Ristrutturazione dei pavimenti ceramici in ambiente civile e industriale: criteri progettuali e soluzioni

Due aspetti tecnici da tenere in considerazione quando si realizza un pavimento di ceramica nell'ambito della ristrutturazione: la posa mediante l'uso di membrane desolidarizzanti e la posa su massetti radianti.


 

Pavimenti e rivestimenti ceramici: quanto è importante la progettazione?

Le istanze progettuali che sottendono la realizzazione di un rivestimento ceramica, parete/pavimento o interno/esterno, sono descritte e riassunte nella normativa italiana UNI 11493-1. Tali prescrizioni valgono non solo per le nuove realizzazioni ma, con particolare riferimento al mercato dell’edilizia degli ultimi anni, anche per le ristrutturazioni. Che la realizzazione di un rivestimento ceramico sia una questione progettuale è definito già nel titolo della suddetta normativa “La progettazione l'installazione e la manutenzione dei rivestimenti ceramici a parete a pavimento".

Le analisi in fase di progetto e l'importanza complessiva della progettazione si esplicita nei dettagli in alcune prescrizioni generali:

  • gli spessori degli strati costituenti il rivestimento ceramico;
  • il posizionamento dei giunti di dilatazione o dei giunti di controllo e il loro corretto dimensionamento;
  • la scelta e la conoscenza delle caratteristiche del rivestimento in ceramica (o in pietra naturale) che si intende posare nello specifico progetto;
  • i riferimenti normativi e così via.

Calandosi nella realtà del cantiere, le imprese applicatrici sfruttano il proprio bagaglio di esperienza (spesso con eccellenti risultati e salvando anche lacune di natura progettuale) ma il progettista o il tecnico specializzato potrebbero porsi alcune domande: Quali accortezze sono necessarie per la posa di un gres porcellanato di grande formato? Come comportarsi per la posa di un rivestimento ceramico su supporti in gesso? Come realizzare un rivestimento ceramico al di sopra di un sistema di isolamento termico a cappotto?

Nel lungo indice delle possibili domande a cui rispondere, sullo sfondo della normativa italiana UNI 11493-1 accenniamo qui a due aspetti utili in caso di ristrutturazione (validi anche in caso di nuova costruzione):

  1. la realizzazione di un pavimento ceramica al di sopra delle membrane desolidarizzanti;
  2. indicazioni generali inerenti i pavimenti riscaldanti.

 

Uso delle membrane desolidarizzanti per la posa del pavimento ceramico

Ormai da molti anni in Italia si è diffusa la produzione di lastre di gres porcellanato realizzate in svariati colori e fantasie, in grande formato e basso spessore. Tali lastre dal punto di vista estetico, conferiscono alle superfici un aspetto monolitico, riducendo fortemente la quantità di fughe e giunti sul rivestimento.

Tuttavia, come anticipato in precedenza, la piastrellatura ceramica è un sistema composto da più strati e al di sotto del rivestimento è solitamente presente un supporto (tipo il massetto) sul quale vengono realizzati dei giunti di controllo.

Molto spesso accade che le campiture dei giunti di controllo realizzati sul massetto non coincidano con il formato o il disegno previsto per la posa di un gres porcellanato di grande formato.

O ancora, nel caso di posa sul pavimento esistente, il vecchio pavimento presenterà dei giunti che in teoria andrebbero rispettati (per via dei movimenti a cui è soggetto).

Posando il nuovo rivestimento occorrerebbe tagliare la piastrella in corrispondenza del giunto, perdendo così uno dei pregi estetici più apprezzati di questo tipo di lastre.

Un'eccellente soluzione a questo genere di problematiche è utilizzare una membrana desolidaizzante.

 

Cosa sono?

