La prescrizione del calcestruzzo durevole e la definizione delle voci di capitolato secondo le NTC 2018

La prescrizione del calcestruzzo per la realizzazione di strutture in cemento armato deve tenere conto di numerose variabili: tipo di opera, ambiente di esercizio, dimensione del copriferro, modalità di getto, resistenza caratteristica … tutti fattori che sono peraltro soggetti a specifiche norme tecniche. Mapei, ha realizzato uno strumento digitale per supportare i professionisti nella definizione delle corrette voci di capitolato.

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LA DURABILITA’ DEL CALCESTRUZZO E LA SUA CORRETTA PRESCRIZIONE

Il calcestruzzo è indubbiamente il materiale da costruzione più utilizzato nel mondo, sia per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali, come ponti e viadotti, strade, gallerie, dighe, opere idrauliche e sia per la realizzazione di edifici civili di grande e piccola dimensione. E’ naturale che quindi ogni problema di degrado che possa riguardare questo materiale così diffuso, possa avere un importante impatto sulla sicurezza delle opere e sui costi di manutenzione. 

L’industria del calcestruzzo e della chimica ad essa collegata, in questi anni hanno investito in ricerca e innovazione, arrivando a definire soluzioni che consentono di realizzare qualsiasi opera con livelli di durabilità e sicurezza confrontabili, se non migliori, rispetto a qualsiasi altra soluzione. Al tempo stesso la filiera ha operato per la predisposizione di norme tecniche obbligatorie e volontarie che consentono di poter applicare queste tecnologie scegliendone quelle più indicate.

L’adozione di queste innovazioni e la prescrizione delle corrette voci di capitolato non sempre però è di facile applicazione da parte dei professionisti. La filiera del calcestruzzo ha ovviamente investito in comunicazione, informazione e formazione, ma mancava ad oggi uno strumento digitale di supporto per il professionista.

IL PROBLEMA DEL DEGRADO DEL CALCESTRUZZO ARMATO E LE SOLUZIONI

Il problema legato alla durabilità delle strutture in calcestruzzo armato si è presentato, in tutta la sua evidenza, da circa trent’anni allorquando ha palesemente confermato che, contrariamente a quanto si pensasse, i materiali strutturali più importanti nel settore dell’Ingegneria Civile (calcestruzzo e acciaio) presentavano una intrinseca vulnerabilità nei confronti delle azioni aggressive prodotte dall’ambiente.

Nel favorire il degrado delle opere in calcestruzzo, a questa scarsa conoscenza dei potenziali rischi di degrado dei materiali, ha certamente contribuito anche l’inevitabile passaggio di competenze che avviene tra le varie figure coinvolte nell’esecuzione dell’opera: dal committente al progettista, dall’impresa di costruzione al produttore di conglomerato cementizio, dal fornitore degli acciai al collaudatore. Anche piccole negligenze ed imperizie possono portare a generare gravi vizi alle strutture non tanto per quanto attiene alla staticità delle stesse ma quanto per la loro vulnerabilità proprio nei confronti delle azioni ambientali e di origine antropica.

L’assenza di prescrizioni sulle prestazioni del calcestruzzo da utilizzare in funzione del livello di aggressività ambientale, unitamente alla mancanza di specifiche indicazioni per una sua corretta messa in opera in cantiere, hanno rappresentato le principali carenze a cui si può ascrivere il generale e diffuso stato di degrado che ha interessato diverse costruzioni realizzate qualche decennio fa

Questione che, forse, discende innanzitutto da una atavica carenza istruttoria a queste tematiche sia nelle scuole superiori e sia nell’Università e successivamente da una difficoltà da parte dei progettisti a occuparsi dei materiali e non solo dei calcoli strutturali; ostacolo favorito, fino a qualche anno fa, anche dall’assenza di normative chiare e di facile fruizione.

D’altro canto, però, si può certamente affermare, con sufficiente credibilità, che le recenti normative europee ed italiane hanno saputo ben evidenziare come il raggiungimento di un’adeguata vita utile di esercizio di una qualsiasi struttura può essere perseguita partendo proprio dalle corrette indicazioni per contrastare i fenomeni di degrado che tanto incidono in termini di costi e di disservizio per i cittadini e per l’intera comunità.

