L’ Exhibition Road Quarter del Victoria&Albert Museum by Amanda Levete

Inaugurato nel giugno scorso, l’ultimo  ampliamento del museo britannico, nel cuore di Londra, prevede una galleria per le esposizioni temporanee e un cortile aperto al pubblico interamente rivestito in ceramica.

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L’obiettivo del concorso, bandito nel 2011, era quello di aumentare gli spazi espositivi recuperando la Boilerhouse Yard, una corte affacciata su Exhibition Road e, fin dal progetto del 1909 di Aston Webb,  destinata  ad ospitare ingombranti caldaie a carbone tanto che, per occultarle, fu costruito l’Aston Webb Screen un muro in pietra sormontato da un colonnato che lasciava giusto intravedere le facciate retrostanti.


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L’Aston Webb Screen visto da Exhibition Road ante operam

L’idea vincente dello studio studio AL_A di Amanda Levete è stata quella di scavare. «Tutti hanno proposto di riempire la corte o di sopralzare l’edificio storico», spiega la direttrice dello studio Alice Dietsch. «Noi invece abbiamo pensato da subito di fare l’opposto: scavare nel cortile per ottenere un ampio spazio espositivo, creando nel contempo una nuova piazza dinamica e accogliente».
La  Stirling Prize Amanda Levete ha dato così vita ad uno spazio ipogeo destinato ad esposizioni temporanee la cui copertura ha generato una piazza aperta verso Exhibition Road, l’arteria culturale più importante di Londra. 

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L’Aston Webb Screen visto da Exhibition Road oggi – un colonnato aperto verso il nuovo ingresso al museo

La piazza, denominata Sackler Courtyard, presenta una superficie di 1.200 mq pavimentata con 11.000 piastrelle di ceramica fatte a mano che includono quindici diversi pattern in costante alternanza. «Il nuovo Quarter reinterpreta il museo come un progetto urbano, creando un eccezionale spazio per Londra che ridefinisce il rapporto tra il V&A, la strada e il pubblico», spiega l’architetto. «Volevamo portare il museo in strada e la città dentro il museo».

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Dettaglio pattern pavimentazione della Sackler Courtyard

Il cortile della storica Boilerhouse, quindi, diviene l’accesso che al museo ancora mancava su Exhibition Road, l’arteria del distretto culturale di South Kensington. Un ingresso che si configura come uno spazio pubblico informale da utilizzare ai fini museali per esporre sculture e installazioni a grande scala ma che diventa anche uno spazio permeabile che appartiene tanto alla città quanto al museo grazie all’inserimento di un piccolo caffè aperto a tutti e alle modifiche apportate all'Aston Webb Screen.

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Lo schermo è stato infatti inizialmente rimosso per consentire la realizzazione dei lavori quindi ricostruito senza 1.375 delle sue pietre originali per aprire lo spazio ai passanti, un invito ad entrare ed appropriarsi di un luogo precedentemente precluso.
Quello che era una sorta di “spazio sul retro”  si trasforma in una sala a cielo aperto delimitata su tutti e quattro i lati da facciate architettonicamente significative, che mette in relazione – fisicamente e simbolicamente – il V&A con i musei vicini, beneficiando anche dei recenti lavori di riqualificazione che hanno trasformato la strada in una vera e propria piazza lineare attrezzata, completamente pavimentata e aperta ai pedoni e alla mobilità leggera.

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Il caffè visto dall'interno della piazza, anche la sua copertura è rivestita in ceramica

Percorrendo Exhibition Road ciò che colpisce al primo sguardo è la luminosità quasi abbagliante che si fa strada tra i pilastri  dell'Aston Webb Screen, luminosità determinata dal colore bianco delle piastrelle di rivestimento che riflettono e propagano la luce solare.
La luce annuncia il più chiaramente possibile l'intenzione del V&A di aprirsi ed essere accessibile; superato l'Aston Webb Screen,  i visitatori si ritrovano in uno spazio spigoloso e dinamico caratterizzato da linee diagonali, enfatizzate dalla posa delle piastrelle, e piani inclinati vedi le pareti e la copertura del volume vetrato sulla sinistra che ospita il caffè e “gira” insinuandosi tra gli edifici storici e, sulla destra, il lucernario, incisione dall’andamento irregolare, che «rende visibile l’invisibile», come afferma Levete. 

