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2017 sarà l'Anno dell'Ambiente Costruito? Evoluzione, Riconfigurazione, Trasformazione e Transizione
Angelo Luigi Camillo Ciribini

Premessa
Questa crisi ha lasciato segni, ma c'è l'idea che bisogna affermare un ruolo diverso dell'impresa: essere gestori di fattori complessi, essere più innovativi. La selezione è stata durissima ma molte imprese che sono uscite dalla crisi lo hanno fatto in modo brillante. Dobbiamo prendere esempio da queste...Dobbiamo crescere in innovazione di processo e prodotto, possiamo farlo solo attraverso alleanze serie che vanno premiate dai committenti. E dobbiamo, con gradualità, far diventare il nostro prodotto un prodotto industriale di cui governare i costi di gestione e di utilizzo.
Claudio De Albertis

Se si volesse elencare alcuni fattori ostativi, per come sono percepiti attualmente dai Protagonisti, tra di essi figurerebbero Restrizione del Credito, Condizioni di Concorrenzialità nei Contratti di Lavoro, Complessità Amministrativa, Fiscalità Immobiliare, Scarsità degli Investimenti in Conto Capitale, Ritardati Pagamenti e, in maniera altalenante, il Codice dei Contratti Pubblici.

Diversi sono, invece, i Temi che oggi sembrano emergere in fatto di Innovazione per le Costruzioni, tra cui, naturalmente, spiccano Circolarità, Resilienza e Sostenibilità.

Tra di essi, però, quello che promette di essere davvero sradicante è legato alla cosiddetta Digitalizzazione, vale a dire, letteralmente, alla conversione di Segnali Analogici in Dati Digitali, Numericamente Computabili.

La presente Nota intende collocare, appunto, la Digitalizzazione al centro di una Politica Industriale per il Settore delle Costruzioni, che nella sua attesa Risalita, «non priva di insidie», come sostiene ANCE, anche in Italia sta per essere ridenominato come Settore dell'Ambiente Costruito: Industry of the Built Environment.

Non si tratta, però, di un semplice artificio di cosmesi lessicale, poiché si cerca in essa di circoscrivere i principali elementi che sono desumibili da una osservazione sistematica dell'Evoluzione Digitale dell'Industria delle Costruzioni, nazionalmente e internazionalmente.

Ciò che emerge prepotentemente dalle frequentazioni internazionali di chi scrive è, infatti, l'assenza del Paese nel tracciare le Linee Direttrici, i Mainstream, del Settore Digitalizzato nelle sedi estere, nonostante la presenza individuale, non trascurabile di molti suoi Rappresentanti che, tuttavia, non riflettono un Mandato di Sistema.

Nel Contesto Internazionale, perciò, non è scorretto, anche se provocatorio, a prescindere dai casi singoli, ipotizzare una Marginalità, non tanto dei Campioni Nazionali, quanto della Attrattività del Mercato Domestico.

Il che non significa necessariamente che, ad esempio, a dispetto della Complessità Amministrativa, non vi siano per nulla Investitori Esteri, ma piuttosto che il Nostro Mercato non sia Paradigmatico, non si guardi a esso come Luogo di Innovazione e di Sperimentazione.

La conoscenza diretta dello scrivente delle Attività in corso relativamente alla Digitalizzazione del Settore delle Costruzioni presso la Commissione Europea, la Francia, la Germania, il Regno Unito, la Spagna (ma anche, tra gli altri, la Russia e la Svizzera) testimonia della crucialità di uno Spirito di Sistema che difetta storicamente al Nostro Paese sin dall'Età Cavouriana e Liberale.

È evidente, come tale condizione non sia più sostenibile e che all'Accademia competa il compito, improbo, di proporre una Visione, Culturale, ma anche Operativa, alle Rappresentanze, prima che la finestra temporale di Avvio del Grande Cambiamento si chiuda per i Competitori Nazionali, almeno sul Mercato Domestico.

Al contempo, parere dell'autore è che occorra una grande cautela nel giudicare irreversibili certi passaggi, legati alla Grande Trasformazione, ma, soprattutto, è possibile, anche se non probabile, che essi rafforzino gli equilibri esistenti, anziché stravolgerli, come lo storytelling dell'Innovazione frequentemente sosterrebbe.

Vi è, infatti, almeno retoricamente, un punto fisso da difendere, per molti dato dalla Unicità e dall'Artigianalità delle Piccole e delle Medie Organizzazioni che, in realtà, sono prevalentemente Micro e Piccole, spesso abili «colle Mani» ma non «coi Dati».

