La formazione e certificazione del piastrellista

La certificazione del piastrellista richiede una formazione professionale approfondita relativa agli argomenti trattati dalla norma UNI 11493-1, ”Istruzioni per la progettazione, l'installazione e la manutenzione  delle piastrellature ceramiche”.

In sede di esame, il candidato dovrà sostenere un esame scritto per la valutazione di tali conoscenze ed una prova pratica che consiste nella realizzazione di un manufatto ceramico complesso sulla base di un disegno tecnico assegnato.


3 requisiti per avere il 'patentino': esperienza, conoscenza teorica e abilità

Mai avuto problemi. Poi oggi, rientrando a casa, la porta non si apriva, e dopo vari tentativi sono riuscito con forza ad aprire ed ho trovato tutta una fila di piastrelle sollevate, come se fosse gonfiato qualcosa sotto di loro che le ha fatte rompere ed alzare.”

Racconti di fatti come questi sono rari, ma succede che, anche dopo molto tempo dalla posa, le piastrellature di ceramica possano subire rotture o distacchi che appaiono non motivati da alcun evento immediatamente precedente.

Affrontare una tematica partendo dai problemi può sembrare un approccio terroristico, o di cercare il senzionalismo. In realtà è una delle ragioni che spinge gli esperti del settore a riunirsi per redigere delle norme tecniche che descrivano lo stato dell’arte relativo alla progettazione e alla modalità di applicazione per un determinato ambito o professione, ed è anche una delle ragioni che spinge al miglioramento continuo, e alla ricerca di soluzioni tecniche più efficaci, agli investimenti per la realizzazione di prodotti più performanti.

Questo processo è accaduto anche nel settore della posa delle piastrellature in ceramica, che ha impegnato gli esperti della posa e dei relativi prodotti attorno al tavolo dell’UNI, l’Ente Italiano di Normazione, nella stesura della norma UNI 11493-1, relativa alle istruzioni per la progettazione, l'installazione e la manutenzione delle piastrellature ceramiche, e la UNI 11493-2 che specifica i requisiti di conoscenza, abilità e competenza per i posatori di piastrellature ceramiche.

La pubblicazione di queste due norme ha creato i presupposti per la certificazione della figura professionale del piastrellista. La UNI 11493-1, infatti, costituisce la base per la formazione specialistica del posatore, perché riporta i criteri per la corretta posa delle piastrellature, elenca le criticità a cui porre attenzione e definisce i parametri per il collaudo e accettazione, semplificando la distinzione tra una imperfezione ed una non conformità.

La norma UNI 11493-2 definisce invece riporta i compiti che deve assolvere il piastrellista nello svolgimento della propria attività. Sulla base di questi compiti, sono indicate le conoscenze, abilità e competenze che il piastrellista deve dimostrare al fine di poterli svolgere al meglio, e pertanto sono definiti gli elementi che devono essere valutati da un organismo terzo al fine di rilasciare la certificazione del personale.

Il rilascio del ‘patentino’ del piastrellista, questo il termine più comunemente usato per descrivere la certificazione del personale, richiede che il candidato sia in grado di dimostrare all’organismo di certificazione il possesso di tre requisiti:

  • congrua esperienza professionale, che viene descritta nel curriculum vitae;
  • conoscenza teorica relativa alla propria professione, che dimostra sottoponendosi ad un esame scritto costituito da un quiz a risposta multipla;
  • ·   abilità e competenza che mette in campo realizzando il rivestimento di un manufatto complesso, in sede di esame.

 

Esame pratico per rilascio 'patentino' piastrellista

 

Il manufatto da realizzare in sede di esame deve rispettare il disegno fornito dalla commissione di esame, e la valutazione circa la correttezza di esecuzione avviene anche utilizzando i criteri per il collaudo riportati nella norma UNI 11493-1 e gli indicatori minimi inseriti nell’appendice B bella norma UNI 11493-2.

Può sorgere il dubbio circa la significatività di una prova di esame realizzata su un manufatto di dimensioni più contenute delle superfici su cui opera normalmente il piastrellista. Il manufatto di esame ripropone una condizione operativa reale, anche se in scala ridotta, perché presenta le criticità significative delle lavorazioni, quale la precisione dei tagli e delle giunzioni, gli spigoli, il rispetto delle quote e il livello delle finiture. Il manufatto presenta inoltre una grande ripetibilità, facilitando l’uniformità di giudizio che l’organismo di certificazione deve tenere nei confronti di tutti i candidati.