Le membrane desolidarizzanti sono definite dall’Handbook Tile Council of North America (TCNA) come membrane di plastica geometricamente configurate in modo da creare uno spazio di aria tra la pavimentazione in piastrelle e il sottofondo. Questo genere di membrane (ne esistono di varie tipologie), permette alla pavimentazione e al sottofondo movimenti indipendenti, limitando così il trasferimento delle tensioni sulla pavimentazione. Ne deriva che l'applicazione di una membrana desolidaizzante permette di posare un pavimento ceramico anche di grande formato senza il tassativo rispetto dei giunti presenti sul sottofondo.

 

Membrana desolidarizzante Mapeguard UM35 di Mapei

Membrana desolidarizzante Mapeguard UM35 su pavimentazione esistente in ceramica con giunti di dilatazione.

 

Le normative di posa UNI 11493-1 e UNI 11714-1 definiscono inoltre le tipologie e le caratteristiche prestazionali che i supporti devono presentare per l’installazione di rivestimenti ceramici o materiali lapidei. I sottofondi tuttavia, con particolare riferimento al contesto delle ristrutturazioni, risultano talvolta problematici o semplicemente non rispondenti ai requisiti richiesti. Fattori come umidità, continuità (presenza di giunti di frazionamento o dilatazione), stabilità, impermeabilità, se non correttamente gestiti, possono influire negativamente sulla corretta posa della pavimentazione.

 


La membrana desolidarizzante Mapeguard UM35

Tra le diverse membrane desolidarizzanti nella gamma Mapei citiamo a titolo esemplificativo Mapeguard UM35, una membrana bi-strato, desolidarizzante, anti-frattura, impermeabilizzante, composta da uno strato alveolare in HDPE con superficie irruvidita e da un tessuto in polipropilene sul retro, che permette di installare un rivestimento ceramico o materiale lapideo sulla maggior parte dei sottofondi, anche quando questi presentano problematiche e/o non raggiungono alcuni dei requisiti previsti dalle norme.

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Posa della ceramica su massetti radianti a basso spessore

Rimanendo in ambito di ristrutturazioni, in una applicazione particolare, trovano spazio anche i pavimenti riscaldanti cosiddetti “basso spessore”. Differentemente da un sistema radiante tradizionale, un sistema radiante a basso spessore, richiede pochi centimetri di spessore (in generale variabili da circa 2 cm a 5 cm a seconda del tipo di sistema adottato). Il vantaggio principale di questi sistemi rispetto a quelli tradizionali consiste nella bassa inerzia termica.

 

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Pompaggio e livellamento del livellante cementizio Novoplan Maxi di Mapei per massetti radianti a basso spessore.

 

Questo tipo di sistemi permettono di rinnovare gli impianti di riscaldamento senza interventi radicali sulla pavimentazione esistente. In questo caso infatti i pannelli di fissaggio delle tubazioni sono incollati direttamente sul supporto esistente (es. massetto, rasatura, pavimento esistente ecc).

 


Novoplan Maxi: la soluzione Mapei per realizzare massetti radianti a basso spessore

Nella maggior parte dei casi questi pannelli hanno le bugne e la base forate, per consentire al prodotto utilizzato per la realizzazione della piastra di ripartizione (massetto o livellina) di aderire al supporto. Per questi sistemi il prodotto utilizzato per la saturazione dell’impianto deve avere una consistenza fluida, come Novoplan Maxi di Mapei, livellante cementizio ad elevata fluidità, alta conducibilità termica, fibrorinforzato a rapido indurimento per spessori da 3 a 40 mm, specifico per pavimentazioni riscaldanti-raffrescanti.**

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Come si evince dagli esempi specifici qui descritti inerenti alcuni casi di ristrutturazione di ambienti (bagni, cucine, ambienti residenziali e non), i criteri progettuali e le soluzioni per ristrutturare le pavimentazioni in ceramica in effetti non mancano.

Mapei si propone accanto agli studi di progettazione e alle imprese applicatrici come partner per l'individuazione delle soluzioni più adeguate, disponendo delle tecnologie in grado di rispondere alle esigenze contingenti della moderna cantieristica.

 



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