Il fatto che il Manufatto muti di natura, che esso divenga Contenitore di Informazioni che possono valere più del Cespite Fisico, pone una seria ipoteca su questa convinzione.

Questo duplice timbro, della Incrementalità e della Radicalità, che ha connotato tutto il dibattito sui Livelli della Maturità della Digitalizzazione nel Settore delle Costruzioni, non si estinguerà per molti anni ancora, costringendo a una difficile coesistenza tra diverse tipologie di Innovazioni e di Innovatori.

I Primati e le Contraddizioni del Settore
Other activities in the middle range of the technical potential for automation involve large amounts of physical activity or the operation of machinery in unpredictable environments. These types of activities make up a high proportion of the work in sectors such as farming, forestry, and construction and can be found in many other sectors as well. Examples include operating a crane on a construction site, providing medical care as a first responder, collecting trash in public areas, setting up classroom materials and equipment, and making beds in hotel rooms. The latter two activities are unpredictable largely because the environment keeps changing. Schoolchildren leave bags, books, and coats in a seemingly random manner. Likewise, in a hotel room, different guests throw pillows in different places, may or may not leave clothing on their beds, and clutter up the floor space in different ways.
McKinsey


A livello globale, l'Industria delle Costruzioni, che incide considerevolmente sui Prodotti Interni e sui Prodotti Nazionali Lordi dei diversi Paesi, si avvia verso il periodo di maggiore Crescita di sempre (dell'ordine di diverse decine di trilioni di USD entro il 2030 solo per le Infrastrutture, secondo McKinsey), ma, allo stesso tempo, essa figura tra i Settori meno Produttivi e meno Innovativi in senso assoluto, con una scarsa propensione all'Investimento nella Ricerca e nello Sviluppo, a paragone del Settore dell'Aerospazio e di quello dell'Autoveicolo, e tra quelli meno Digitalizzati in senso relativo.

Il Mercato Italiano, invero, alla pari di quello Irlandese o di quello Spagnolo, si è nutrito, però, sin dal 2008, della Crisi che pesantemente lo ha afflitto, ma che lo ha notevolmente segnato come riferimento imprescindibile, ragion per cui è difficile in esso adoperare parole come Espansione in luogo di Ridimensionamento.

La Recessione, per molti versi, ha generato una Regressione, quanto meno in termini di Volumi Produttivi che ha suggerito un rimando alla situazione immediatamente post-bellica, per cui si è parlato di Ricostruzione del Settore Economico e di Riqualificazione del Patrimonio Immobiliare Inefficiente che esso medesimo aveva realizzato nei decenni precedenti, come è insito nelle dichiarazioni relative alla Rigenerazione, al Rammendo e così via.

Al medesimo tempo, la Ripresa, nella analisi del CRESME, è talmente differenziata da non permettere interpretazioni omogenee e facilmente riproducibili.

Il Comparto vanta, comunque, anche una serie di Insuccessi Economici-Finanziari e Temporali clamorosi a scala mondiale, oltre che nazionale, essendo pure connotato, non solo da Complessità, da Incertezza, da Frammentazione, da Conservatorismo, ma, soprattutto, dallo Short-Termism, dal Short-Term Thinking.

La presenza di numerose inchieste giudiziarie sulla Corruzione, dagli esiti tutti da verificare, relative, ad esempio, alle Opere Infrastrutturali o al Facility Management, ha, intanto, aggiunto un ulteriore Fattore di Distorsione delle Logiche del Mercato che, sfortunatamente ha agito sovente quale unico elemento esplicativo dell'Inefficienza.

La Lungimiranza, infatti, richiede una Visione Sistemica che mal si adatta alla Atomizzazione, particolarmente esasperata in Italia, ma presente ovunque.

Nel Nostro Paese, in verità, il Comparto delle Costruzioni si presenta, dunque, come il Luogo delle Contraddizioni per eccellenza: proprio da ciò si deve, perciò, iniziare la riflessione critica.

Il Settore della Costruzione e dell'Immobiliare presenta, nello Stivale, Paese, come detto, tra i più colpiti dalle dinamiche recessive del recente passato, all'inizio del 2017, «incoraggianti» segnali di ripresa, ma, al contempo, da un lato, la sua Polverizzazione Dimensionale, Organizzativa e Culturale non fa che aumentare, anziché diminuire, e, da un altro canto, la maggior parte dei Player Nazionali sopravvissuti alla Grande Recessione intravede pressoché unicamente sui Mercati Comunitari e Internazionali la propria prospettiva di sviluppo, che altre Medie Imprese sperano di poter perseguire analogamente nei prossimi anni.

