I Pavimenti industriali nelle Norme Tecniche 2018: cosa cambia

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Con la recente approvazione della Circolare esplicativa delle NTC  le pavimentazioni industriali diventano una componente importante, e riconosciuta, nel mondo delle costruzioni.

Finalmente anche in Italia è stato recepita l’importanza di questa componente dell’involucro edilizio troppo spesso nei tempi passati relegata a semplice appendice del progetto, anzi, spesso fuori dal progetto.

Forse l’importanza di questo passo fondamentale nel settore dei pavimenti industriali  e quindi nel mondo delle costruzioni, oggi ufficialmente riconosciuto, nel prossimo periodo probabilmente subito dal mercato, verrà completamente capita e riconosciuta nella sua potenza innovativa solo tra qualche anno.

In questo passaggio fondamentale non si tratta infatti solo di migliorare la qualità di un manufatto o di un settore.

I pavimenti industriali: spesso il principale oggetto di contenzioso

Quanti pavimenti sono stati realizzati in questi ultimi decenni con scarsa qualità, considerati spesso solo come fonte di risparmi e profitti, con la filosofia del committente o dell’ operatore finanziario rivolta solo al “che costi poco ”, “basta che l’acquirente paghi”.

Bella filosofia, intanto di scavavano montagne, si consumavano risorse ed energia, si dava un altro contributo all’aumento dell’inquinamento, si costruivano manufatti per l’oggi, senza alcun interesse ai problemi del domani.

Per poi dismettere e abbandonare la costruzione realizzata, ormai “inutile”.

Tutto il contrario rispetto al costruire bene per lasciare quel bene ai futuri fruitori.

Nel frattempo sono cresciuti, conseguentemente, anche i contenziosi nel settore mettendolo al primo posto, insieme alle impermeabilizzazioni, come principale oggetto di contenzioso.

Benvenute quindi queste importanti novità normative, cerchiamo di fare il possibile perché vengano divulgate, interpretate, applicate.

Chi non si adeguerà verrà espulso rapidamente dal mercato (o espulso economicamente per le cause giudiziarie che subirà).

Con questo riconoscimento normativo il pavimento industriale passa oggi da elemento secondario lasciato alla libera interpretazione agli attori a componente fondamentale del processo edilizio.

Pavimentazioni Industriali, le novità normative

Entriamo nel merito degli aspetti tecnico/giuridici di tale novità.

La circolare esplicativa delle NTC 2018 cita espressamente le pavimentazioni industriali con una dicitura semplice ma estremamente chiara:

"Per quanto riguarda le pavimentazioni in calcestruzzo, può farsi utile riferimento alle CNR-DT 211/2014 ‘Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione ed il controllo delle pavimentazioni di calcestruzzo’.

Il documento del CNR DT 211/2014 rappresenta una trattazione completa dello stato dell’arte, tecnico e normativo, che riprende e comprende tutte le esperienze normative nazionali ed internazionali in materia.

Tratta la complessità dell’argomento sotto tutti gli aspetti, dalla progettazione all’esecuzione, ai controlli, dalle difettosità ai criteri di accettazione, alla manutenzione.

Questo documento supera nettamente le indicazioni presenti nelle Norme UNI 11146 che, seppur oggigiorno ancora vigenti, sentono il peso di quasi 30 anni della loro iniziale impostazione, normative ormai superate e che dovranno essere rapidamente aggiornate sulla base del DT 211.

Nel dettaglio:

  1. Rispetto alla classificazione della UNI 11146, la classificazione per destinazione d'uso destinazione d'uso inserisce una nuova ulteriore  classe, allo scopo di meglio differenziare i pavimenti prestazionali.
  2. La resistenza all'abrasione non viene più indicata come composizione (quantità, scala Mohs, tipologia dell'indurente), ma classificata secondo la classe AR, che indica specifiche prestazioni del prodotto (prestazioni e non più composizioni) quindi concretamente collelate al risultato atteso in opera.
  3. Rispetto alla planarità il documento del CNR amplia e sviluppa l'indicazione delle attuali UNI 11146, limitate, eccessivamente tolleranti, difficilmente utilizzabili in pratica.
  4. Per la prima volta si inseriscono nel documento nuovi parametri quali, ad esempio,  la scivolosità del pavimento e la sua funzione estetica.
  5. Il progetto dei giunti viene meglio analizzato, con  indicazioni sulle prestazioni attese e la durabilità nel tempo.
  6. Sono inseriti capitoli innovativi, quali  le indagini preliminari e i controlli da eseguire sui materiali e sul pavimento finito.
  7. E presente uno specifico capitolo sulla valutazione delle difettosità del pavimento realizzato che inserisce, per la prima volta, un condensato delle varie esperienze tecnico, applicative e di eventuale contenzioso.
  8. Viene chiaramente indicata l'importanza di un piano d'uso e di manutenzione della pavimentazione. E soprattutto il concetto che senza manutenzione non ha un senso tecnico definire una durata ( o un'aspettativa di vita).
  9. All'interno dell'indicazione dei ruoli  che devono avere le varie figure giuridiche e professionali interessate alla realizzazione del progetto si inserisce, per la prima volta, la figura del certificatore.
  10. Nelle appendici del documento vengono illustrati due esempi di possibili realizzazioni, la prima con un pavimento realizzato con calcestruzzo fibrorinforzato, la seconda con un  pavimento industriale di tipo standard, con le specifiche generali di capitolato, le informazioni preliminari , indicazioni per una corretta  realizzazione, specifiche per la manutenzione, utili e concreti esempi per una corretta progettazione