PRESCRIZIONE DEL CALCESTRUZZO: IL SUPPORTO DI MAPEI

MAPEI, attraverso un ben definito percorso di formazione tecnico-scientifica, oramai in essere già da diversi anni, ha sempre avuto l’innata ambizione di contribuire alla diffusione delle conoscenze che tali normative ci impongono per arrivare ad una prescrizione corretta dei calcestruzzi che rispondano alle più moderne applicazioni strutturali di ingegneria civile e industriale ed avendo come obbiettivo la durabilità degli stessi.

Ai numerosi corsi di formazione e di aggiornamento normativo sviluppati in questi anni con la collaborazione dei diversi ordini professionali ed associazioni di categoria, organizzati sempre con il fermo intento di fornire gli strumenti necessari per conoscere e usare al meglio le nostre soluzioni tecnologiche innovative, oggi MAPEI affianca uno strumento digitale efficace e semplice da usare dedicato alla corretta prescrizione dei calcestruzzi in armonia con le NTC 2018.  

Le principali normative cui si fa riferimento in esso sono le seguenti:

  • Le Norme Tecniche per le Costruzioni, NTC, DM del 2009
  • La UNI EN 206:2016, Calcestruzzo – Specificazione, prestazione, produzione e conformità
  • UNI 11104:2016, Calcestruzzo – Specificazione, prestazione, produzione e conformità – Istruzioni complementari per l’applicazione della EN 206
  • Linee Guida per la messa in opera del calcestruzzo strutturale, Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Servizio Tecnico Centrale, gennaio del 2018
  • Linee Guida per la valutazione delle caratteristiche del calcestruzzo in opera, Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Servizio Tecnico Centrale, gennaio 2018
  • Norme UNI a completamento dei riferimenti normativi elencati

Con la consapevolezza che la strada intrapresa necessiterà di aggiornamenti continui per il suo miglioramento, il nostro wizard, unico ed innovativo nel suo genere, è nato con l’ossessione, che ci contraddistingue, di anticipare i problemi e di fornire le soluzioni; esso è inserito nella nostra pagina web e crediamo possa rappresentare un contributo fondamentale per il miglioramento delle corrette prescrizioni dei calcestruzzi per assicurare durabilità e affidabilità delle strutture.

COME UTILIZZARE IL WIZARD DI MAPEI

Il WIZARD, è disponibile al seguente indirizzo del sito MAPEI ed è utilizzabile sia da DESKTOP sia da MOBILE.

La prima scelta da effettuare è quella di individuare “Il tipo di elemento/struttura, e per quale destinazione d'uso, si intende progettare”.

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Ecco come appare il TOOL di Mapei per prescrivere il calcestruzzo secondo la NTC 2018

Il WIZARD suggerisce diverse opzioni:

  • OPERE IDRAULICHE (PISCINE, VASCHE, BACINI, CANALI, CONDOTTE)
  • DEPURATORI E OPERE IDRAULICHE CONTENENTI LIQUIDI DIVERSI DALL'ACQUA
  • ELEMENTI A DIRETTO CONTATTO CON TERRENO (FONDAZIONI, MURI CONTROTERRA, OPERE INTERRATE)
  • ELEMENTI VERTICALI NON A CONTATTO CON TERRENO (PILASTRI, MURI IN ELEVAZIONE, PILE)
  • ELEMENTI ORIZZONTALI O INCLINATI (TRAVI, SOLAI, COPERTURE PIANE E TETTI, SOLETTE, BAGGIOLI)
  • PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI
  • CALCESTRUZZI PER IMPIEGHI GEOTECNICI (PALI, DIAFRAMMI, PARATIE)

A seguire, la procedura guidata di MAPEI, sempre in riferimento all’elemento in analisi, richiede all’utente di indicare la classe di resistenza a compressione prevista ai fini statici onde poterla comparare, successivamente e dopo la definizione della classe di esposizione ambientale, con la resistenza minima a compressione necessaria per garantire durabilità all’opera. 

Si procede quindi con il definire le varie scelte collegate alla durabilità secondo quanto descritto nel Capitolo 4.1 della UNI EN 206:2016, e nel capitolo 4.1 della UNI 11104:2016, con una serie di opzioni (selezionabili dal menu a tendina), che supportano il professionista nella scelta.

Le successive scelte riguarderanno la definizione della classe di consistenza (ivi compreso il Self Compacting Concrete), il diametro massimo dell’aggregato ed il contenuto massimo di cloruri ammesso.

Una volta definiti tutti questi parametri, il Wizard di Mapei predisporrà la voce di capitolato completa, che l’utente potrà inserire nel suo progetto.