Un “tappeto di pietra” accomuna una piazza di Lisbona al lungomare di Rio de Janeiro

Vista aerea della passeggiata sul lungomare del barrio di Copacabana
Vista aerea della passeggiata sul lungomare del barrio di Copacabana a Rio de Janeiro

Cosa hanno in comune Lisbona e Rio de Janeiro? Chi ha avuto la fortuna di visitare entrambre le città si sarà sicuramente accorto che, oltre alla lingua e alla cultura, in comune hanno anche la decorazione delle pavimentazioni urbane.
Tutto frutto della colonizzazione? Certo che sì, il tributo di Rio ai colonizzatori portoghesi è lampante.
L’associazione è immediata se si confronta la pavimentazione di Praça Rossio di Lisbona con il lungomare della spiaggia carioca di Copacabana.

In entrambe le città un “tappeto di pietra” decorato con motivi ondulati contraddistingue e risalta lo spazio pubblico attraverso l’utilizzo di una pavimentazione in pietra portoghese.

Il "Rossio", centro nevralgico di Lisbona su cui affaccia la Stazione Centrale e il Teatro Nazionale, alla fine del XIX secolo fu uno dei primi spazi urbani di Lisbona ad essere pavimentato con la tipica "calçada portuguesa" come la intendiamo noi oggi; una pavimentazione a mosaico realizzata mediante la composizione artistica di ciottoli più o meno regolari di pietra bianca e nera.

Praça Rossio a Lisbona © C. Rozay
Praça Rossio a Lisbona © C. Rozay

Nel caso della città carioca, a cavallo del XIX e XX secolo, gli interventi di riqualificazione volti a realizzare il piano di rinnovamento urbano su larga scala di Rio de Janeiro, promosso dall'allora sindaco e ingegnere Pereira Passos, introdussero l'uso della pavimentazione in pietra portoghese per realizzare piazze e marciapiedi. Secondo lo storico Milton Teixeira, la prima pavimentazione in pietra portoghese del Brasile fu realizzata a Manaus nei primi anni del '900 e tutt'ora il suo accentuato dinamismo pittorico esalta la piazza del Teatro Amazonas.

Fotografia storica della piazza antistante il Teatro Amazonas a Manaus, Brasile © Wikipedia
Fotografia storica della piazza antistante il Teatro Amazonas a Manaus, Brasile © Wikipedia

Quali sono le caratteristiche di una pavimentazione in pietra portoghese?

“La flessibilità, la permeabilità, la sostenibilità, la stabilità e il comfort termico che questo materiale attribuisce, unitamente al carattere funzionale e alla sua dimensione estetica, ne fanno un materiale molto adatto agli spazi pubblici. Tuttavia, come dice José Manuel Fernandes, la pavimentazione a mosaico portoghese è un prodotto vernacolare, artigianale e artistico, legato a un valore di espressione dell'identità che rivela, nella contemplazione del suolo delle città, la dimensione culturale di ciascuno posto. È un materiale semplice e ruvido, ma allo stesso tempo flessibile, duraturo e cromaticamente espressivo che, attraverso la sua composizione artistica, caratterizza e qualifica la città.”

[Citazione tratta da "LA CONSTRUCCIÓN DEL ESPACIO PÚBLICO CON PIEDRA PORTUGUESA. EL PAVIMENTO COMO SOPORTE DE CULTURA Y SOSTENIBILIDAD" di Julia Rey Pérez, Universidad de Cuenca, Ecuador]

Pavimentazione in pietra portoghese: Il design di Burle Marx nella passeggiata di Copacabana a Rio de Janeiro

L' Avenida Atlantica, meglio conosciuta come la passeggiata di Copacabana e figlia del piano di rinnovamento urbano alla Haussmann di Pereira Passos, è lunga 4,5 km e le sue pavimentazioni in pietra portoghese sono un'opera dall’architetto paesaggista Burle Marx.
Si tratta del più grande intervento di pavimentazione in pietra portoghese esistente al mondo.

