Raccomandazioni per le pavimentazioni in legno

I pavimenti che prevedono finiture in legno incollate sono di gran lunga quelle più a rischio di distacchi, rigonfiamenti e arricciamenti della pavimentazione. Per limitare questo genere di fenomeni la Rev. 4 del Codice di Buona Pratica nell’Allegato A prevede massetti più prestanti in termini di resistenza, spessore e resistenza alle sollecitazioni superficiali.

La Rev. 4 del Codice di Buona Pratica divide i rivestimenti in legno incollati, dal punto di vista delle azioni meccaniche sul massetto, in tre famiglie: prefiniti, massiccio (spessore ≤ 1,5 cm) e massiccio di alto spessore (> 1,5 cm). Il Prospetto A2 dello stesso Codice considera le prime due categorie, in quanto le azioni della terza vanno analizzate caso per caso in funzione del tipo di legno, del tipo di impregnazione, del suo spessore e delle condizioni climatiche a cui verrà soggetta. Comunque anche per le prime due categorie di rivestimenti, si ammette che, durante il loro utilizzo in opera, siano sottoposte ad oscillazioni dell’umidità e della temperatura ambientale tipiche dei locali abitati.

Tutto ciò però non è sufficiente se la gestione della pavimentazione in legno in opera non segue regole ben definite dal momento che la forza del legno e le deformazioni indotte dalle variazioni igrometriche sono nettamente superiori a qualsiasi massetto.

Ecco perché la Rev. 4 del Codice di Buona Pratica Massetti nell’Allegato D formula raccomandazioni per la loro applicazione e la manutenzione delle pavimentazioni in legno.

Per quello che riguarda la manutenzione ordinaria della superficie della pavimentazione si rimanda ai testi specializzati e ai manuali dei produttori delle pavimentazioni in legno. Per quanto concerne le condizioni di cantiere per la messa in opera e la manutenzione, intesa come condizioni ambientali che possono deformare la pavimentazione in legno incollata, in aggiunta a quanto prescritto dalla norma UNI 11368-1, si raccomanda quanto segue.

Nonostante gli effetti stabilizzanti conferiti dal massetto, l’esposizione prolungata del pavimento ad un clima secco induce nella pavimentazione in legno uno stato di contrazione che può fessurare i listelli in prossimità delle nervature dello strato nobile o in prossimità delle fughe. Viceversa, l’esposizione prolungata del pavimento ad un clima umido induce nella pavimentazione in legno uno stato di dilatazione che può portare al distacco dei listelli o peggio, al rigonfiamento di tutta la pavimentazione. Risulta fondamentale, pertanto, garantire le corrette condizioni ambientali.

Posa in opera della pavimentazione in legno incollata

La posa in opera della pavimentazione può iniziare solo quando sono soddisfatte le seguenti condizioni:

  • i locali devono essere protetti dagli infissi in quanto i massetti devono essere protetti dagli agenti atmosferici (forte insolazione e scariche meteoriche);
  • la posa della pavimentazione in legno segue quella delle altre pavimentazioni e le altre lavorazioni di muratura ed installazione di sanitari;
  • la temperatura dei locali deve essere compresa tra 16 °C e 22 °C;
  • l’umidità ambientale deve essere compresa tra 45% e 65%;
  • gli elementi in legno devono essere immagazzinati con il loro imballo originale in luoghi asciutti, al riparo da irradiazione e scariche meteoriche in modo che gli elementi mantengano un livello di umidità ottimale e non troppo dissimile a quello di esercizio;
  • gli elementi in legno devono avere l’umidità di installazione specificata dalla scheda tecnica del produttore in funzione della tipologia di legno;
  • il massetto deve garantire l’umidità, misurata con igrometro al carburo di calcio, come da paragrafo 6.2 della Rev. 4 del Codice di Buona Pratica Massetti.

