Tradizione e nuove tecniche di posa con il porfido del Trentino

Luca Filippi - Architetto, Direttore E.S.P.O - Ente Sviluppo Porfido 18/01/2019 1546

Pavimenti in porfido del Trentino: la sigillatura dei giunti di fuga con l’utilizzo della resina

Le pavimentazioni sigillanti a base di resina sono frutto di studi e ricerche dell’ultimo decennio, ma che comunque hanno portato risultati molto significativi e del tutto attendibili. Questo composto chimico liquido a base di resina poliuretanica, rendono la pavimentazione “elastica” anziché rigida come quella ottenuta con il classico sistema in calcestruzzo. Il prodotto viene applicato per colata negli interstizi allo stato liquido a temperatura ambiente per mezzo di attrezzatura specifica.

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Una volta posata la pavimentazione su strato di allettamento di frantumato di porfido della granulometria 3-6 mm o 4-8 mm, si procede alla battitura con idoneo costipatore a piatto vibrante.
Ultimata la battitura, gli interstizi vengono colmati con un frantumato di porfido della granulometria 2-4 mm perfettamente pulito, asciutto e possibilmente aspirato (è preferibile utilizzare solo roccia magmatica e non calcarea).
La resina viene colata in ciascuna fuga manualmente penetrando in profondità andando a costituire una struttura resistente ed elastica allo stesso tempo.

Quali sono i vantaggi offerti della sigillatura in resina delle fughe nei pavimenti in porfido?

I vantaggi di questa pavimentazione sono notevoli:

  • Maturazione rapida (24 ore);
  • Assorbe le dilatazioni, impedendo sfaldature e rotture;
  • Non necessita dei giunti di dilatazione;
  • Assorbe le vibrazioni;
  • Fonoassorbente;
  • Resiste alle spazzatrici meccaniche, al gelo, al calore ed agli acidi;
  • Eventuali successive riparazioni non sono notabili;
  • Tenuta al traffico leggero, medio e pesante;
  • Maggiore durata della pavimentazione;
  • Può essere drenante*;
  • Facile da realizzare.

* Questo tipo di pavimentazione risulta essere anche drenante, pertanto in prossimità delle caditoie è necessario prevedere dei fori per far defluire l’acqua.
Se si desidera una pavimentazione in maggior misura impermeabile, dopo la sigillatura e trascorse le 24 ore è necessario stendere della sabbia polimera e bagnare la pavimentazione per facilitare la sigillatura dei pori.
Non è possibile procedere con la resinatura se la pavimentazione non è perfettamente asciutta.

Requisiti richiesti alla pavimentazione in porfido prima della resinatura

Il Porfido del Trentino (cubetti, binderi, lastrame, piastrelle, acciottolato ecc) va posato su uno strato di allettamento di frantumato di porfido della granulometria 3-6 mm. La fuga deve essere libera da impedimenti quali polvere e sporcizia per permettere al prodotto di agire in profondità.

Quali strumenti servono per la posa?

  • Strumenti per la movimentazione del frantumato di porfido: pala meccanica, badile, carriola e spazzolone;
  • Apposito nebulizzatore carrellato;
  • Compressore per il caricamento di aria nel nebulizzatore;
  • Pinze per il nebulizzatore;
  • Guanti e dpi idonei.

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