Coperture piane e terrazzo: quando il committente vuole fare di testa sua…chi ne paga le conseguenze?

Conosciamo tutti questa situazione: il nostro caro cliente si improvvisa Professionista Tecnico e Direttore Lavori e pretende la realizzazione di un’opera edile come vuole lui. Le ragioni del perché un committente voglia fare “di testa sua” possono essere molteplici. Si va dal semplice “un mio amico mi ha detto che…” oppure “ho letto su Internet che..”  alla voglia di risparmiare affidandosi a procedure più semplicistiche e meno onerose.


Il rifacimento di Terrazze e Coperture Piane sono interventi che per durare nel tempo necessità delle scelte di un Professionista

Tipici esempi sono il rifacimento di Terrazze e Coperture Piane. Un intervento edile complesso ed oneroso, dove però il committente preferisce quasi sempre una soluzione semplice ed approssimativa piuttosto che una ristrutturazione seria.

schluter-systems_stratigrafia-terrazzo

Al Signor Mario Rossi, due spennellate veloci sul manto ceramico del miracoloso “salva-terrazzo”,  fanno sicuramente più gola che un rifacimento di tutta la stratigrafia fino al solaio.

Voi magari cercherete di fare valere le vostre ben fondate ragioni di questa scelta perché sapete per vostra esperienza che la soluzione proposta dal committente non può durare nel tempo, ma alla fine vi arrenderete.

Per una corretta stratigrafia del terrazzo

Per la stratigrafia del terrazzo si deve fare riferimento alla norma UNI 8627 (Sistemi di copertura – definizione e classificazione degli schemi funzionali, soluzioni conformi e soluzioni tecnologiche) che fornisce le linee guida di tutti gli strati/elementi che devono essere presenti in questa costruzione: pendenza, barriera a vapore, elemento termoisolante, elemento di tenuta.

>>> CONTINUA LA LETTURA

… E state sicuri, quando poi succederà il guaio e si presenteranno i problemi, che il committente regolarmente punterà il dito contro di voi: Ma io cosa ne sapevo, Lei da Professionista avrebbe dovuto dirmelo con più chiarezza e determinazione, non mi ha informato come doveva” etc. etc. 

E se il committente vi cita persino davanti ad un Giudice, sarete voi dalla parte del torto!

Pochi mesi fa il Tribunale di Monza ha nuovamente sottolineato il vostro dovere come Progettisti, DL ed Appaltatori. A voi l’obbligo di proteggere il vostro cliente con tutte le vostre forze dalle sue errate pretese, altrimenti sarete voi a pagarne le conseguenze.  

Il Giudice di Monza ha infatti riconfermato ancora una volta il principio secondo cui l'appaltatore deve assolvere al proprio dovere di osservare i criteri generali della Buona Pratica relativi al lavoro affidatogli.

Committente vs Appaltatore: le parole magiche sono “eccepire" e "sottoscrivere"!

L’Appaltatore ha l’obbligo di controllare la bontà del progetto e delle istruzioni impartite dal Committente e di fare presenti eventuali errori o carenze del progetto.

In altre parole, come un “Buon Padre di famiglia” è vostro dovere prendere per mano il cliente ed esprimere in modo chiaro e preciso le  vostre obiezioni su eventuali scelte “discutibili” del Committente.

E se il Cliente insiste comunque nel voler procedere come dice lui?

Fatevi firmare un documento dove si annotano in forma scritta (!) ed in modo esaustivo le vostre perplessità ed i rischi che possono derivare dalle scelte imposte dalla Committenza.

In caso di danni, l’onere della prova cadrà su di voi, perciò non è sufficiente “eccepire” a voce.

Va garantita la tracciabilità delle obiezioni da voi fatte. Via PEC, Raccomandata o tramite protocollo controfirmato dalla Committenza.   

“Verba volant, scripta manent” dicevano già i vecchi Romani.

Ricordatevelo la prossima volta che il vostro committente si sente un "Archistar"…