E affronta anche gli aspetti dei ruoli e delle responsabilità dei vati attori, Committente, Progettista, D.L., appaltatore, fornitori, esecutore, come pure nuova la figura di un certificatore specialista.

L’inserimento di questo specifico documento nella Circolare esplicativa della NTC 2018, diventa non solo un importante strumento di lavoro, ma eleva le pavimentazioni  industriali a ben più alto livello, equiparandoli di fatto (o avvicinandoli) alle strutture.

Ovviamente, nel caso che ad una pavimentazione  in calcestruzzo debolmente armata, sia demandata una specifica funzione strutturale, propria  oppure in abbinamento  ad altre componenti ( es. un solaio con la pavimentazione collaborante, scaffalature particolari, ecc.),
la stessa dovrà essere progettata da un professionista abilitato, il progetto depositato presso gli Organi di Controllo, e dovrà essere nominato un Direttore Lavori abilitato per seguire le fasi esecutive, ivi compresi i controlli in opera di legge.

Nel caso invece la pavimentazione non assolva alcuna funzione strutturale, non sarà necessario alcun deposito presso gli organi competenti.

In quest’ultimo caso si dovrà tuttavia fare attenzione e verificare il corretto iter da seguire in caso di interventi in zona sismica, visto l’orientamento degli organi competenti che, spesso in questi casi, richiedono comunque il deposito del progetto.

Certamente il documento CNR DT 211 diventa lo strumento tecnico di riferimento raccomandato per tutto il settore e il suo inserimento in una normativa cogente ne eleva drasticamente l’importanza, e quindi anche un nuovo approccio sulle responsabilità dei vari attori:

  • Progettista,
  • Direttore dei Lavori,
  • Produttore di Calcestruzzo,
  • Impresa appaltatrice (e applicatore),
  • Certificatore (nuova figura professionale)

Le responsabilità di queste figure sono inserite nei Codici, nelle Leggi e nei Decreti esistenti, ma i chiarimenti inseriti nella parte finale del DT 211, chiariscono meglio i rispettivi ruoli e quindi anche il valore giuridico  delle loro attività.

Ruoli degli attori nella progettazione e realizzazione della pavimentazione (dal DT 211)

“Nel caso di opere rilevanti, sia dal punto di vista del valore economico che delle possibili conseguenze (anche di sicurezza in taluni casi) l’iter di progettazione, realizzazione e controllo dell’opera dovrà essere sviluppato con particolare cura ed, in tale caso, il ruolo e le responsabilità dei diversi attori sono qui definiti, nel rispetto della legislazione vigente, in analogia a quanto previsto in altre procedure realizzative.

Progettista

Il Progettista ha la responsabilità diretta della progettazione della pavimentazione ed ha il compito di dimensionare e verificare la pavimentazione agli Stati Limite di Esercizio e Ultimi.

Il Progettista dovrà produrre le specifiche di capitolato, gli elaborati grafici di progetto nei quali dovrà essere riportato lo spessore, la posizione dei giunti di costruzione, di dilatazione e di contrazione, i dettagli costruttivi e quanto altro occorre per definire l'opera e per consentire la sua corretta esecuzione.

Il Progettista dovrà produrre anche una relazione di calcolo dalla quale risultino, in modo chiaro ed esauriente, i calcoli eseguiti, le caratteristiche, le qualità dei materiali che verranno impiegati in aggiunta alla vita utile della pavimentazione.

Direttore dei Lavori

Il Direttore dei Lavori ha la responsabilità dell'osservanza delle prescrizioni di esecuzione del progetto e del controllo di qualità dei materiali impiegati, anche durante le eventuali fasi di prequalifica, ed ha il compito di verificare la rispondenza dell'opera al progetto.

Nei cantieri, dal giorno di inizio a quello di ultimazione dei lavori, devono essere conservati gli elaborati di progetto, datati e firmati anche dall’impresa esecutrice e dal direttore dei lavori, nonché un apposito giornale dei lavori. Della conservazione e regolare tenuta di tali documenti è responsabile il Direttore dei Lavori, che è anche tenuto a vistare periodicamente, ed in particolare nelle fasi più importanti dell'esecuzione, il giornale dei lavori.

