I sistemi e le soluzioni per il drenaggio firmati ACO nell'industria del vino: l'esempio di Antinori

ACO PASSAVANT 26/10/2018 1230

Linee avveniristiche, basso impatto ambientale e alta efficienza energetica sono il fil rouge che lega la Cantina Antinori di Bargino (FI) alla nuova cantina del Bruciato della Tenuta Gualdo al Tasso a Castagneto Carducci (LI), altra prestigiosa proprietà della nobile famiglia toscana che da 26 generazioni si dedica alla produzione enologica, firmando vini icona come il Solaia, il Tignanello, il Guado al Tasso e, da pochi anni, il Matarocchio.

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Innovazione e rispetto del territorio sono i must di Antinori e in questo non fa eccezione la realizzazione della nuova cantina del Bruciato, in cui sperimentazione progettuale e tecnologica ed ecocompatibilità si uniscono all’utilizzo di materiali tradizionali reinventati in chiave moderna. Una nuova struttura che serve a dare più respiro al lavoro degli enologi guidati da Renzo Cotarella: così, nella vecchia cantina vengono lavorate solo le uve per le etichette Guado al Tasso, Cont’Ugo e Matarocchio, nella nuova invece vengono prodotti tutti gli altri vini, quali Bruciato, Vermentino, Scalabrone.

Il progetto architettonico della nuova cantina del Bruciato (LI)

Il progetto elaborato dall’architetto Fiorenzo Valbonesi dello studio asv3–officina di architettura di Cesena ha previsto il recupero di un capannone già esistente, che ora ospita il nuovo centro aziendale della tenuta e, limitrofa a questo edificio, la nuova cantina. L’architettura di quest’ultima si contraddistingue per il suo andamento modulare, che crea un effetto di movimento a shede consente un’illuminazione naturale degli interni. Le facciate sono rivestite in zinco-titanio, un materiale innovativo scelto per la sua eleganza, duttilità e adattabilità al clima marino e ventoso dell’area.

La cantina del Bruciato si presenta, dunque, alla vista come un insieme di elementi spezzati, che ricordano massi e rocce e che fungono allo stesso tempo da dissipatori di calore per le zone di vinificazione e affinamento, dialogando in un gioco di differenze e assonanze con un paesaggio morbido e sinuoso, caratterizzato da dolci innalzamenti ricchi di vegetazione mediterranea.

Le soluzioni di drenaggio ACO tra tecnologia e design

Il nuovo impianto produttivo di Castagneto Carducci si compone di tre zone principali: quella del conferimento delle uve, l’area di vinificazione e stoccaggio e infine l’area dedicata alla barricaia, all’imbottigliamento e all’affinamento in vetro con i relativi depositi. Tre aree in cui il sistema di raccolta e drenaggio delle acque riveste un ruolo fondamentale per garantire il rispetto dei requisiti igienico-sanitari più stringenti e non compromettere così la qualità e le caratteristiche organolettiche dei vini prodotti.

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Proprio per questo motivo l’architetto Valbonesi e il suo team hanno scelto come partner strategico ACO, le cui soluzioni garantiscono elevate prestazioni in termini di capacità idraulica, pulizia e sanificabilità oltre a integrarsi perfettamente nella pavimentazione senza trascurare l’aspetto estetico. Il design minimale, le linee essenziali e l’eleganza dell’acciaio inox dei sistemi di drenaggio ACO rappresentano, infatti, un elemento importante per l’armonia architettonica dell’intero complesso, fatta di forme e strutture avveniristiche.

Le soluzioni di drenaggio firmate ACO sono state applicate sia nelle aree esterne d’immagazzinamento e di conferimento delle uve sia nei locali interni di vinificazione e affinamento; sono state inoltre installate negli spogliatoi e nel vani doccia del nuovo centro aziendale dei servizi per gli addetti.