Manutenzione della pavimentazione in legno incollata

  • Mantenere la temperatura dei locali compresa tra 18 °C e 22°C
  • Mantenere l’umidità relativa ambientale dei locali compresa tra 45% e 60%.
  • Variazioni igrometriche e/o termiche ambientali rispetto ai valori riportati provocati da temperature degli eventuali impianti radianti (eccessivamente alte - > 24 °C - o eccessivamente basse - problemi di condensa) possono favorire il formarsi di ritiri o espansioni eccessive causando avvallamenti, innalzamenti, parziali distacchi della pavimentazione.

I fenomeni sopra riportati sono quanto più frequenti in presenza di:

  • utilizzo di legno massiccio;
  • spessore elevato della pavimentazione;
  • grandi formati degli elementi in legno.

 

  • Arieggiare con frequenza i locali.

 


Tutto quello che è necessario sapere sui Massetti, in poche parole

Massimo Bocciolini, coordinatore del Comitato Tecnico Massetti di Conpaviper, ha predisposto una serie di "pillole" partendo dal Codice di Buona Pratica sui Massetti CONPAVIPER con l'obiettivo di rendere disponibile in forma semplificata le informazioni essenziali sui massetti di supporto. Ecco l'elenco delle pillole pubblicate:


Il Codice di Buona Pratica CONPAVIPER

Oggi la quasi totalità dei massetti è realizzata da professionisti in grado di guidare i progettisti e le imprese nella realizzazione in cantiere del pavimento (o sistema pavimento), cioè di tutta la stratigrafia compresa tra il solaio ed il rivestimento, adeguandolo agli specifici vincoli di cantiere.

Negli ultimi anni i rappresentanti di questa categoria iscritti a Conpaviper hanno deciso di convogliare in un unico documento le informazioni sparpagliate in numerose norme e documenti tecnici nazionali ed internazionali, il “Codice di Buona Pratica per la progettazione, l’esecuzione e il controllo dei massetti”.

Con la quarta revisione del documento, gli associati Conpaviper hanno deciso di fare un ulteriore passo avanti: travasare le proprie conoscenze tecniche di cantiere trasformandole in caratteristiche misurabili ed oggettive ottenute dopo due anni di prove di cantiere realizzate su numerose tipologie di pavimenti. La rev. 04 Codice di Buona Pratica presenta numerose modifiche radicali rispetto a quella precedente: il documento non tratta solo di massetto di supporto ma con una visione operativa approfondisce l’intera stratigrafia del pavimento, introduce la funzione del progettista del sistema pavimento, apre all’utilizzo di massetti leggeri, fornisce requisiti per i sottofondi e parametri certi rilevabili da prove meccaniche eseguite in cantiere.

 


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Chi è il CONPAVIPER

CONPAVIPER è l’Associazione Italiana di Categoria delle Imprese di Pavimentazioni Continue e rappresenta le aziende che operano nell'ambito dei settori delle pavimentazioni industriali, dei rivestimenti resinosi e dei massetti di supporto.

CONPAVIPER è una libera associazione delle imprese che operano nei seguenti comparti:

  • Sottofondi e Massetti di supporto per Pavimentazioni
  • Pavimentazioni continue in Calcestruzzo, tra cui le Pavimentazioni Industriali
  • Pavimenti e rivestimenti in resina.

CONPAVIPER è un Ente, riconosciuto giuridicamente, che raggruppa, su base volontaria, più di 100 imprese di tutte le dimensioni, operanti nella realizzazione di pavimenti, nella produzione di materiali dedicati, nella fornitura di servizi e consulenze e progettazioni.

L'Associazione ha per scopo:

  • la tutela degli interessi dei propri iscritti, anche mediante assistenza ed informazione
  • la promozione di tutte le iniziative volte alla divulgazione e ad un sempre più ampio e corretto impiego dei pavimenti e rivestimenti ad uso industriale, impiegabili anche in campo civile
  • l'avviamento nelle forme più opportune di iniziative di sviluppo e ricerca per un continuo miglioramento tecnologico dei materiali, delle attrezzature e dei metodi applicativi
  • la stesura e la diffusione di testi ed opere scientifiche e letterarie specifiche del settore inerenti alle finalità perseguite dall'Associazione
  • la promozione di tutte le iniziative volte all'istruzione di tutte le figure coinvolte nell'attività della categoria di settore.

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