ATECAP: INL ribadisce la non obbligatorietà del Pos nelle forniture di calcestruzzo in cantiere.

È dalla confusione fra braccio e terminale in gomma della pompa per calcestruzzo che nasce la richiesta del Pos da parte di alcuni Ispettori del lavoro alle aziende fornitrici di calcestruzzo. Confusione che fa ritenere che le stesse, anziché limitarsi alla mera fornitura, partecipino anche alla posa in opera del calcestruzzo. Su segnalazione dell'Atecap l'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha inviato una nota agli Ispettorati interregionali e territoriali del lavoro e al Comando Carabinieri per la Tutela del lavoro in cui, di fatto, viene nuovamente ribadita la non obbligatorietà del Pos nelle forniture di calcestruzzo in cantiere.

Fonte: ATECAP

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La Direzione centrale tutela, sicurezza e vigilanza del lavoro dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro, l'Istituto che dal 2017 ha il compito di programmare e coordinare tutta la vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale oltre che in materia contributiva e assicurativa, torna a fornire chiarimenti sull'annosa questione che riguarda la non obbligatorietà del Piano Operativo di Sicurezza nelle forniture di calcestruzzo in cantiere. 

L'Atecap ha segnalato all'Ispettorato il verificarsi di interpretazioni scorrette della lettera circolare del 10 febbraio 2011 recante la procedura per la fornitura di calcestruzzo in cantiere e della nota del 2016 emanata dall'Ispettorato del Lavoro ad ulteriore precisazione, da parte di Ispettorati territoriali e coordinatori per la sicurezza di cantiere anche di grandi lavori, che continuano a richiedere il Pos ai fornitori di calcestruzzo, in contrasto con quanto chiarito dal Ministero Lavoro con i documenti citati. 

La richiesta viene motivata dal fatto che le imprese fornitrici di calcestruzzo non si limiterebbero alla mera fornitura, ma parteciperebbero anche alla posa in opera dello stesso, per il semplice fatto che l'operatore addetto al pompaggio del calcestruzzo sposti a distanza il braccio della pompa, seguendo le indicazioni dell'impresa esecutrice, mediante l'apposito radio-comando. 

Tale interpretazione non è in linea con le indicazioni della normativa (artt. 26, comma 3 bis, e 96, comma 1 bis, TU 81/2008) su cui è intervenuta la lettera circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 10 febbraio 2011, recante "la procedura per la fornitura di calcestruzzo in cantiere", e la nota prot. n. 2597 del 10/02/2016 emanata dall'allora DG per l'Attività Ispettiva del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 

Normativa per la quale si ravvisa la posa in opera in capo alla impresa fornitrice solo qualora l'operatore addetto alla fornitura del calcestruzzo manovri il terminale in gomma della pompa, e non solo il relativo braccio, essendo quest'ultima un'operazione di competenza degli operatori pompisti dell'impresa fornitrice prevista anche dall'accordo Stato-Regioni del 2012, allegato X, sulla formazione obbligatoria di tali lavoratori. 

A tale riguardo, ai fini della corretta applicazione delle indicazioni già fornite con le note sopra citate, sentito l'Ufficio Legislativo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l'INL ha ritenuto opportuno chiarire nuovamente la fattispecie della mera fornitura del calcestruzzo, ove i lavoratori della ditta fornitrice non partecipano alle operazioni di getto e non manovrano il terminale in gomma della pompa o la benna o il secchione nel caso di scarico dalla betoniera, ma si limitano a posizionare l'autobetoniera e la canala di distribuzione, o a direzionare, a distanza o da cabina, il braccio, ma non il terminale in gomma, della pompa per calcestruzzo o dell'autobetonpompa a seconda della modalità di consegna.