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Passeggiata di Copacabana a Rio de Janeiro, Burle Marx

Realizzata tra 1970 e il 1971, il suo design grafico mette in evidenza la forza artistica di questo tipo di pavimentazione. La combinazione cromatica offerta dalle pietre ha permesso a Burle Marx di "democratizzare l'arte", consentendo ai cittadini di Rio de Janeiro di passeggiare quotidianamente su un capolavoro artistico.

pavimenti-in-pietra-portoghese-burle-marx-09.jpgPasseggiata di Copacabana. Il design grafico dei pavimenti in pietra portoghese, Burle Marx.
Photo from Twitter © Curvics

L'uso della pavimentazione in pietra portoghese è frequente nelle realizzazioni di Burle Marx. Con questa stessa tipologia di pavimentazione ha realizzato la terrazza del Ministero della Pubblica Istruzione e della Salute e rivestito alcune delle pertinenze del Museo di Arte Moderna. Ma è sicuramente nella passeggiata di Copacabana che la pavimentazione acquisisce maggiore rilevanza diventando l'elemento chiave dell'intervento di riqualificazione sul lungomare.

Terrazza del Ministero della Pubblica Istruzione e della Salute di Rio de Janeiro, Burle Marx
Terrazza del Ministero della Pubblica Istruzione e della Salute di Rio de Janeiro, Burle Marx

Le onde dei pavimenti in pietra portoghese simboleggiano le spedizioni via mare

Passeggiata di Copacabana, Burle Marx

La memoria dei marinai si estende nelle strade, nelle piazze e nei parchi di Lisbona. La città è ricca di pavimenti in calçada portuguesa che ricordano il mare, un'icona urbana nell'immaginario collettivo portoghese. Un modo di rivestire lo spazio pubblico che si diffonde nei primi anni del '900 e che si estende alle altre città del Portogallo, raggiungendo anche le colonie di oltreoceano.

Le trame che simulano i movimenti del mare sono diventate ben presto una tradizione anche nella città carioca. Tanto che nei decenni successivi alla realizzazione della passeggiata di Copacabana sono emersi nuovi progetti di pavimentazioni in pietra portoghese. Solo un intervento ha ripetuto quello di Copacabana: la passeggiata sulla spiaggia di San Conrado. Sulle spiagge della Zona Oeste (Barra da Tijuca, Recreio e Macumba), l’uso decorativo della pavimentazione in pietra portoghese è molto diverso: in questo caso, sulla superficie dei pavimenti sono rappresentati diversi pesci.

Rio de Janeiro possiede oltre 1 milione di metri quadrati di pavimentazione in pietra portoghese. Il municipio ha una squadra di manutenzione specializzata responsabile del recupero, della sostituzione e della posa delle pietre.

A differenza di quanto accade in Portogallo, dove il colore è limitato all’uso di pietre bianche (calcare) e nere (calcare o basalto), sulle strade brasiliane si utilizzano anche cubetti di pietra rossa, gialla e grigia.

Alla base dell’origine dei pavimenti in pietra portoghese il mosaico

La prima civiltà a utilizzare la pavimentazione in mosaico formata da tessere combinate secondo schemi policromi è la civiltà greca. Fu nei cortili, negli interni e perfino nelle agorà che i greci impiegarono questa tipologia di pavimentazione. Tuttavia, è la civiltà romana a sviluppare e usare ampiamente la tecnica del mosaico per realizzare i pavimenti delle case delle nobili famiglie di Roma e provincia.

Per lo storico dell'arte Monterroso Teixeira e l'architetto Barbosa Caldeira non c’è alcun dubbio, i mosaici delle case e delle strade romane sono all'origine della "calçada portuguesa".
Secondo l'architetto paesaggista Caldeira Cabral la differenza tra il mosaico romano e la pavimentazione in mosaico portoghese risiede nella forma e nella dimensione degli elementi della composizione. Nella pavimentazione a mosaico romana tutte le “tessere” hanno la stessa forma e dimensione mentre nel pavimento a mosaico portoghese la forma e la geometria delle pietre varia.

In Portogallo, la calçada (pavimento in ciottoli) iniziò ad essere utilizzata nel corso XVI secolo. Nella stesso periodo la pavimentazione venne esportata nelle colonie d'oltreoceano e utilizzata per realizzare le strade e i marciapiedi delle nuove città. Molte delle pietre impiegate giungevano nelle colonie direttamente dal Portogallo. Questo è dovuto al fatto che, molte delle navi in partenza verso i territori colonizzati dovevano essere vuote, in modo tale da poter rientrare cariche di prodotti e merci locali. Per garantire la stabilità di navigazione durante il viaggio di andata, i marinai utilizzavano la pietra portoghese per zavorrare la nave.

