Come nasce l’innovazione: testimonianze di IBM, Italcementi e Anotherality

Andrea Dari - Editore di INGENIO 31/08/2018 1402
Il 23 agosto in occasione del Meeting di Rimini si è svolto un interessante incontro dedicato al tema dell’innovazione che INGENIO ha potuto seguire in diretta. L’incontro è stato moderato da Bernard Scholz, Presidente della Compagnia delle Opere, e vi hanno preso parte Enrico Borgarello, Responsabile R&D Italcementi HeidelbergCement, Matteo Favarello, Anotherality e Alessandro La Volpe, Vice Presidente IBM Cloud.

bernhard-scholz-compagnia-delle-opereBernard Scholz ha avviato l’approfondimento con il dott. Borgarello, chiedendogli quali siano le innovazioni su cui il gruppo HeidelbergCement stia lavorando. Ricordiamo che HeidelbergCement ha acquistato due anni fa il gruppo Italcementi e ha mantenuto il prestigioso centro di ricerche del Kilometro Rosso (a Bergamo, in Italia).

enrico-borgarello-italcementi.jpgEnrico Borgarello ha evidenziato come l’innovazione nasca dall’accettazione di alcuni challeging: per esempio con l’architettura.
Per farlo si è avviato a uno stretto dialogo con chi se ne occupa per individuare quali siano le esigenze che connoteranno le scelte del futuro. Tra queste la necessità di trovare tecnologie in grado di rispondere alle nuove forme, di ridurre l’influenza della qualità della manodopera, ridurre i tempi di costruzione, migliorare le performance energetiche. All’interno di questo challeging è nata la ricerca di Italcementi HeidelbergCement sulla casa 3Dprinting, che ha già portato ad alcuni risultati concreti, come testimonia la casa realizzata in occasione del Fuori Salone 2018. Borgarello ha ricordato anche altri due sfide su cui il gruppo si sta impegnando: la riduzione dell'impronta CO2 nella produzione del cemento e la  tutela della biodiversità nelle attività estrattive.
Infine Borgarello ha evidenziato come in questa attività di ricerca e di investimento in innovazione si stia dando forte attenzione nel rapporto con i giovani, che non solo sono invitati a visitare le industrie produttive e i laboratori, ma con cui sono realizzate attività di gaming finalizzate alla individuazione di una nuova visione sulla ricerca utile per lo sviluppo dei materiali da costruzione e l’attività del gruppo.
 
matteo-favarello-anothereality.jpgE sull’importanza del “gaming” nell’innovazione è intervenuto Matteo Favarello di Anotherreality, che proprio partendo dalle esperienze sviluppate in ambito di realtà virtuale e realtà aumentata nel settore dei videogame si occupa di tecnologie di sviluppo di soluzioni per la formazione e per l’industria. Bernard Scholz ha chiesto a Favarello di spiegare la differenza fra queste due realtà digitali: la prima è una visione virtuale del reale, la seconda abbina alla visione del reale, grazie a strumenti digitali, delle connotazioni virtuali.
Per esempio un rendering 3D immerso di un appartamento è una realtà virtuale, una visione di un impianto di riscaldamento con occhiali che consentano di leggere etichette virtuali sulle varie parti viste è realtà aumentata. E attraverso queste due soluzioni è possibile, per esempio, realizzare corsi di assemblaggio di alcuni componenti attraverso delle presentazioni tridimensionali. Tecnologie che è possibile realizzare anche grazie ai servizi Cloud messi a disposizione da IBM.
 
alessandro-la-volpe-ibm-cloud.jpgE è stata questo il ponte per la terza testimonianza, quella di Alessandro La Volpe, di IBM Cloud, che ha evidenziato come ormai nel pianeta ci siano più sensori che persone, con un’evoluzione che va dal semplice utilizzo di questi per misurare a quindi regolare secondo algoritmi il funzionamento di un qualche cosa alla vera e propria intelligenza artificiale, ovvero sistemi che sono in grado non solo di misurare e regolare sulla base di istruzioni predefinite, ma anche di imparare e quindi migliorare autonomamente il proprio comportamento e il livello di servizi. Il passaggio all’intelligenza artificiale è indispensabile, in quanto il mondo digitale è connotato oggi da due importanti fenomeni: esplosione dei dati, a livello esponenziale, e l'interconnettività.
Si sta quindi creando un gap tra le possibilità che ci offre la raccolta ed elaborazione dei dati e le opportunità di coglierle. Siamo noi umani che non siamo più in grado di gestire una mole così importante di dati. Ecco quindi perchè è necessario arrivare all’intelligenza artificiale, a un sistema in grado di comprendere ed elaborare dei dati con qualità crescente. 
Alessandro La Volpe ha fatto anche alcuni semplici esempi: l’uso dell’intelligenza artificiale nei sistemi di riconoscimento facciale, oppure nell’attività di conversation e di riconoscimento intelligente delle frasi e del loro significato.

Ma come “organizzare” l’innovazione in azienda perchè sia proficua ? è stata questa l’interessante domanda posta da Bernard Scholz a Borgarello, il quale ha evidenziato come, con l’arrivo del gruppo HeidelbergCement, l’attività di ricerca di Italcementi sia cambiata. SI è passati da un sistema in cui si portavano avanti 50 progetti di ricerca contemporaneamente, disperdendo così le risorse su più fronti a concentrare l’attività su 5 changenling. Una scelta che ovviamente richiede più attenzione alla pianificazione e al controllo, ma che consente di concentrare gli investimenti e quindi le potenzialità del gruppo in modo più focale, e richiede la presenza più di project manager che di ricercatori. E questo consente di poter interagire in modo migliore anche con le fonti esterne, per esempio con il mondo universitario.