Il sistema pavimento: pavimentazioni in legno abbinate a sistemi radianti

Clara Peretti - Libera professionista, Segretario Generale Consorzio Q-RAD 29/11/2018 2792

Nella mattina di venerdì 23 novembre, presso il Devero Hoteldi Cavenago di Brianza (MB) è stato realizzato un workshop dedicato all’integrazione tra pavimenti in legno e sistemi radianti a bassa differenza di temperatura. L’incontro organizzato dal Consorzio Q-RAD, che riunisce i principali produttori italiani di impianti radianti, e AIPPL, Associazione italiana di posatori di pavimenti in legno è stato seguito da una platea di 150 persone. Durante il convegno è stato presentato il manuale tecnico dedicato all’argomento curato dalle due associazioni.

Durante il convegno è stato trattato il tema del momento: come si coniugano i valori di comfort ed efficienza energetica garantiti dai sistemi radianti con l’eleganza e la resistenza del parquet? Per dare una risposta a questa domanda è stato realizzato un manuale tecnico sull’argomento, curato dalle due associazioni. Il libro dal titolo “Il sistema pavimento. Pavimentazioni in legno abbinate a sistemi radianti” approfondisce dettagli e caratteristiche di installazione, regolazione, posa e normative relative a sistemi radianti a bassa differenza di temperatura e pavimentazioni in legno.

Sistemi radianti a basso spessore e bassa inerzia

Il primo tema trattato nel convegno sono stati i sistemi radianti idronici, costituiti da serpentine nelle quali circola acqua calda (circa 30-35°C) e fredda (circa 18°C) annegate nel pavimento.

Focus centrale sono stati i sistemi radianti a basso spessore e bassa inerzia le cui caratteristiche principali sono:

  • Ridotto spessore rispetto ai sistemi radianti tradizionali dato dalla somma di isolante + strato di supporto + pavimentazione;
  • Bassa inerzia ovvero tempo per il raggiungimento della temperatura superficiale desiderata e della temperatura dell’aria in ambiente;
  • Per alcuni sistemi: possibilità di applicazione sulla pavimentazione esistente senza demolizioni;
  • Per alcuni sistemi: velocità di posa;
  • Per alcuni sistemi: peso ridotto.

Un esempio di sistema radiante a basso spessore con diverse tipologie di strati di supporto è riportato di seguito in figura.

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Figura 1. Sistema radiate a pavimento a basso spessore e inerzia

L’importantissimo tema dell’inerzia è stato trattato confrontando sistemi tradizionali (ovvero con massetto di circa 6 cm) con un sistema a basso spessore (rappresentato in Figura 1 a sinistra). Nel grafico emerge una differenza di tempo per portare i due sistemi a regime. 

pavimenti-in-legno-e-sistemi-radianti-peretti-02.jpgFigura 2. Confronto tra sistemi ad alta e bassa inerzia

Un altro tema di grandissima importanza per il settore del radiante abbinato alle pavimentazioni in legno è lo spessore (o meglio, la resistenza termica) dell’isolante sotto alle tubazioni.

Per tutti i sistemi radianti (alto o basso spessore, a pavimento, a parete e a soffitto) valgono le indicazioni delle norme UNI EN 1264-4 e UNI EN ISO 11855 che riportano, in funzione delle condizioni di installazione, la resistenza termica minima dell’isolante. I limiti sulla resistenza termica sono stati inseriti per favorire la direzione del flusso di calore del sistema, ovvero ridurre le dispersioni di calore verso gli ambienti da non climatizzare.

Spesso i sistemi radianti a basso spessore vengono utilizzati nelle riqualificazioni e una domanda che può sorgere spontanea è: “Devo rispettare i limiti di resistenza termica prescritti da norma oppure posso derogarli visto che si tratta di una riqualificazione?” 

La riposta più rapida è che i limiti vanno sempre rispettati, indipendentemente dalla tipologia di installazione (su edificio nuovo o riqualificato). 
Però… Vi sono però delle casistiche nelle quali risulta difficile, per mancanza di spazio in altezza o problemi di posa in opera, installare lo spessore dell’isolante richiesto dalla normativa. In questi casi dovrà essere fatta un’analisi sulla stratigrafia esistente per quantificare l’effettiva perdita di calore verso il basso. 
Uno strumento per effettuare questa analisi sono le simulazioni agli elementi finiti (FEM), definite all’interno della norma UNI EN ISO 11855.

Sistemi Radianti e interventi sugli elementi disperdenti degli edifici

Grande attenzione è stata dedicata al tema delle detrazioni fiscali, sempre più attuale e, al tempo stesso, complesso. 

I sistemi radianti possono essere coinvolti negli interventi sugli elementi disperdenti degli edifici. Si tratta degli interventi riguardanti strutture opache orizzontali (coperture, pavimenti), verticali (pareti esterne/a contatti con locali con T<20°C), finestre comprensive di infissi, delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno o verso vani non riscaldati, che rispettano i requisiti di trasmittanza. (>>> L’influenza dell’involucro sui sistemi impiantistici - Clicca qui per approfondire)

I sistemi radianti possono contribuire alla riduzione della trasmittanza termica e del fabbisogno invernale quando sono installatati nelle pareti o solai disperdenti (sistemi radianti a parete installati su pareti a contatto con l’esterno o con locali non riscaldati, oppure terreno), nei soffitti disperdenti (sistemi radianti a soffitto installati su solai di copertura), oppure nelle pavimentazioni disperdenti (sistemi radianti a pavimento installati su pavimenti a contatto con l’esterno come porticati o con locali non riscaldati, oppure a contatto con il terreno). In questo ultimo caso il sistema radiante, essendo costituito da uno strato isolante contribuisce alla riduzione della trasmittanza degli elementi disperdenti e quindi al relativo fabbisogno invernale insieme agli altri elementi che costituiscono la stratigrafia. La valutazione della riduzione della trasmittanza dovrà essere eseguita considerando tutti gli strati aggiuntivi. Per i sistemi radianti a pavimento entreranno nel calcolo lo strato isolante, il massetto e la pavimentazione in legnocon eventuali strati per la posa (materassini acustici o per la posa flottante).

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