Design e innovazione nelle pavimentazioni esterne in porfido trentino del Tempio dei Mormoni di Roma

Sono passati quasi otto anni dalla messa a dimora della prima pietra per la costruzione del Tempio dei Mormoni a Roma e finalmente il 12 gennaio 2019 tutti gli operatori che hanno contribuito alla costruzione, hanno avuto il privilegio di visitare in anteprima quello che è a tutti gli effetti il più grande complesso religioso mormone d’Europa realizzato dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, con sede principale a Salt Lake City, nello Utah.

Anche agli occhi dei non addetti ai lavori, appare evidente che la pietra è il grande protagonista di questo maestoso lavoro: granito sardo per la facciata del Tempio, marmo perlato svevo per gli interni con motivi che richiamano la piazza del Campidoglio di Michelangelo, travertino romano e porfido del trentino a dominare lo scenario in esterno sia per i pavimenti che per i rivestimenti e le copertine ornamentali.

La pavimentazione esterna in porfido trentino della Chiesa dei Mormoni di Roma - Photo Credit © Italporphyry

La pavimentazione esterna in porfido trentino della Chiesa dei Mormoni di Roma - Photo Credit © Italporphyry

Le pavimentazioni esterne in porfido trentino e travertino romano del Tempio dei Mormoni di Roma

pavimentazioni-esterne-in-porfido-chiesa-dei-mormoni-roma-02.jpg

Nelle opere di pavimentazione in esterno, che si estendono per oltre 10.000 mq di superficie, il Consorzio Italiano Porfido del Trentino – Italporphyry ha saputo cogliere nel migliore dei modi l’opportunità di esprimere in primo luogo le potenzialità estetiche del porfido trentino soprattutto quando accostato ad altre pietre ed esaltare il pieno spirito del Made in Italy. Ma anche le potenzialità funzionali date da sistemi di posa in opera ispirati a criteri di massima durabilità che hanno trovato pieno apprezzamento dei Committenti:

La strada di accesso, unitamente ai parcheggi adiacenti è stata realizzata con cubetti di porfido tipologia 6/8. Mentre per le piazzette e i vialetti pedonali sono stati utilizzati cubetti tipologia 10x10, inseriti in riquadrature e campiture realizzate con “stangoni” in travertino romano.

Niente di nuovo in prima analisi.

In realtà una vera e propria rivoluzione perché ciò che contraddistingue il lavoro dei Maestri Artigiani del Trentino incaricati della posa in opera sono le procedure operative unitamente ai materiali di allettamento e di sigillatura.

Una innovativa tecnica di posa per le pavimentazioni architettoniche in porfido che utilizza resina poliuretanica

Tutte le porzioni di pavimento sono infatti caratterizzate da un letto di posa sciolto in graniglia di basalto mm 3/5, l’intasatura dei giunti di fuga con frantumato di porfido di granulometria mm 2/4 per consentire le operazioni di vibrocompattazione e la successiva sigillatura finale in resina poliuretanica Mapestone Joint di Mapei.

Il tutto come codificato dalla norma UNI 11714-1:2018

A Roma tutti conoscono nel bene e nel male la tecnica di posa dei Sampietrini, ovvero in sabbia costipata e sigillatura dei giunti in emulsione bituminosa che tuttavia conferisce al pavimento una finitura coprente tale da macchiare irreparabilmente tutta o quasi la superficie pavimentata.

Ma proprio a Roma quasi nessuno conosce invece questa tecnica innovativa e legata alla resina poliuretanica, ampiamente collaudata da CIPT-Italporphyry in moltissime zone del nord Italia, e ora anche nella città eterna. Una tecnica che oltre a garantire la durabilità, consente di aumentare la resistenza al traffico veicolare anche in presenza di sali disgelanti e garantire contemporaneamente un risultato estetico impareggiabile.

Sigillatura finale in resina dei giunti di fuga della pavimentazione in porfido della Chiesa dei Mormoni di Roma  - Photo Credit © Italporphyry

Sigillatura finale in resina dei giunti di fuga della pavimentazione in porfido della Chiesa dei Mormoni di Roma  - Photo Credit © Italporphyry

>>> www.italporphyry.eu