnica molto usata già in epoca rinascimentale, oggi è tornata a nuova vita grazie alle innovazioni tecnologiche.

Scopriamo nel dettaglio le principali caratteristiche e come prendersene cura.


La tecnica ad intarsio del legno

La Tarsia è la tecnica di decorazione che consiste nel far combaciare pezzi di diversa forma e colore. Il termine deriva dall’arabo “Tarsi”, che significa linea lungo la quale aderiscono elementi a strettissimo contatto.

Non si deve confondere la tecnica dell’intarsio con quella dell’intaglio.

Con l’intaglio si ottiene un disegno ligneo in rilievo, mentre con l’intarsio si ottiene una decorazione piana che si usa per arricchire lo strato superficiale di un mobile o una pavimentazione lignea.

Le tecniche ancora oggi principalmente utilizzate per realizzare gli intarsi in legno sono:

  • Intarsio Boulle;
  • Intarsio a toppo;
  • Intarsio ad incastro;
  • Intarsio geometrico;
  • Intarsio certosino.

Grazie alle possibilità offerte dallo sviluppo industriale della seconda metà del Novecento e all’utilizzo di macchinari sempre più automatizzati e di precisione, alcune aziende italiane, ispirandosi ai secoli passati, hanno rilanciato sul mercato i pavimenti in legno intarsiati.

La precisione e qualità della lavorazione sono oggi garantite dalla tecnologia di lavorazione al laser. Questa tecnologia non si avvale di utensili ma bensì di un raggio luminoso, ad elevata energia, che concentrato in una limitata superficie permette la combustione del materiale colpito senza alterare ed intaccare quello adiacente.

L’assenza di utensili elimina completamente anche il problema delle vibrazioni caratteristico delle lavorazioni per asportazione di truciolo, garantendo massima precisione di lavorazione.

Oggigiorno, mediante l’utilizzo di appositi software di progettazione, è possibile realizzare intarsi di qualsiasi tipo, da elementi molto complessi nelle forme, a elementi di ridotte dimensioni. Non ci sono limiti alla fantasia del progettista

Il parquet intarsiato è un pavimento bello e prezioso. Se nel tempo passato si usavano solo elementi lignei per realizzare gli intarsi, oggi invece è possibile inserire anche elementi in metallo, in vetro o marmo per creare giochi di colore e mescolare materiali diversi.

 

Parquet ad intarsio - © Berti Pavimenti Legno s.n.c.

Parquet ad intarsio - © Berti Pavimenti Legno s.n.c.

 

Fondamentale scegliere accuratamente le specie legnose

I parquet intarsiati in legno si adattano a ogni tipo di arredamento, dal più classico al più contemporaneo e minimale. Occorre però scegliere bene le specie legnose, soprattutto in base alle loro caratteristiche.

Il colore è sicuramente una di quelle caratteristiche che esalta ulteriormente l’eleganza del parquet intarsiato. Il colore dei tessuti legnosi dipende, tra le altre cose, dalla presenza all’interno delle cellule di sostanze coloranti circolanti con i succhi. Il colore dei legnami comprende tutte le tonalità, dal bianco al nero. Il colore non è immutabile nel tempo poiché il colore è sensibile ai fenomeni d’ossidazione che possono facilmente intervenire nei tessuti. Se volessimo classificare i colori del parquet, escludendo quelli tinti, dovremmo fare una suddivisione tra chiari, rossi, bruni e scuri. All’interno di questa succinta classificazione, in realtà, c’è una vastissima gamma cromatica che, anche quando è relativa a una stessa specie legnosa, varia a seconda della partita di legname, della zona di provenienza e dalla quantità di luce alla quale sono stati esposti gli alberi, gli assortimenti (per esempio le frise e il tavolame) e gli elementi lavorati.

I colori base del legno naturale

Nella scelta del colore del legname per la produzione del parquet intarsiato, sarà utile tenere conto anche del comportamento del legno al fenomeno dell’ossidazione. Tale effetto, che comporta lo scurire o lo schiarire il colore di base del legno, si evidenzia dopo diverso tempo dalla posa ed è causato in buona parte dalla luce e dalla normale disidratazione delle fibre legnose le quali, liberando nell’ambiente l’umidità eccessiva (a seguito della completa stabilizzazione del legname all’ambiente), comportano il liberarsi delle sostanze pigmenti presenti nei tessuti legnosi, facendo così variare la tonalità del legno primitivo

Altro dato molto importante da conoscere del legno sono gli elementi di appartenenza. Si chiamano così, perché si osservano a occhio nudo e si riferiscono al modo in cui gli elementi costitutivi del legno si presentano sulla superficie.

