Pavimenti-Web » Commenti alla norma UNI EN ISO 11855-5 sull’installazione dei sistemi radianti annegati nelle strutture – seconda parte
Commenti alla norma UNI EN ISO 11855-5 sull’installazione dei sistemi radianti annegati nelle strutture – seconda parte
Clara Peretti


Installazione di sistema radiante a pavimento. Fonte: RDZ (a sinistra), Seppelfricke (a destra)

Introduzione
La norma UNI EN ISO 11855-5 dal titolo “Progettazione dell'ambiente costruito - Progettazione, dimensionamento, installazione e controllo dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento radianti integrati — Parte 5: Installazione” contiene le indicazioni relative all’installazione di sistemi radianti a pavimento, parete e soffitto annegati nelle strutture. La norma non si applica ai controsoffitti radianti con intercapedine, anche se, essendoci un vuoto normativo viene spesso applicata anche per queste tipologie. Si ricorda che a livello internazionale è stata recentemente pubblicata la norma ISO 18566, relativa ai sistemi radianti a soffitto e a parete con intercapedine d’aria retrostante.
La normaUNI EN ISO 11855-5 è  molto simile alla norma UNI EN 1264-4, ma contiene piccole variazioni che vengono descritte nel presente articolo.
Nel presente articolo vengono descritti i dispositivi di sicurezza (valvole e altri prodotti all’interno del collettore), le valvole di arresto e i dispositivi di bilanciamento, le tubazionie i sistemi di ancoraggio delle tubazioni.

Sistemi radianti a pavimento: dispositivi di sicurezza
La norma prevede due sistemi di controllo della temperatura limite del fluido termovettore nelle tubazioni, per il riscaldamento e per il raffrescamento. 
Per i sistemi di riscaldamento, un dispositivo di sicurezza deve interrompere l'approvvigionamento di calore nel circuito del riscaldamento a pavimento in modo che la temperatura attorno agli elementi di riscaldamento non superi i valori limite (riportati nella norma). Tale dispositivo dovrà essere indipendente dall'unità di controllo e dovrà funzionare anche in assenza di energia elettrica. Per i sistemi di raffrescamento, è necessario disporre di un sensore per il punto di rugiada per interrompere il flusso dell'acqua raffrescata appena prima della formazione di condensa o di coalescenza.

I valori limite di temperatura dell’acqua dipende dalla tipologia di strato di supporto. Per massetti in cemento o solfato di calcio il valore limite in riscaldamento è 55°C.


Figura 1. Collettore e dispositivi di sicurezza (Fonte: LOEX)

Sistemi radianti a pavimento: collettori
In fase di costruzione e di ristrutturazioneil primo elemento da prendere in considerazione quando si realizza un impianto pannelli radianti è il collettore di distribuzione. 
Il collettore è l’elemento dal quale si alimentano i vari circuiti a servizio delle zone da riscaldare/raffrescare. Le sue caratteristiche principali devono essere l’intercettabilità, la possibilità di una semplice regolazione del singolo circuito collegato, la possibilità dialloggiare testine elettrotermiche per ilcontrollo automatico delle temperatura in ambiente e la semplicità d’installazione. 
Lo scopo del collettore è la distribuzione dell’acqua all’impianto radiante, fornendo a ogni singolo circuito la portata necessaria per un funzionamento ottimale dell’impianto.Ogni circuito è collegato ad un punto di raccordo comune da dove può essere disinserito e/o regolatoindividualmente.
La norma riporta che "il collettore centrale del sistema di tubazioni deve essere collocato in modo tale da ottenere le più corte lunghezze di tubo. In caso contrario, le tubazioni potranno avere un indesiderato effetto sul controllo della temperatura ambiente".
Il collettore dovrà quindi essere collocato in una zona centale dell'edificio. In funzione delle dimensioni degli ambienti dovranno essere previsti uno o più collettori.


Figura 2. Progetti sistema radiante a pavimento (a sinstra Chiesa di Medolla, Modena - Sei collettori, a destra appartamento residenziale a Milano, 1 collettore). Fonte: Eurotherm 

Valvole di arresto e dispositivi di bilanciamento
La norma ISO 11855-5 riporta che "ogni circuito deve avere due valvole di arresto e un dispositivo di bilanciamento. Le funzioni di arresto e di bilanciamento devono essere indipendenti. Deve essere installato almeno un circuito per ogni ambiente riscaldato/raffrescato per consentire il controllo della temperatura sia manuale o automatico.

NOTA Lo scopo di installare un dispositivo di bilanciamento in ciascun circuito è quello di assicurarsi che ciascun circuito ottenga la portata di progetto come calcolato nella procedura di progetto (cfr. ISO 11855-3).

Se altre apparecchiature all'interno del sistema di riscaldamento e raffrescamento hanno la stessa funzione, possono essere installate e utilizzate in sostituzione ai dispositivi di bilanciamento, a condizione che la funzionalità sia verificata mediante prove o calcoli eseguiti da un istituto riconosciuto."

...continua a leggere scaricando il file pdf...

Articolo letto: 1696 volte
Articoli Collegati