10 cose da sapere sui sistemi radianti

Clara Peretti - Libera professionista, Segretario Generale Consorzio Q-RAD 04/03/2019 3135

1. I sistemi radianti si possono installare a pavimento, parete e soffitto

Sul mercato sono presenti diverse tipologie di sistemi radianti idronici. La principale classificazione riguarda la collocazione del sistema, che può essere a pavimento, a soffitto oppure a parete.

Dove possono essere installati i sistemi radianti

I sistemi radianti a pavimento sono la tipologia più diffusa, seguono i sistemi a soffitto e infine vi sono i sistemi a parete che spesso vengono utilizzati ad integrazione delle altre due tipologie quando non vi è abbastanza area da attivare oppure quando vi sono problematiche da risolvere come ad esempio ponti termici.

2. Sono definiti ‘sistemi radianti’ anche se lo scambio termico è in parte radiante e in parte convettivo

In funzione della collocazione del sistema, che può essere orizzontale (a pavimento e soffitto) oppure verticale (a parete) la percentuale di scambio termico varia. Nei sistemi radianti a soffitto risulta predominante lo scambio termico radiante, nei sistemi a parete circa due terzi dello scambio è radiante mentre nei sistemi a pavimento scambi radianti e convettivi sono in egual proporzione.

Di seguito sono riassunte le percentuali di scambi di calore per le tre soluzioni.

percentuali di scambi di calore per le tre soluzioni di applicazione dei sistemi radianti

3. I sistemi radianti sono il miglior sistema di emissione per garantire comfort ed efficienza energetica

I sistemi di emissione radianti, in particolar modo quelli a pavimento e a soffitto garantiscono un elevato livello di comfort dato dall’assenza di correnti di aria e di rumori legati all’impianto. Il corpo umano è predisposto per lo scambio termico radiante: è in grado di scambiare fino al 50% del proprio calore per irraggiamento. I sistemi radianti sono il miglior veicolo per lo scambio termico sia in raffrescamento che in riscaldamento. Negli ambienti lavorativi è molto importante mantenere elevati livelli di comfort, perché condizioni di malessere possono pregiudicare la produttività del lavoro. L’accoppiamento con generatori ad alta efficienza (caldaie a condensazione, pompe di calore ecc.) garantisce risparmio di energia grazie alla ridotta temperatura dell’acqua in riscaldamento (l’acqua circola nelle serpentine ad una temperatura di circa 30/35°C) e a temperature ‘alte’ in raffrescamento (temperatura dell’acqua di circa 18°C).

Sistemi radianti e fonti rinnovabili

Figura 1. Sistemi radianti e fonti rinnovabili (Fonte: 123rf.com)

4. I sistemi radianti a pavimento si possono abbinare a qualsiasi tipo di pavimentazione

Di norma su un impianto di riscaldamento e raffrescamento radiante è possibile posare qualsiasi tipo di pavimentazione. Già in fase di progettazione sarebbero necessarie informazioni in merito alla tipologia e alle caratteristiche del rivestimento da posare, anche se spesso tali informazioni vengono decise in un secondo momento. La conoscenza della resistenza termica del rivestimento finale permette un ottimale dimensionamento già durante la progettazione garantendo così un alto rendimento del sistema.

La resistenza termica della pavimentazione (incluso lo strato di posa della pavimentazione) non dovrà superare il valore di 0.15 m2K/W. Maggiore è la resistenza termica, maggiore dovrà essere la temperatura di mandata dell’acqua.

Diverse tipologie di pavimentazione da abbinare ai sistemi radianti

Figura 2. Diverse tipologie di pavimentazione (Fonte: 123rf.com)

La resistenza termica è legata a due parametri del materiale della pavimentazione:

  • lo spessore
  • la conducibilità termica

Più è basso lo spessore del pavimento e più è alta la conducibilità termica, migliore sarà il potere di trasmettere calore proveniente dal sistema radianti.

Ad esempio le pietre naturali (marmo e granito) hanno un'ottima conducibilità termica, ma presentano spesso spessori maggiori (circa 3 cm), inficiando quindi parte della prestazione di conducibilità. I rivestimenti in legno non hanno generalmente conducibilità più bassa rispetto ai materiali lapidei, ma possono avere spessori più bassi. Resine, vinilici o gres ultrasottili hanno spessori ridotti e valori di conducibilità variabile.

5. Sui sistemi radianti a pavimento a basso spessore possono essere incollate pavimentazioni in legno

I ‘sistemi radianti a basso spessore’ non sono definiti in alcuna normativa, ma sono sempre più presenti sul mercato. Non essendoci alcuna definizione precisa il mercato definisce “basso spessore” i sistemi differenti dai sistemi tradizionali (anche definiti ad alto spessore) che sono composti da uno strato isolante, un massetto di qualche centimetro (generalmente circa 5 cm sopra l’isolante) e la pavimentazione. Per quanto riguarda la posa delle pavimentazioni in legno non vi sono regole generali per tali sistemi, essendo molto diversificati in termini di materiali, caratteristiche e posa. Si dovrà quindi fare riferimento alle indicazioni dei produttori di sistemi radianti per valutare se la posa più indicata sarà quella incollata oppure quella flottante. È quindi importante evidenziare che per alcuni sistemi, previa verifica, anche la posa incollata potrà essere scelta per i sistemi radianti a basso spessore.

Esempi di posa di parquet incollata su sistema a basso spessore

Figura 3. Esempi di posa di parquet incollata su sistema a basso spessore (Fonte: Eurotherm)

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