Il fatto che il futuro più promettente degli Operatori Principali del Settore sia percepito quasi esclusivamente al di fuori dei confini nazionali, nonostante che il Mercato Domestico non sia trascurabile in termini aggregati, è, di per se stesso, emblematico di una attitudine e di un sentimento di sfiducia verso la Qualità del Mercato Nazionale e del suo Grado di Corruttela.

Il Mercato Professionale Nazionale è, in effetti, sovraffollato, parcellizzato, soffre di micro-contrasti tra Rappresentanze Professionali: l'eccesso di giovani, e meno giovani, laureati abilitati li espone a condizioni economiche particolarmente sfavorevoli, a un vero e proprio dumping, già ben descritto da Marco Biraghi e, comunque, il reddito medio professionale, già non particolarmente consistente, è progressivamente in calo, mentre gli oneri previdenziali appaiono crescere per la Cassa di Competenza.

È un fatto, inoltre, che le Società di Architettura e di Ingegneria Italiane non sono in grado di competere dimensionalmente con quelle di altri Paesi, tranne per rare eccezioni.

Certo, le diverse centinaia di migliaia di Liberi Professionisti che operano nel Settore non saranno tutti direttamente interessati dalla Digitalizzazione (almeno sotto determinate forme), ma resta il fatto che per il CRESME, tra il 2006 e il 2015, il calo del fatturato per gli Architetti e? stato del 33%, del 23% per gli Ingegneri, del 20% per i Geometri.

L'Imprenditorialità Diffusa, da parte sua, nonostante il tasso elevatissimo di mortalità aziendale e occupazionale (che ha colpito, invero, maggiormente le Imprese più Strutturate), ha spesso fatto ampio ricorso all'Esternalizzazione, soffre di Concorrenza Sleale, a proposito della Contrattazione Collettiva, ed è afflitta dall'Irregolarità del Lavoro.

Per quanto riguarda l'Edilizia Privata, è ben vero che il grande cambiamento occorso ha riguardato la prevalenza degli Interventi sul Costruito, dalla Manutenzione Straordinaria al Facility Management, ma, per la prima casistica, le Politiche Fiscali, pur determinanti, non hanno necessariamente condotto a Innalzamenti Prestazionali né ad Accorpamenti Dimensionali.

Gli innegabili benefici conseguiti per il Gettito Erariale e per il Contenimento del Ridimensionamento non hanno, tuttavia, funto da leva per la Riconfigurazione del Comparto, al di là di aver spostato il fulcro del Mercato dalla Nuova Costruzione all'Intervento sul Costruito.

Occorre, dunque, domandarsi se e perché il Quarto Mercato delle Costruzioni Europeo sia divenuto marginale in termini di Attrattività e se esso, come quelli che lo precedono, sia, infine, in grado di esprimere una Visione Innovativa e Sistemica che si rintraccia facilmente nelle Politiche Industriali altrui così come nelle Road Map sulla Digitalizzazione di ISO e di CEN.
A dire il vero il DPP Infrastrutture, così come Casa Italia, hanno espresso, da parte del Governo, elementi significativi per avviare un Processo di Trasformazione del Comparto, ma è difficile sostenere che un simile Processo sia veramente condiviso dalle Rappresentanze, oltre l'adesione nominale, tanto più che la maggiore iniziativa unitaria delle Forze Professionali e Imprenditoriali è, almeno temporaneamente, naufragata al primo accenno di dissidi interni riguardanti, non a caso, il Concorso di Progettazione e l'Appalto Integrato.

Del resto, non mancano conflitti sull'attribuzione di competenze tra le diverse Rappresentanze che si oppongono unanimemente ad alcune posizioni di fonte imprenditoriale.

Naturalmente qui non rileva l'attribuzione delle ragioni, che dipende da sottili questioni giuridiche, bensì la conclusione che evidenzia la Debolezza Sistemica dell'Offerta a cui con estrema fatica fa da contraltare il tentativo di rafforzare quella della Domanda Pubblica, restando quella Privata forzatamente disomogenea, ma non particolarmente esaltante, a cominciare dalle Competenze Digitali.

Un Brand per il Settore
Digitization is about businesses encountering connected systems at every link in the value chain. It is about working with tools and practices based on information and communication technology. This understanding is changing the role of digital technologies. They are no longer mere tools to help companies do the same things a bit better. Instead, they fundamentally change the way business is done. Digitization permeates every part of every company: multinationals and midcaps, all-rounders and specialists alike.
Roland Berger

Lo stesso primato nazionale di sofisticazione delle Attività che oggettivamente potremmo vantare a proposito della Tutela e della Valorizzazione dei Beni Culturali Immobiliari, a Livello Distrettuale, si rivela, spesso, difficilmente esportabile proprio in termini culturali, a differenza dell'Italian Life Style legato al Fashion e al Food, oltre che al Design.

