Soluzioni sottopavimento nell'ambito della riqualificazione: focus su acustica e posa ibrida

Sia che si tratti di una ristrutturazione parziale (rimozione e sostituzione della pavimentazione o posa della nuova finitura sulla pavimentazione esistente), sia che si tratti di un intervento più invasivo (come ad esempio la rimozione della pavimentazione e del massetto di finitura), la richiesta degli utenti finali è sempre più orientata verso prodotti avanzati, versatili, applicabili in poco spessore, nonché rapidamente e in grado di garantire prestazioni elevate, sotto diversi aspetti, diversificati in funzione delle diverse tipologie, tra questi: conduzione del calore, prestazioni acustiche, resistenza al passaggio del vapore, e altri ancora.


Isolamento acustico sottopavimento: la terminologia di riferimento

Ad oggi non sono state ancora pubblicate normative che trattano nello specifico questo tema. L’associazione ANIT nel capitolo 2.13 del MANUALE DI APPROFONDIMENTO TECNICO dal titolo “ACUSTICA E RISTRUTTURAZIONI - Soluzioni tecnologiche” definisce i prodotti oggetto del presente articolo “Materiali resilienti sottopavimento”.

 

Acustica e tipologie di posa ibrida a pavimento in caso di riqualificazione

 

Nei due schemi sono rappresentate due tipologie di posa nelle quali, al di sotto della pavimentazione, viene posato un materiale resiliente di desolidarizzazione. Tale strato può contribuire a ridurre il livello di rumore da calpestio nell’ambiente sottostante e negli ambienti adiacenti.

Acustica e tipologie di posa ibrida a pavimento in caso di riqualificazione

Esempi di applicazione di questi materiali sono:

  1. Applicazione su massetto (con o senza riscaldamento a pavimento) oppure sulla pavimentazione esistente. Tipologie di pavimentazione: ceramica, materiale lapideo, parquet.
  2. Applicazione su sistema radiante a basso spessore/bassa inerzia. Tipologie di pavimentazione: ceramica, materiale lapideo, parquet.

 

Definizioni

Materiale resiliente: Strato di desolidarizzazione tra massetto e partizioni orizzontali, in grado di limitare la trasmissione di vibrazioni (UNI 11516:2013).

Desolidarizzazione: Azione o tecnica costruttiva (ideale per gli interventi inerenti all’isolamento acustico) in cui si mantengono isolati, anche introducendo materiali resilienti, elementi il cui contatto consentirebbe la trasmissione delle vibrazioni e quindi del rumore.

Materiale desolidarizzante: materiale (strato, pannello, membrana) con funzione di separazione tra la pavimentazione e lo strato di posa (massetto, solaio, pavimentazione esistente). 

Posa ibrida: la posa ibrida consiste nell’incollare la pavimentazione (ceramica, parquet, laminato, LVT) sul materiale desolidarizzante, che è disaccoppiato rispetto a quello inferiore nel quale si appoggia. Nella figura è riportato un dettaglio per una pavimentazione in legno (parquet).

 Acustica e tipologie di posa ibrida a pavimento in caso di riqualificazione

Normativa di riferimento

Ad oggi non sono state ancora pubblicate normative che trattano nello specifico questo tema. Sono in revisione e in fase di scrittura diverse norme che affronteranno il tema, ma i contenuti sono ad oggi ancora in fase di definizione. Si riportano di seguito i principali riferimenti normativi ad oggi in revisione, i cui gruppo di lavoro stanno discutendo il tema della posa ibrida.

  • UNI 11516. Indicazioni di posa in opera dei sistemi di pavimentazione galleggiante per l'isolamento acustico.

La norma fornisce indicazioni di posa in opera degli elementi tecnici coinvolti nella posa dei sistemi di pavimentazione galleggiante per l'isolamento acustico. Nel mercato delle costruzioni il tema della corretta posa di materiali e sistemi per l’isolamento ai rumori riveste particolare importanza. Come evidenziato anche nell’introduzione della UNI 11367, per la classificazione acustica delle unità immobiliari, una posa in opera errata può determinare scostamenti anche rilevanti tra le valutazioni previsionali dei requisiti acustici passivi e i risultati effettivamente ottenuti al termine dei lavori. Per limitare tale problematica chi segue i lavori in cantiere dovrebbe avere a disposizione adeguate indicazioni di corretta posa dei vari sistemi costruttivi.

La norma ha iniziato l’iter di revisione a marzo 2022, nel gruppo di lavoro UNI è in fase di discussione la nuova struttura della norma e i relativi contenuti. È in fase di valutazione la creazione di parti specifiche della norma (parte1, parte2 ecc.) con focus di dettaglio, ad esempio sulla posa ibrida. 

  • UNI 11493-1. Piastrellature ceramiche a pavimento e a parete - Istruzioni per la progettazione, l’installazione e la manutenzione

La norma definisce la qualità e le prestazioni di una piastrellatura ceramica, fornisce regole ed istruzioni da osservare nella scelta dei materiali, nella progettazione, nell'installazione e nell'impiego e manutenzione, e specifica soluzioni conformi tipiche, tali da assicurare il raggiungimento ed il mantenimento nel tempo dei livelli richiesti di qualità e prestazione. La norma si applica alle piastrellature ceramiche a pavimento e a parete, interne ed esterne, installate principalmente con adesivi, ma anche con malta cementizia o altri sistemi.

La norma è attualmente in fase di lavoro, la tematica delle tipologie di posa è ancora oggetto di discussione.

