Emergenza Covid-19: la guida operativa ANCE in materia di lavoro

L'ANCE ha pubblicato una guida operativa in materia di lavoro contenente, tra l'altro, alcune indicazioni in materia di salute e sicurezza dei lavoratori, le istruzioni Inps per fruire della cassa integrazione in deroga, regole per la sicurezza anti-contagio, trasferte, formazione e altro

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Arriva un'altra guida dell'ANCE ai tempi del Coronavirus, stavolta dedicata al lavoro in edilizia e nelle costruzioni e denominata "Guida operativa in materia di lavoro COVID-19".

Premessa e ultime indicazioni del DPCM 22 marzo 2020

Segnaliamo subito che la guida ANCE è del 20 marzo 2020, per cui nella premessa si specifica che anche il DL n. 18 del 17 marzo 2020, c.d. “CURA ITALIA”, così come il DPCM 11 marzo 2020, non ha previsto la sospensione dell’attività lavorativa edile sull’intero territorio nazionale.

In realtà, poi, è intervenuto il DPCM 22 marzo 2020 che ha stretto la corda: al momento, per quel che riguarda i cantieri edili, fermo restando che Piemonte, Campania e Lombardia li hanno chiusi con ordinanze specifiche e diverse tra loro, queste sono le regole:

  • possono proseguire le attività identificate dai codici Ateco 42 (Ingegneria civile) e 43.2 (Installazione di impianti elettrici, idraulici ed altri lavori di installazione di costruzione), compresi gli interventi delle relative sotto-categorie;
  • non può proseguire l'edilizia immobiliare, ossia gli interventi ricadenti nel codice Ateco 41 (Costruzione di edifici). La categoria include lavori generali per la costruzione di edifici di qualsiasi tipo: nuovi lavori, riparazioni, aggiunte e alterazioni, installazione nei cantieri di edifici prefabbricati o di strutture anche di natura temporanea, costruzione di alloggi, edifici adibiti ad uffici, negozi, edifici pubblici e di servizio, fabbricati rurali.

Salute e sicurezza dei lavoratori nei cantieri

  • non si ritiene giustificato l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi in relazione al rischio associato all’infezione, come chiarito nel  “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020 realizzato da Confindustria;
    nelle raccomandazioni del Protocollo/linee guida MIT è ribadito che, laddove non fosse possibile in relazione alle lavorazioni da eseguire, rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, siano adottati strumenti di protezione individuale. Si prevede, tra l’altro, che il coordinatore per la sicurezza nell'esecuzione dei lavori provvede ad integrare il Piano di sicurezza e di coordinamento e la relativa stima dei costi. I committenti vigilano affinché nei cantieri siano adottate le misure di sicurezza anti-contagio;
  • qualora la lavorazione da eseguire in cantiere imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano disponibili i D.P.I., le lavorazioni dovranno essere sospese con il ricorso, se necessario, alla Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO) ai sensi del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, per il tempo strettamente necessario al reperimento degli idonei DPI;
  • i lavoratori che, nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di 1metro, utilizzano, come dispositivi di protezione individuale (DPI) le mascherine chirurgiche reperibili in commercio, il cui uso è disciplinato dall’articolo 34, comma 3, del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9. Si ricorda che la mascherina chirurgica non protegge il lavoratore dall’esposizione agli agenti potenzialmente pericolosi (polveri, fibre, ecc) presenti in cantiere. È pertanto ovvio che, in tali casi di esposizione, rimangono indispensabili gli idonei DPI (FFP2 e FFP3);
  • le misure di contenimento del contagio da Covid19 si estendono ai titolari del cantiere e a tutti i subappaltatori e subfornitori presenti nel medesimo cantiere.

Trasferte

Il Protocollo di Confindustria suggerisce la sospensione o l’annullamento di trasferte e viaggi di lavoro. La disposizione non si applica al settore edile.

Il riferimento alla trasferta riguarda esclusivamente eventuali attività complementari alle attività core dell’azienda, non quindi quanto necessario allo svolgimento dell’attività caratteristica dell’impresa.

NB - c'è da sottolineare come l'ordinanza del Ministero della Salute del 22 marzo 2020 e, conseguentemente, il DPCM 22 marzo 2020 abbiano poi inserito il divieto di spostamento in un altro comune se non per esigenze indifferibili di lavoro/salute/urgenze.

Ammortizzatori sociali - norme speciali in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria (DL 18/2020)

In attesa che venga emanata la circolare operativa dell’Inps, il decreto dispone:

  • Beneficiari: lavoratori che devono risultare alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti alla data del 23 febbraio 2020;
  • Richiedenti: i datori di lavoro destinatari delle norme sulla Cassa integrazione ordinaria che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19;
  • causale di intervento: COVID-19 nazionale;
  • termini presentazione istanza: entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa;
  • durata del trattamento: il periodo integrabile è riconosciuto nel limite massimo di nove settimane, anche non continuative, a decorrere retroattivamente dal 23 febbraio 2020 e comunque entro il 31 di agosto 2020;
  • procedura: a seguito della pubblicazione del messaggio Inps n. 1287/20 e di ulteriori informali indicazioni dell’Istituto, nella domanda di Cigo, in considerazione del fatto che non deve essere allegata alcuna relazione tecnica, fino all’implementazione della procedura informatica dovrà essere allegato un “documento fittizio” nella sezione allegati.

NB - per esperire la procedura sindacale, prevista dal co. 2 dell’art 19 del D.L. n. 18/20 ANCE ha approntato una modulistica appositamente predisposta.

Stop ai licenziamenti

Dalla data di entrata in vigore del decreto legge n. 18/20 ovvero il 17 marzo 2020 e per i sessanta giorni successivi ai datori di lavoro è preclusa la possibilità di avviare le procedure di cui agli articoli 4, 5 e 24, della legge 23 luglio 1991, n. 223, ovvero di procedure di licenziamento collettivo.

Per il medesimo periodo è prevista la sospensione delle procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020. Durante tale periodo il datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo.


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Ecco l'approfondimento di INGENIO con tutte le NEWS sul CORONAVIRUS, i LINK alle NORMATIVE e alle pagine più utili, e la modulistica da utilizzare.

Congedi, bonus, permessi

Il Decreto n. 18 del 17 marzo 2020, c.d. “cura Italia”, ha previsto la possibilità, per l’anno 2020 e a decorrere dal 5 marzo, per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato, di fruire, per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a 15 giorni, di uno specifico congedo per i figli di età non superiore ai 12 anni, per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50% della retribuzione (calcolata ai sensi dell’articolo 23 del D.Lgs n. 151/2001). Tali periodi sono coperti da contribuzione figurativa.

Gli eventuali periodi di congedo parentale, di cui agli articoli 32 e 33 del D.Lgs n. 151/2001, fruiti dai genitori durante il periodo di sospensione, saranno convertiti nel congedo suddetto con diritto all’indennità e non saranno computati né indennizzati a titolo di congedo parentale. La fruizione di tale congedo è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, per un totale complessivo di 15 giorni, ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Infine, è prevista la possibilità per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori, di età compresa tra i 12 e i 16 anni, di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro. Ciò a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore.

LA GUIDA OPERATIVA INTEGRALE ANCE SUL LAVORO E' SCARICABILE IN FORMATO PDF