Analizziamo ora le più evidenti e riconoscibili caratteristiche d’appartenenza del legno:

  • Struttura: è il modo con il quale si riuniscono e si dispongono, nella massa del legno, i diversi elementi costruttivi. Spesso si utilizzano termini quali: a struttura finissima, fine, grossolana, mista e così via.

  • Venature: sono le proiezioni degli anelli d’accrescimento sulle sezioni radiali e tangenziali. Determinano il contrasto cromatico più o meno evidente, dovuto all’alternanza di zone primaverili e tardive degli anelli di accrescimento.

  • Tessitura: tecnicamente, è il rapporto dimensionale e distributivo dei vari elementi costruttivi del legno. Per riconoscere la tessitura si utilizzano termini quali: tessitura fine, grossolana, regolare, irregolare e così via.
  • Fibratura: è anche chiamata filo ed è la disposizione e l’allineamento, in direzione longitudinale, degli elementi costitutivi del legno. Spesso, erroneamente si confonde con la tessitura.

  • Specchiature: sono determinate dai raggi midollari sulla sezione radiale del legno. Si identificano in strisce lucide di colore talvolta diverso da quello del legno circostante. Nel caso in cui il raggio midollare no sia rettilineo, invece di una striscia si avranno specchiature o chiazze più o meno regolari.

  • Lucentezza: è il riflesso della luce sulla superficie del legno. La maggiore o minore lucentezza dipende dai seguenti fattori: caratteristiche costruttive del legno, stato della superficie di calpesto, grado e tipo di finitura, orientamento e disposizione dei tessuti legnosi rispetto alla luce. La lucentezza dipende sostanzialmente dalla riflessione della luce sopra la superficie licia e levigata del legno. La sua intensità dipende dalla tessitura del legno: più quest’ultima è fine e compatta, più cresce la prima; un altro fattore importante per l’aumento della lucentezza è rappresentato dei raggi midollari che determinano, sulle sezioni radiali, la formazione delle specchiature, ossia di strisce che spiccano nettamente sul fondo attribuendo una maggiore lucentezza e talora un diverso colore del legno. Quando le specchiature sono grandi (come nel caso del legno di faggio e di rovere), forniscono un elevato effetto decorativo e danno una particolare lucentezza alla sezione degli elementi di posa. Al contrario, se sono piccole, possono creare una particolare brillantezza che, nei legnami di colore chiaro (per esempio gli aceri), si indica come “aspetto sericeo”. Quando la fibratura di un certo elemento ligneo non è parallela alla disposizione, la maggiore o minore lucentezza, ferma restando la direzione di provenienza della luce, dipende dall’angolo della luce incidente rispetto alla direzione delle fibre legnose. Pertanto, nel caso di fibratura ad angolo col piano, si avrà un’appartenenza del tutto omogenea, che però potrà modificarsi qualora cambi l’angolo tra la superficie e la luce incidente. Se invece la fibratura si presenta, rispetto alla luce incidente, con angolo variabile da un tratto all’altro ne deriverà un’alternanza di zone di lucentezza diverse dalle quali originano effetti decorativi particolari (marazzatura, sfumature, rigatino ecc.).

  • Figura: tecnicamente è il disegno che si manifesta sulle sezioni del legno (radiali e tangenziali). Può essere anche un particolare effetto cromatico o un riflesso generatosi, o a causa della diversa e varia disposizione dei tessuti, o dall’alternanza di colore o di lucentezza. La figura assume particolare importanza nei legnami destinati alla produzione di strati decorativi e funzionali degli elementi di legno. I termini più conosciuti e utilizzati per descrivere la figura sono gli stessi utilizzati per distinguere il disegno presente sulle sezioni del legno: rigatino, semifiammato, fiammato, radicato ecc.).

  • Aspetto del legno: è un elemento visivo caratteristico dei legnami. Alcuni legnami allo stato grezzo, si presentano naturalmente levigati e lisci al tatto (ebano), altri invece, hanno un aspetto grasso e oleoso dovuto all’affioramento in superficie di oli, cere e altre sostanze grasse presenti nel lume cellulare. Esempi tipici sono il Teak della Birmania e Tailandia, l’Iroko e il Lapacho dell’America Centrale. L’aspetto grasso e oleoso delle superfici è un elemento molto importante per i legnami da parquet, in quanto ne aumenta la resistenza all’umidità e agli sbalzi termici che si verificano nell’ambiente.