Produttore del calcestruzzo

Il Produttore ha il compito di garantire le caratteristiche e le specifiche richieste in fase di contratto e presenti nel progetto e dalla marcatura CE, ove prevista.

Impresa Appaltatrice

L’Impresa Appaltatrice ha il compito di realizzare l’opera in modo conforme alle specifiche ed alle prescrizioni del Progettista. Ha inoltre la responsabilità della corretta preparazione e gestione del cantiere, dell'osservanza delle prescrizioni di esecuzione del progetto, della scelta dei materiali impiegati, della sussistenza delle regolari condizioni per l’esecuzione, della posa in opera e della maturazione.

Certificatore

A titolo volontario, il Committente può richiedere che la realizzazione dell’opera sia soggetta ad una procedura di certificazione, da svolgersi nel rispetto di quanto previsto dalla norma EN 13670. Detta procedura è raccomandata per i pavimentazioni con superficie superiore a 5.000 m2 e in classe 4-5.

La scelta dell’Ente certificatore spetta al Committente che preciserà altresì i termini di tempo entro i quali dovranno essere completate le operazioni di certificazione.

Il Certificatore, un tecnico che non abbia avuto alcun ruolo nel processo progettuale e costruttivo,  dovrà controllare:

  • La regolarità della documentazione tecnica-amministrativa;
  • La regolarità del progetto della pavimentazione;
  • La corretta esecuzione dei lavori.”

In caso di contenzioso tutti questi soggetti verranno chiamati a dimostrare come e in che modo hanno ottemperato alle suddette raccomandazioni normative

Nel settore delle pavimentazioni industriali il CNR DT 211 descrive lo stato dell'arte e pertanto il rispetto delle raccomandazioni inserite garantisce da parte del costruttore di avere operato con la diligenza richiesta nella esecuzione dei lavori.

In caso di contenzioso relativo a difetti presenti nel pavimento, il DT 211 può diventare un fondamentale elemento tecnico di giudizio per dimostrare la correttezza o meno dei lavori eseguiti, integrando in tal modo le specifiche competenze tecniche di CTU e CTP, in ottemperanza alle indicazioni del Codice Civile.

Il CTU dovrà pertanto prendere a riferimento questo documento, anche come strumento per l’attribuzione delle singole responsabilità.

I calcestruzzi fibro rinforzati

Un aspetto di rilevante novità riguarda, infine, l’impiego dei calcestruzzi fibrorinforzati.

Come è noto molte pavimentazioni industriali vengono realizzate con l’impiego di materiali compositi, e nello specifico con calcestruzzi  abbinati a fibre di rinforzo.

Il calcestruzzo fibrorinforzato  ha trovato in tutto il mondo e da molti anni un grande spazio nel settore delle pavimentazioni, integrando e molto spesso sostituendo completamente la normale armatura  diffusa tradizionale non principale, favorendo la realizzazione e l’esecuzione di grandi superfici, anche complesse, in vari casi ottimizzando  i costi, permettendo la realizzazione di pavimenti senza giunti di contrazione.

Il capitolo 4 delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2018  (Costruzioni in calcestruzzo) introduce una importante novità relativa all’utilizzo dei calcestruzzi fibrorinforzati (FRC) inserendo a pieno titolo questo materiale composito nei materiali da costruzione, introducendo una classificazione del materiale e una procedura di controllo della produzione e conseguentemente le prestazioni certificabili e le regole di progettazione per il relativo impiego nell’ambito strutturale e non.


Note redazione

Sul richiamo delle pavimentazioni industriali all'interno del corpus delle norme tecniche (quindi compreso la circolare) su INGENIO abbiamo già pubblicato alcuni articoli, tra cui "Le Norme Tecniche 2018 e la Circolare esplicativa: cosa viene richiesto per i Pavimenti Industriali" e la news "I Pavimenti Industriali in calcestruzzo sono una struttura che deve essere progettata e controllata"

Sulle conseguenze dell'applicazione delle NTC per le pavimentazioni industriali di recente abbiamo pubblicato su INGENIO anche altri articoli di approfondimento, tra cui "NTC2018: la tabella dei valori dei sovraccarichi e i giunti di dilatazione per pavimento" e "I giunti di costruzione sinusoidali nelle pavimentazioni industriali in calcestruzzo".

Sul tema del calcestruzzo fibrorinforzato segnaliamo gli articoli "Grandi prospettive per il calcestruzzo fibrorinforzato con le nuove Norme Tecniche 2018" e "Il calcestruzzo fibrorinforzato: un nuovo materiale strutturale nelle nuove Norme Tecniche delle Costruzioni"

Ricordiamo infine che sono in uscita le Linee Guida sul Calcestruzzo Fibrorinforzato sia per la qualifica degli impianti di produzione del calcestruzzo che per la progettazione.