Soluzioni Master Builders Solutions per pavimenti industriali che durano nel tempo

Le soluzioni di Master Builders Solutions per realizzare pavimentazioni industriali che durano nel tempo raccolte in un'intervista a Riccardo Chinosi, Technical Manager e Key Account Manager Grandi Opere Admixture Systems, e Ivana Torresan, Segment Manager Admixtures and Cement Additives.


Pavimenti industriali in calcestruzzo: gli additivi specifici Master Builders Solutions

I Pavimenti Industriali sono opere con caratteristiche geometriche e prestazionali speciali, e questo richiede calcestruzzi studiati in modo apposito. Per esempio, devono essere in grado di poter essere estremamente fluidi, ma al tempo stesso non generare in fase di getto e stesa difficoltà agli operatori quali, ad esempio, problemi di ondulazione della superficie. Che tipo di soluzioni avete messo a punto per questa specifica destinazione d’uso?

Per questo tipo di problematiche MBS ha messo a punto la linea di additivi specifici per pavimentazioni industriali MasterGlenium PAV, che ha come punto di forza il riuscire a far coincidere le richieste del progettista del pavimento, quelle del produttore di calcestruzzo e soprattutto quelle del pavimentista, per la facilità di messa in opera ed il rispetto delle tempistiche di esecuzione.

 

Durante i climi invernali un tempo di indurimento troppo avanzato può comportare un ritardo eccessivo dell’avvio delle operazioni di frattazzatura, posa e incorporo dello spolvero, creando non pochi problemi per l’operatività delle squadre in cantiere, che possono comportare possibili difettosità successive nella pavimentazione. Avete delle soluzioni specifiche per questo problema e quali suggerimenti pratici potete indicare?

Durante il clima invernale, proprio per anticipare i tempi di fine presa e velocizzare le operazioni di finitura della pavimentazione MBS consiglia l’utilizzo del MasterGlenium 44PAV, oppure MasterGlenium 804PAV che migliora ed ottimizza la reologia delle miscele, rendendole meno viscose, facili da pompare, distribuire e staggiare, anche in calcestruzzi con basso rapporto acqua-cemento. 

 

Durante i climi estivi accade il problema contrario: una velocità di presa troppo alta può comportare a significative perdite di lavorabilità, e conseguentemente, ad aggiunte di acqua in cantiere (o più tecnicamente alla correzione della fluidità del calcestruzzo in cantiere per ottenere la lavorabilità richiesta… ) Avete delle soluzioni specifiche per questo problema e quali suggerimenti pratici potete indicare?

Durante il clima estivo, consigliamo l’utilizzo del MasterGlenium 46PAV o MasterGlenium 806PAV che, correttamente proporzionati in base alle temperature al momento del getto e alla distanza tra l’impianto ed il cantiere, consentono di confezionare calcestruzzi fluidi per tutto il tempo necessario al trasporto e alla posa in opera.

 

D’estate si aggiunge un problema, quello della prima stagionatura del calcestruzzo, operazione spesso non prevista dal progettista, non valutata dall’impresa, non richiesta dalla direzione lavori, e le conseguenze si vedono poi nel breve e medio termine. Cosa dovrebbe essere inserito a capitolato? Che soluzioni di prodotti e sistemi potete fornire al settore?

Se non vi è possibilità di fare una stagionatura umida bagnando la superficie, allora consigliamo di usare, per la corretta stagionatura delle pavimentazioni, lo stagionante in emulsione acquosa MasterKure 127 WB. Questo prodotto forma una membrana protettiva contro l'evaporazione rapida dell'acqua dagli impasti cementizi, in particolare negli ambienti caldi, asciutti e ventilati; inoltre riduce le formazioni di fessurazioni da ritiro plastico, non contiene solventi organici ed ha una colorazione rosa che permette di vedere dove il prodotto è stato applicato. Sarebbe sempre opportuno che la stagionatura dei pavimenti fosse correttamente progettata, presente nel computo metrico e realizzata in cantiere.

 

Soluzioni per pavimentazioni soggette a cicli di gelo-disgelo

Per le pavimentazioni in calcestruzzo realizzate in zone che poi risentono dei problemi di cicli gelo/disgelo nella pratica comune vengono utilizzati calcestruzzi con aggiunta di prodotti aeranti o calcestruzzi con bassi rapporti acqua/cemento, anche con trattamenti superficiali. Non sempre però si tiene conto del fatto che durante l’inverno su queste pavimentazioni viene spesso sparso del sale disgelante a base di cloruri (sodio, calcio,…) e questo porta a fenomeni di rapido degrado della piastra. Cosa si dovrebbe fare per evitare questo problema?

