Pavimenti flottanti posati a secco: la soluzione utile, rapida e silenziosa per la ristrutturazione degli edifici

Per le caratteristiche intrinseche delle pavimentazioni flottanti posate a secco, questa soluzione può rappresentare un valido aiuto nella ristrutturazione interna di edifici.

In questo articolo alcune delle motivazioni che possono portare un progettista alla scelta della pavimentazione flottante posata a secco negli interventi di ristrutturazione di pavimentazioni esistenti.

 

Sempre più ristrutturazioni...sempre più tecnologie ad hoc

Negli ultimi dieci anni il focus della filiera edilizia si è spostato sempre più dal settore standardizzato delle costruzioni ex-novo al mondo variegato e multiforme della ristrutturazione. Si tratta di due universi paralleli, simili ma che rispondono a leggi diverse.

Il settore delle nuove costruzioni vive di certezze e di decisioni prese in maniera autonoma, preventiva. Il progettista ha davanti a sé il foglio bianco e lì sopra disegna quello che vuole, con i materiali, le tecnologie e le tempistiche che sceglie.

Il mondo della ristrutturazione è invece un foglio pieno di scarabocchi a volte confusi, fatti da altri, in altri tempi, in altri contesti, con altri materiali e con tecniche diverse dalle nostre. 

I progettisti e l’industria hanno così approfondito le esigenze proprie degli interventi sui fabbricati esistenti, innovando tecnologie utilizzate in passato, inventando soluzioni adeguate e proponendo sul mercato intuizioni che permettono di ottenere un’alta qualità costruttiva ed abitativa anche da edifici che sembravano obsoleti.

Sulle pagine di Ingenio, a cominciare da questo primo articolo, avremo modo di scoprire e di valutare le novità più interessanti che si sono affacciate e che si affacceranno sul fronte progettuale e sul mercato della ristrutturazione e della riqualificazione edilizia. 

 

Sovrapporre per non demolire

E allora cominciamo dal problema più usuale, all’apparenza forse quasi banale, ma che nella pratica costruttiva condiziona fortemente la progettazione e la realizzazione anche dei piccoli interventi manutentivi all’interno di abitazioni, negozi o alberghi: la necessità di realizzare tracce.

In un mondo ormai ipertecnologico gli impianti hanno assunto un ruolo predominante nella scala valoriale abitativa. Ma la realizzazione di nuovi impianti, così come l’adeguamento di quelli ormai obsoleti, richiede la formazione di passaggi delle tubazioni all’interno dei muri o dei solai.

Ad esempio l’installazione del servizio di climatizzazione richiede un nuovo impianto di scarico della condensa, l’installazione dei pannelli fotovoltaici e l’utilizzo della fibra richiedono la posa di nuove tubazioni elettriche e così via.

La formazione delle tracce richiede demolizioni più o meno invasive e le demolizioni richiedono poi ripristini adeguati. 

 

I pavimenti flottanti posati a secco

Figura 1 Tracce per inserimento di nuovi impianti (progetto dell'autore)

 

Nella pratica progettuale e di cantiere da qualche tempo si sta diffondendo la prassi di concentrare il passaggio delle nuove tubazioni all’interno di tracce predisposte e di sezione adeguata realizzate all’interno del pacchetto di solaio esistente.

Questa modalità è stata resa possibile dalla immissione sul mercato dei pavimenti flottanti da posare a secco sul pavimento esistente. Per cui una volta realizzate le tracce, posati i nuovi impianti e richiuse le tracce, il pavimento esistente ormai non più “presentabile” viene coperto dal nuovo pavimento posato a secco direttamente su di esso. 

In questo modo il pavimento non rappresenta più l’elemento “sacro”, “intoccabile” e “inamovibile” che abbiamo sempre considerato, ma un elemento flessibile può essere successivamente smontato per la realizzazione di ulteriori tracce e poi di nuovo rimontato. 

 

Gli altri vantaggi dei pavimenti flottanti da posare a secco 

Al momento della scelta sono da prendere in considerazione altri tre importanti vantaggi di questo sistema: il primo è di ordine pratico: la pavimentazione è immediatamente calpestabile; il secondo è di ordine economico e riguarda il risparmio dovuto al fatto che non vengono impiegati colle e stucchi: e il terzo riguarda la possibilità di accoppiare la piastrella con un materassino fonoassorbente al fine di creare un “pavimento galleggiante” che consente un miglioramento dell’isolamento acustico da calpestio. Un materassino fonoassorbente ha spessori dell’ordine di 1 o 2 mm!

 

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Figura 2 Tracce per inserimento impianti (Cantiere dell'autore)

 

Questo sistema rappresenta l’evoluzione e la specializzazione per impieghi in ristrutturazione dei pavimenti sopraelevati posti su opportuni piedini distanziatori utilizzati in particolare per rendere più flessibili gli spazi destinati ad ufficio ma che richiedono opportune altezze interne dei vani.

Quando l'altezza può essere un problema

Nel caso di interventi sugli edifici esistenti le altezze sono invece già determinate e solitamente limitate ai minimi di legge. E’ pertanto necessario proporre materiali con spessori minimi. E con l’accoppiamento fra le piastrelle e il materassino fonoassorbente, in quasi tutti i sistemi disponibili sul mercato, non si superano i 7-8 mm complessivi. Con questi spessori spesso non è neppure necessario alzare le porte interne o il portone di ingresso ma, eventualmente, solo limare il loro fondo di qualche millimetro.

Chiaramente questo sistema si presta ad essere impiegato anche laddove si voglia rinnovare il pavimento di un locale senza altri interventi come in negozi e alberghi oppure per intervenire in maniera non  invasiva e non definitiva su edifici storici.

 

I pavimenti flottanti posati a secco

Figura 3 Tracce per inserimento impianti (cantiere dell'autore)

 

Sul mercato vi sono ormai molteplici proposte di sistemi di pavimenti flottanti da posare a secco che propongono materiali diversi e diverse forme e dimensioni delle piastrelle, tutte con minimi spessori attorno ai 5-6 mm. 

Ogni produttore propone una propria gamma di materiali e la propria soluzione per rispondere alle due criticità del sistema: impedire il “pattinamento”, cioè lo scivolamento dell’intero pavimento e lo spostamento reciproco delle singole piastrelle, e favorire l’adesione fra le piastrelle in modo tale da evitare passaggi di polvere, acqua e sporco dalle fughe non stuccate e nel contempo permetterne la facile rimozione per un successivo riutilizzo.

 

Alcune soluzioni presenti sul mercato 

Le soluzioni presenti sul mercato propongono, principalmente, i seguenti materiali ed accorgimenti:

soluzioni presenti sul mercato di pavimenti flottanti

Un’ultima considerazione a latere: la possibilità del recupero di un materiale e del suo riutilizzo, specie se senza perdite di qualità, sono le condizioni poste alla base dell’Economia Circolare, cioè della società del riuso invece dell’usa-e-getta.