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Dettaglio del lucernario

Il lucernario infatti svolge l’ovvia funzione di portare luce al piano sottostante ma, al tempo stesso, svela e consente di apprezzare la complessa orditura delle travi a sostegno della piazza introducendo il tocco vivace di un colore primario, il rosso delle travi, nel bianco assoluto della pavimentazione. 
La forma strutturale e la geometria del soffitto della galleria ipogea filtra attraverso il lucernario dando una prospettiva dello spazio espositivo sottostante. Il visitatore viene messo a conoscenza della galleria direttamente sotto i suoi piedi. 
L’andamento delle pareti vetrate del caffè e del lucernario in un certo senso   trascina giù  il visitatore per i gradini fino alla Blavatnik Hall nuovo ingresso alla collezione permanente e lobby  alla Sainsbury  Gallery, cui si accede attraverso una coppia di scale caratterizzate da un parapetto in legno laccato nero.

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Il progetto celebra la discesa verso la nuova galleria come una parte importante del viaggio del visitatore, intessuta nel tessuto del museo e che incornicia viste uniche delle belle facciate del V&A. I visitatori sono attirati nella galleria sottostante dalla luce naturale che diminuisce man mano fino a trasformarsi in una drammatica pozza di luce che appare magicamente sottoterra. La discesa e l'ascesa sono state progettate con un focus specifico sulla manipolazione della luce e l'interazione tra nuovo e antico grazie a riflessi, squarci imprevisti, incontri di elementi strutturali che svelano visuali inaspettate del vecchio e del nuovo.

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La Sainsbury Gallery  uno spazio di 1.100 metri quadrati alto 10 metri e completamente libero da colonne, offre un ampio e flessibile palcoscenico per le mostre temporanee e i blockbuster del museo.
La galleria, scendendo  18 metri sotto il livello del cortile, ha comportato lo scavo di 22.500 metri cubi di terra a contatto diretto del V&A  un Grade I-listed building ( di interesse storico e vincolato) e ovviamente importanti indagini preventive e monitoraggi successivi realizzati in collaborazione tra i ricercatori dell'Università di Cambridge e gli ingegneri di Arup.
Sono stati ad esempio installati sistemi di monitoraggio in fibra ottica sui pali che arrivano a 50 metri di profondità.
Un lavoro decisamente complesso considerato anche il fatto che l’esistente museo doveva rimanere –ed è rimasto- operativo durante la realizzazione dei lavori.

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Il progetto complessivo, da 54,5 milioni di sterline, fornisce circa 6.400 metri quadrati di spazio extra per il museo. Si tratta della maggiore espansione in oltre 100 anni di vita e fa parte del Future Plan, il piano di ristrutturazione  che ha visto i due terzi degli spazi pubblici del V&A ristrutturati negli ultimi 15 anni.
Il brief del museo voleva semplicemente una scatola ben attrezzata, che i designer di mostre potevano rifare comunque a loro piacimento. Levete voleva fare di più, così ha lavorato con gli ingegneri di Arup per rendere la struttura del soffitto un origami di acciaio visibile e ha inserito  il lucernario, che porta luce naturale dal cortile sovrastante. Gli espositori possono oscurarlo se vogliono oppure sfruttarlo per  animare questo grande ambiente con la luce del giorno. Questa complessa  struttura sostiene la piazza, racchiude gli impianti e determina la ricca orditura, anche decorativa, del soffitto. Sotto la sala si trova inoltre un piano tecnico per lo stoccaggio delle opere d’arte.

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« Il progetto di AL_A sblocca le qualità  potenziali dell’edificio con l’obiettivo di portare nuovo pubblico al V& A, abbattendo la separazione tra la strada e il museo, e portando il V&A su Exhibition Road e Exhibition Road nel V & A. Le opere di riqualificazione realizzate su Exhibition Road hanno già notevolmente aumentato il numero di pedoni che la percorrono, ma questo è solo l’inizio di un intento più ambizioso: rendere Exhibition Road un luogo dove la cultura e l’apprendimento sono accessibili a persone di ogni età e provenienza.
Al centro del progetto è il nuovo spazio espositivo che ospiterà le mostre più rappresentative del museo: esso sarà un luogo in linea con gli standards del XXI secolo ma anche in continuità con i l’evoluzione del Victoria & Albert » - Amanda Levete Architects

Cliente: Victoria & Albert Museum, Londra
Architect: AL_A , Amanda Levete Architects
Programme: Galleria per mostre temporanee, cortile pubblico e nuovo ingresso su Exhibition Road
Area: 6,360 m2
Status: Inizio lavori 2011 / completamento 2017 / inaugurata 30 giugno 2017

Riferimenti e immagini
www.dezeen.com
www.theguardian.com