  • Durezza e resistenza all’abrasione: le varie specie legnose hanno diversa durezza e resistenza all’usura. Essa è importante pertanto sia per la lavorazione del legno (taglio e levigatura) che per l’effetto che sulla pavimentazione possono provocare urti di vario genere, provocati da caduta accidentale di materiali, effetto tacchi a spillo, ecc.

Altro fattore importante per la riuscita di un ottimo pavimento intarsiato è l’essicazione di tutte le specie legnose che compongono il disegno. I valori dell’essicazione delle varie specie legnose che compongono la pavimentazione lignea devono avere la medesima percentuale di umidità altrimenti, dopo la posa in opera, si avranno ritiri o dilatazioni diversi tra le specie legnose che andranno a creare anomalie sulla pavimentazione lignea finita.

Come anticipato, l’essicazione del legno è un procedimento fondamentale nella lavorazione del legno. Un’adeguata essicazione evita l’alterazione del materiale in fase di lavorazione e dopo la posa in opera.

In particolare, una corretta essicazione del legno:

  • riduce il ritiro del legno durante l’impiego, evitando curvature e fessurazioni;
  • protegge il legno dall’attacco dei funghi;
  • aumenta la resistenza meccanica del legno;
  • permette la verniciatura e la finitura del legno;
  • uccide eventuali funghi o insetti annidati nel legno.

Infine, è sempre utile ricordare che il parquet intarsiato è un pavimento in legno che teme particolarmente l’umidità: la condensa, le perdite d’acqua, le infiltrazioni (anche leggere ma continuative) fanno rigonfiare gli elementi posati fino ad arrivare, nel peggiore dei casi, al distacco. Nel caso in cui si voglia posare il pavimento in legno intarsiato su un pavimento con incorporato il sistema di riscaldamento/ raffrescamento, si deve porre attenzione alla temperatura d’esercizio dell’impianto, al tipo di adesivo da utilizzare, all’adeguatezza della specie legnosa e al mantenimento delle condizioni igrometriche ambientali /temperatura e umidità relativa dell’aria). Come ben sappiamo, il legno teme le condizioni ambientali “critiche” per eccesso di temperatura (superiore a 22°C) e mancanza di umidità nell’aria (meno del 40%), si disidrata e si ritira, lasciando sul pavimento fessure, incrinature, cretti e distorsioni che se, agli albori e fino a qualche decennio fa erano considerati normali e facevano parte del risultato, oggi sono spesso ritenuti vizi, perché rendono ” antiestetica” la pavimentazione. Per antonomasia, il legno non sarà mai perfetto e non lo potrà mai essere perché madre natura non lo genera in serie, ogni pianta ha le proprie caratteristiche.

Il parquet ad intarsio è sicuramente un’opera d’arte e come tale va amata e curata con la massima attenzione.


SPECIALE

Tutto quello che c'è da sapere sul parquet

Parquet e pavimenti in legno: tutto quello che è importante sapere

Una raccolta di appunti tecnici dedicata alle caratteristiche principali, alla posa in opera e alla manutenzione dei pavimenti in legno.

Con l'obiettivo di dare un supporto immediato ai nostri lettori interessati a capire di più sul tema, abbiamo realizzato questa pagina di collegamento a diversi articoli pubblicati sul nostro portale grazie al contributo di tecnici esperti ed in particolare di Paolo Rettondini.

LINK allo Speciale a cura di Paolo Rettondini


 

Come prendersi cura di un pavimento in legno intarsiato

La finitura di un pavimento in legno, specialmente un pavimento intarsiato, è molto importante. A metà dell’Ottocento la resina naturale più diffusa era la gommalacca e da questa si partiva per produrre una vernice che, a seguito di più stesure, rendeva i pavimenti lisci e lucidi. Altri ingredienti all’epoca erano la cera d’api e l’olio, le materie prime più diffuse e usate per la protezione del legno.

Su una pavimentazione intarsiata possono effettuate queste tipologie di finitura:

  • Verniciatura
  • Ceratura
  • Trattamenti ad olio

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