  • Nuova norma sui massetti dal titolo “MASSETTI E SISTEMI “PAVIMENTO” – Istruzioni per la progettazione, la posa e la verifica dei requisiti prestazionali in opera”

La norma riguarda la progettazione, la posa e la verifica dei massetti atti a ricevere una pavimentazione/rivestimento. Sono descritte le tipologie di posa e le specificità dei massetti per interni con sistemi radianti e senza.

 

Funzionalità e caratteristiche

Il materiale desolidarizzante da collocare sotto alla pavimentazione presenta, in funzione della tipologia e della stratigrafia, funzionalità e caratteristiche diversificate. Inoltre, anche i requisiti per la sua installazione cambiano in funzione della tipologia (materiali) e della condizione (planarità, finitura, stato di conservazione, tipologia) dello strato sul quale verrà posato.

Requisiti generali

  • Resistenza a compressione;
  • abbattimento acustico;
  • Staticità necessaria per reggere il sistema;
  • Compensazione delle variazioni della pavimentazione. 

Requisiti specifici

  • In caso di piastrelle: neutralizzare la trasmissione di tensioni dal sottofondo alla piastrella, evitando le formazioni di crepe e migliorare la distribuzione del carico dalla piastrella al sottofondo, evitando concentrazioni localizzate di sforzi.

  • In caso di presenza di sistemi radiante: buona conducibilità. Lo strato desolidarizzante dovrà essere scelto in modo da favorire il più possibile il flusso di calore dalla tubazione all’ambiente. In commercio si trovano sistemi con resistenza termica di circa 0.05 m2K/W. Nonostante la ridotta resistenza termica, vi è una riduzione del flusso termico verso l’ambiente tra il 4% e il 6% in funzione della tipologia di sistema radiante scelto rispetto ad un sistema radiante con pavimentazione incollata e senza materiale desolidarizzante sotto il parquet.

  • In caso di parquet e sistemi radianti, quando nella stratigrafia non è presente un freno/barriera al vapore collocato sotto all’isolante: aggiunta di tale funzionalità al materiale desolidarizzante (il valore SD dovrà essere di almeno 40 m, come prescritto nella norma UNI 11371:2017).

  • Certificazioni di sostenibilità: scegliere prodotti a basse emissioni oppure con certificazioni di assenza di emissione di composti organici volatici (VOC).


SPECIALE

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Sistemi radianti: tutto quello che è importante sapere

Una raccolta di appunti tecnici dedicata alle caratteristiche principali, alla normativa e alla posa in opera della tecnologia radiante.

Con l'obiettivo di dare un supporto immediato ai nostri lettori interessati a capire di più sul tema, abbiamo realizzato questa pagina di collegamento a diversi articoli pubblicati sul nostro portale grazie al contributo di tecnici esperti ed in particolare dell'ing. Clara Peretti.

LINK allo Speciale a cura di Clara Peretti


 

Aspetti acustici

La riqualificazione della pavimentazione di un edificio esistente è l’occasione per migliorarne le prestazioni acustiche, indipendentemente dalla presenza o meno di specifici limiti di legge. Dato che gli interventi di ristrutturazione vengono effettuati di rado sugli immobili, a maggior ragione è più che opportuno migliorare le prestazioni acustiche dell’edificio, incrementandone il comfort abitativo e nonché il valore commerciale.

Gli obiettivi devono essere quelli di:

  • garantire adeguato comfort acustico e privacy a coloro che abiteranno l’edificio riqualificato;
  • migliorare i requisiti acustici passivi, in particolare se già non soddisfano le prescrizioni del DPCM 5.12.1997;
  • limitare il disturbo che gli abitanti dall’unità riqualificata potranno arrecare verso le unità vicine;
  • non peggiorare i requisiti acustici preesistenti.

Sull’ultimo aspetto è opportuno evidenziare che alcuni interventi possono causare il peggioramento delle prestazioni acustiche e comportare la nascita di contenziosi con i vicini di casa. I nuovi sistemi costruttivi, le tipologie edilizie ed i materiali, l’aumentata sensibilità dei soggetti e, nel contempo, il desiderio degli stessi di godere all’interno del proprio involucro edilizio di condizioni di benessere acustico, sono tutti elementi che concorrono ad un aumento vertiginoso dei contenziosi in materia di acustica edilizia e disturbo da rumore.

 

Esempi di stratigrafie per le riqualificazioni

Vengono di seguito dettagliate alcune tipiche stratigrafie per le riqualificazioni. La dicitura “parquet incollato” si riferisce all’incollaggio del parquet sul materiale desolidarizzante, che non è incollato al supporto inferiore ma è flottante su di esso. La dicitura “piastrella incollata” si riferisce all’incollaggio delle piastrelle sul materiale desolidarizzante, che non è incollato al supporto inferiore ma è flottante su di esso.

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L'articolo prosegue riportando alcune delle stratigrafie tipiche dell'ambito della riqualificazione, come ad esempio:

  • Sistema radiante di tipo J (UNI EN 1264) su solaio oppure su pavimentazione esistente. Nuova pavimentazione (parquet) con posa ibrida.
  • Sistema radiante di tipo H2 (UNI EN 1264) su solaio oppure su pavimentazione esistente. Nuova pavimentazione (parquet) con posa ibrida.
  • Nuova pavimentazione (parquet) con posa ibrida su nuovo massetto a basso spessore.
  • Nuova pavimentazione (parquet) con posa ibrida su pavimentazione esistente.
  • Sistema radiante senza strato di supporto su solaio oppure su pavimentazione esistente. Nuova pavimentazione (piastrelle) con posa ibrida.

Nota: Grande attenzione deve essere posta all’analisi preliminare delle stratigrafie, nella scelta dei prodotti più idonei e in sede di progettazione, installazione, posa e verifica.


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