Integrati nella pavimentazione industriale in cemento, i canali modulari ACO Box 125 e i canali a fessura ACO Slot 20, completi di pozzetti e canali a incasso, tutti in acciaio inox, assicurano elevati standard di pulizia e igiene grazie a un drenaggio efficace e totaleche non provvede solo alla raccolta e allo smaltimento delle acque superficiali, ma anche alla separazione di queste dai residui della lavorazione delle uve. 

Un sistema studiato ad hoc per il mondo delle cantine che unisce un’ottima capacità idraulica a facilità di pulizia e manutenzione riducendo così al minimo qualsiasi rischio di proliferazione batterica e il diffondersi di cattivi odori provocati dall’acqua di ristagno.
Il canale modulare ACO Box 125, in acciaio inox AISI 304 decapato e passivato, con profilo a “V”, griglie a maglie igienizzabili e ispezionabili, è una soluzione conforme alle norme EN 1253 e EN 1433, caratterizzata da un bordo rinforzato mediante inserto in NBR (gomma nitrilica) per una maggiore igiene e durata e un collegamento telescopico facile e sicuro con il pozzetto di scarico, dal particolare design che impedisce il ristagno di acqua sul fondo e dotato di sifone antiodore in acciaio inox completamente rimovibile.

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Caratteristiche simili anche per il canale a fessura ACO Slot 20, in acciaio inox AISI 304 decapato e passivato, con profilo a “V”, testato e certificato in conformità alle normative EN 1253 e EN 1433. Facilmente installabile, lavabile e ispezionabile, il canale presenta un bordo rinforzato e una fessura continua che agevola le operazioni di pulizia, non intralciando né il passaggio pedonale né quello dei mezzi pesanti che attraversano i diversi ambienti della cantina e di cui ne sopporta i forti carichi.

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Il progetto in breve della nuova cantina del Bruciato della Tenuta Gualdo al Tasso

Progetto: Realizzazione nuova cantina di vinificazione 

Committente: Antinori Società Agricola

Architetto: Arch. Fiorenzo Valbonesi, studio asv3 – officina di architettura

Enologo: Dott. Marco Ferrarese

Prodotti ACO utilizzati:

  • canali modulari ACO Box 125;
  • canali a fessura ACO Slot 20.

>>> Scopri tutto su ACO Italia sul sito web www.aco.it


 ACO IN BREVE

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Il Gruppo ACO, fondato nel 1946 e con sede principale in Germania, è una realtà internazionale moderna e dinamica, fortemente improntata all’innovazione. ACO è il più grande produttore mondiale di soluzioni tecniche in calcestruzzo polimerico e acciaio inox per il drenaggio delle acque reflue e di processo nei più diversi ambiti applicativi: strade e autostrade, piazze e parcheggi, aree pubbliche e private, porti e aeroporti, cucine commerciali e industrie. 

L’elevata qualità, la resistenza, il carattere innovativo e l’infinita possibilità di personalizzazione dei prodotti ACO rispondono da 40 anni alle esigenze del mercato delle costruzioni e li rendono protagonisti di progetti di ogni tipologia: dallo Juventus Stadium all’autodromo di Monza, dalla Fondazione Prada agli Uffizi di Firenze, dalla stazione AV Mediopadana di Reggio Emilia firmata dall’archistar Calatrava all’aeroporto Marco Polo di Venezia, dalle cantine Rotari di Mezzacorona (TN) e di Antinori Guado al Tasso allo stabilimento produttivo di Menz&Gasser, dalle cucine della catena Sushiko a quelle di Eataly solo per citarne alcuni. Allo stesso modo, i sistemi ACO si inseriscono perfettamente anche negli edifici residenziali, accompagnando qualsiasi esigenza progettuale e creativa. 

Negli anni ’60 la produzione di canali in calcestruzzo polimerico, materiale innovativo e versatile che ha rivoluzionato il settore dell’edilizia, diede alla ACO il vantaggio tecnico necessario per diventare leader di mercato in questo settore. Oggi tutto il mondo costruisce con ACO. 

ACO oggi conta 4.400 dipendenti in 40 nazioni (Europa, America, Asia, Australia e Africa), 30 siti produttivi in 15 Paesi e un fatturato di circa 750 milioni di euro.