Nelle pavimentazioni soggette a cicli di gelo e disgelo è obbligatorio prescrivere calcestruzzi in classe di esposizione XF, che prevedono appunto l’aggiunta di additivi aeranti. Tali calcestruzzi sono caratterizzati da bassi rapporti acqua-cemento, quindi il consiglio di MBS dal punto di vista anche operativo è quello di non utilizzare lo spolvero di finitura sfruttando il quantitativo di pasta cementizia presente nel calcestruzzo; questo al fine di evitare problemi di delaminazione (scartellamento) che ci potrebbero essere in un pavimento finito in maniera tradizionale.

Si consiglia, per migliorare ulteriormente la durabilità del pavimento, anche l’utilizzo del consolidante monocomponente all’acqua pronto all’uso, a base di nanopolimeri ibridi multifunzionali MasterTop CC 704, che permette un aumento della vita utile delle pavimentazioni in cui vengono utilizzati sali disgelanti.

 

La soluzione per contastare il fenomeno pop up e delaminazione nei pavimenti industriali

Uno dei problemi più importanti dei pavimenti industriali, da un punto di vista economico, è quello del fenomeno di pop out. Purtroppo si continua a sentire di pavimenti che hanno cominciato a «scoppiettare» e che presentano decine di microcrateri sulla superficie. Quali soluzioni è possibile adottare per evitare questo problema?

Riuscire ad utilizzare cementi di tipo III e di tipo IV in sostituzione al classico cemento portland aiuterebbe sicuramente a contenere il problema.

Consigliamo l’aggiunta di fumo di silice MasterLife MS 610 che, attraverso l’attività pozzolanica è in grado di fissare l’idrossido di calcio proveniente dall’idratazione del cemento e, grazie alla sua elevatissima superficie specifica, agisce sulla qualità del calcestruzzo riducendone la porosità capillare. L’uso di MasterLife MS 610 è raccomandato per ottenere matrici cementizie estremamente compatte, in modo da raggiungere un’elevata garanzia nei confronti della corrosione delle armature e della penetrazione di eventuali sostanze aggressive. É essenziale per ridurre i rischi legati alla reazione di aggregati reattivi con gli alcali presenti nel cemento, con una drastica riduzione dei fenomeni di pop-out.

 

Negli ultimi 20 anni, proprio in corrispondenza della diffusione dei prodotti a maggiore efficienza, è scoppiato il caso dei problemi di delaminazione delle superfici del pavimento industriale. Gli esperti evidenziano come il problema nasca principalmente da un errato mix design, mentre qualcuno riporta tra le cause anche le non corrette modalità di posa. In che modo la chimica dell’edilizia può essere di supporto per il contrasto del problema?

MBS da sempre ha avuto additivi specifici (linea MasterGleniun PAV) per le pavimentazioni industriali che permettono, se correttamente proporzionati, la risoluzione totale del problema.

 

 

Soluzioni Master Builders Solutions per calcestruzzi fibrorinforzati

Per ottenere pavimentazioni industriali ad alta tenacità, sempre più spesso è prescritto l’uso di fibre per calcestruzzo. Tipo, qualità e dosaggi, quanto sono determinanti? Avete soluzioni in tal senso per il mercato?

Al fine di minimizzare i rischi del fenomeno del ritiro plastico, MBS propone micro fibre in polipropilene, MasterFiber 012 e MasterFiber 018 oppure le micro fibre in basalto MasterFiber 050, compatibili con gli aggregati presenti nelle miscele di calcestruzzo. Il peso specifico delle MasterFiber 050, simile a quello del conglomerato cementizio, ne evita l’affioramento in superficie e permette una estrema facilità di pompaggio del calcestruzzo, soprattutto quando necessita di essere messo in opera ad elevate distanze.

Per aumentare la tenacità dei conglomerati cementizi, consigliamo l’uso di macro fibre sintetiche, MasterFiber 246 SPA ottenute per estrusione di polimeri a base di polipropilene, con un profilo “ondulato”, ottimizzato per incrementare l’adesione alla matrice cementizia del conglomerato, oppure macro fibre “twisted” MasterFiber 320. L’utilizzo delle macrofibre polimeriche può avvenire in completa o parziale sostituzione dell’armatura primaria. In questo caso si ricorda che FRC, calcestruzzo fibrorinforzato strutturale deve essere conforme a quanto riportato nel DM. 17/01/2018 (Norme Tecniche per le Costruzioni) e Circolare n. 7/2019. I dosaggi sono in funzione delle prestazioni da raggiungere ed opportuna progettazione delle lastre.

Le fibre strutturali MasterFiber 246 SPA e MasterFiber 320 in combinazione con le MasterFiber 050 ci hanno permesso di realizzare numerosissime pavimentazioni con affioramento superficiale delle fibre praticamente nullo e con un rinforzo nella fase plastica (MasterFiber 050) molto importante.