L’unicità del Porfido del Trentino a MARMOMAC 2018

CIPT – Italporphyry 08/10/2018 1839

…”il mio orecchio si è esercitato ad ascoltare le pietre. Le ho scavate dal campo, le ho tagliate con lo scalpello forzando la fessura come fossero noci. Dopo uno schianto e un soffio s’aprivano a metà e l’aria passava per la prima volta sui pori di pietra dell’interno. I sassi sono ostriche per chi li sa toccare…”. Sono parole di Erri De Luca che meglio non potrebbero descrivere l’atipicità e l’unicità del Porfido del Trentino, la pietra dall’inconfondibile conformazione stratificata.

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Il Porfido è una roccia di origine vulcanica, appartenente alla piattaforma porfirica atesina situata nella parte orientale del Trentino Alto Adige. E’ tra le rocce più dure e resistenti, capace di mantenere inalterate nel tempo le sue caratteristiche fisico meccaniche, inattaccabile dal gelo e dagli sbalzi termici, e per questo diffusissima soprattutto nelle pavimentazioni stradali anche a forte sollecitazione, oltre che nelle soluzioni di carattere privato residenziale. Si può tranquillamente affermare che il porfido sia presente in ogni angolo di Italia, dal Brennero a Capo Passero, da Torino a Trieste. In ambito pubblico è senza alcun dubbio uno dei principali elementi per l’arredo, la riqualificazione e il decoro della scena urbana. 

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CIPT – Italporphyry è il capogruppo operativo di 10 cave da tre generazioni rivolte all’estrazione e alla lavorazione di questo particolare materiale dall’invidiabile tradizione e dallo stile tutto italiano.

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E lo stand Italporphyry presente a Marmomac 2018 ha proposto una formula chiara, semplice e diretta con l’obiettivo di esaltare l’elevato mix qualitativo delle aziende associate, e dimostrarsi ancora una volta l’interlocutore privilegiato del comparto, in grado di garantire qualità, flessibilità e certezza della fornitura in qualsiasi angolo del globo.

Prerogativa di Italporphyry è inoltre quella di poter offrire assistenza e consulenza tecnica per tutte le soluzioni applicative oltre ad una profonda conoscenza delle più aggiornate metodologie di posa in opera da parte dello staff aziendale, e che fanno di Italporphyry il partner ideale per presentarsi al mercato ed al mondo della progettazione con la massima competenza. 

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Non è un caso che l’allestimento dello stand presenti, per il secondo anno consecutivo, uno spazio dedicato alla partnership con Mapei spa che in brevissimo tempo ha portato allo sviluppo di nuove formulazioni di prodotti di successo che possono garantire la massima durabilità, quando applicati alle pavimentazioni realizzate con elementi lapidei a spacco. Se l’edizione Marmomac 2017 ha reso possibile la presentazione in anteprima della nuova resina poliuretanica Mapestonejoint per la sigillatura delle pavimentazioni in cubetti, l’edizione 2018 è stata ritenuta un’altra imperdibile opportunità per il lancio sul mercato del sistema drenante per lastre e piastrelle in pietra naturale Mapestone Slab. E la partnership con Mapei nasce proprio dalla dimostrazione che CIPT corrisponde ai parametri richiesti dal colosso degli adesivi in termini di affidabilità e di precise referenze con uno storico aziendale credibile e comprovato, e soprattutto con una profonda conoscenza di materiali e procedure operative.

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Non approfittare della vetrina offerta da Marmomac Verona, la fiera leader nel comparto lapideo, sarebbe un errore imperdonabile. Italporphyry lo sa bene, e per questo si è inserito nel palinsesto degli eventi e iniziative offerti nel periodo di fiera attraverso il nostro direttore Tecnico Andrea Angheben che, in veste di relatore, ha partecipato al Convegno Mapei dal titolo “Monolitiche o drenanti – risponde la norma”, nella sala Puccini, illustrando i principi generali della nuova norma UNI 11714-1 Rivestimenti lapidei, frutto del lavoro prodotto dal Tavolo tecnico TC UNI 033 CL 20, di cui lui stesso è stato membro.

Ma non solo: nella conferenza “La pietra a spacco: considerazioni e riflessioni sulla più antica finitura di sempre”, organizzata nella Hall 1, sala da sempre dedicata alla sublimazione del design, il direttore Angheben ha potuto finalmente restituire al porfido del Trentino il posto e la dignità che merita questa pietra. 

L’appuntamento è dunque per l’edizione 2019!

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