Questo spiega perchè il termine "pavimentazione in pietra portoghese" è maggiormente utilizzato nei territori ex coloniali rispetto al termine calçada proprio del Portogallo.

Una pavimentazione in calçada portuguesa nel centro di Lisbona © Katarzyna Jaskiewicz
Una pavimentazione in calçada portuguesa nel centro di Lisbona © Katarzyna Jaskiewicz

I vantaggi della pavimentazione a mosaico in pietra portoghese

Il principale vantaggio della pavimentazione in pietra portoghese risiede nel suo sistema di posa. Un sistema sostenuto dalla giustapposizione di parti, al quale viene attribuita una grande flessibilità e malleabilità, che permette l'adattamento della pavimentazione alle irregolarità del terreno.

Un ulteriore vantaggio di questo tipo di pavimentazione è la resistenza. “Una volta terminata la composizione, è impossibile rimuovere tutti i pezzi che compongono il mosaico. L'attrito che si verifica tra i bordi delle pietre è responsabile del loro alto grado di stabilità.” (Julia Rey Pérez)

La permeabilità è un'altra delle caratteristiche importanti di questa tipologia di pavimentazione. I pavimenti in pietra portoghese vengono posati su uno strato di allettamento in sabbia dello spessore di 10-12 cm, quest'ultimo steso su un sottofondo compattato e preparato per drenare le acque superficiali.
L’intasamento delle fughe può prescindere dall’utilizzo di malte leganti, lo si può realizzare anche solo utilizzando un frantumato della stessa pietra che viene poi irrigato con acqua prima della compattazione finale per favorire il consolidamento della pavimentazione. Il mancato utilizzo di cemento o altro legante tra le fughe favorisce da un lato, la formazione di un suolo permeabile capace di drenare l'acqua piovana e, dall'altro, offre la possibilità di di intervenire agilmente in caso di manutenzione ai sottoservizi pubblici.

Altro vantaggio attribuito alla pavimentazione in pietra portoghese è la sua capacità di assorbire il calore senza irradiarlo, favorendo il comfort termico degli utenti nelle giornate calde. Il suo utilizzo è quindi legato all'efficienza energetica e alla qualità ambientale, requisiti attualmente richiesti dall'urbanistica contemporanea.

Inoltre, essendo in pietra, si tratta di una pavimentazione durevole rispetto ad altre tipologie di pavimentazione che utilizzano materiali più economici come l'asfalto. Il costo economico rappresentato dall'esecuzione di queste pavimentazioni e la loro manutenzione sono minimi in relazione alla durabilità della pietra e al suo costante riutilizzo in ogni intervento. La pavimentazione in pietra portoghese può essere quindi considerata una pavimentazione sostenibile.

I vantaggi sono tanti ma la sua forza risiede nella sua dimensione estetica. E' indiscutibile il valore che la pavimentazione in pietra portoghese attribuisce allo spazio pubblico urbano.

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Tuttavia, i vantaggi offerti da questa tipologia di pavimentazione non sono stati sufficienti a contribuire ad un suo continuo utilizzo nel corso del tempo. Una "condanna" nei confronti dei maestri calceteiros che, accompagnata dalle dure condizioni di lavoro e dalla bassa remunerazione, hanno condotto questa maestria artigiana alla scomparsa.

Oggi, la pavimentazione in pietra portoghese sopravvive alla crescita delle grandi città e si adatta all'uso di nuove tecniche di posa e materiali: si preferisce l'uso di pietre lucidate e cerate e l'uso del cemento come legante. Sono modifiche alla tecnica di posa originale che, se da una parte rappresentano un modo di adattarsi al mondo contemporaneo, dall'altra influiscono sulla finitura della pavimentazione allontanandosi completamente dall'eleganza raggiunta dall'artigiano calceteiro.
Una delle ultime realizzazioni dal design grafico innovativo è la pavimentazione in pietra portoghese realizzata al Parco delle Nazioni di Lisbona in occasione dell'Expo 1998 (Foto a destra).

Nel corso dell'ultimo ventennio però molte delle pavimentazioni in pietra portoghese che rivestivano i marciapiedi di Lisbona, Porto e San Paolo sono state completamente rimosse e sostituite da pavimentazioni in calcestruzzo perchè considerate più pratiche e sicure rispetto quelle storiche.