La scommessa, connessa intimamente, non a caso alla Digitalizzazione, si gioca, perciò, su due piani distinti, ma interrelati:

  1. la Reinvenzione del Mercato Domestico, incentrata sulla Scala Territoriale, in cui Rigenerazione Urbana e Prevenzione Ambientale si intrecciano: da Italia Sicura a Casa Italia;
  2. la Creazione di un Brand Life Styled & Built in Italy, dato da una Filiera esportabile.

In entrambe le circostanze, tuttavia, si tratta di aggregare, più o meno in maniera diretta, molte Organizzazioni Frammentate e, specialmente, di riqualificarle.

La Digitalizzazione, a detta di molti, rappresenta il maggior fenomeno trasformativo del Settore delle Costruzioni da molti decenni, tanto che si pensa di attribuire a esso la diversa denominazione di Industry of the Built Environment, ove il riferimento al Costruito evoca la necessità di confrontarsi con ciò che esiste, anche per demolirlo, ma, più probabilmente, al fine di rigenerarlo o di conservarlo.

L'accenno all'Ambiente, tuttavia, appare il più importante, non tanto per il rimando alla Circolarità e alla Sostenibilità, quanto perché illustra un desiderio di estensione dell'ambito di applicazione del Comparto, laddove per Ambientale qui dovrebbero essere intesi i Living Services come li ha proposti Accenture, vale a dire, tutti quei Servizi Geolocalizzati alla Persona che derivano dalla Interazione tra Entità (Human Computer Interaction), a iniziare da quelli Assistenziali e Sanitari.

Non è un caso, infatti, che per gli Ageing People, il Digitized & Integrated Built Environment si intrecci con la Digital Healthcare Industry in termini di Ambient Intelligence, Artificial Intelligence, ecc.

Gli stessi Building Management System e Home Automation ritrovano vivacità, dopo la sfortunata stagione degli Edifici Intelligenti, in questo contesto della Digital Citizenship.

La Digitalizzazione, peraltro, sembra poter consentire di offrire risposte esaustive a domande che sono state poste da lunga data e che sin a ora erano rimaste inevase, oltre che dilazionate, cosicché l'Inedito cela l'Insoluto, tale per cui la Storia del Settore delle Costruzioni dell'ultimo secolo, in Italia, ha costituito lo sforzo di resistere, assimilandone gradualmente alcuni portati, alle Istanze di Industrializzazione e di Razionalizzazione, troppo a lungo recepite riduttivamente all'insegna della Ripetizione, della Serialità, dell'Anonimato.

Il che ha permesso a un Ambiente intriso di Antindustrialesimo, di legittimare l'Occasionalità come Irripetibile, l'Estemporaneità quale Unicità, l'Incoerenza come Autorialità.

La versione secondo cui l'Industrializzazione, ridotta e impoverita a Prefabbricazione (oggi, comunque, rinobilitata altrove come Off Site e Design for Manufacturing & Assembly), sarebbe stata da considerare una parentesi autoreferenziale entro un quadro di Innovazione Incrementale qualificata, invece, dalla Architettura Neorealista di parte del Piano INA CASA (con toni che tradiscono l'Innovatività effettiva dell'iniziativa fanfaniana sul piano sociale) e dall'Ingegneria Infrastrutturale degli Anni Cinquanta, Sessanta e Settanta (non per nulla collegata alla realizzazione dell'Autostrada del Sole quale simbolo nostalgico di una età felice), non appare del tutto convincente e, tra l'altro, porta in secondo piano tutte le esperienze di Engineering Consultancy svolte in ambito pubblico da Italstat e in ambito privato da Fiat Engineering o da SNAM che sarebbero quelle più direttamente riconducibili all'Architectural Engineering di Buro Happold, Atkins, Arup, di cui si lamenta l'assenza di omologhi nazionali.

Invece che felicitarsi per il ridotto impatto del Piano GESCal, comparato ai Grand Ensemble francesi, ci si dovrebbe, piuttosto, rammaricare per la perdita del lascito della Cultura Gestionale poco fa rammentata, tanto più che la Dequalificazione riguarda proprio i Prodotti Immobiliari «Tradizionali e Incrementali» degli Anni Cinquanta-Novanta e l'Invenduto degli Anni Duemila: anche nei contesti della Periferia Urbana da rigenerare.

Tra l'altro, l'ostracismo nutrito in Italia dalla Committenza e dagli Acquirenti verso il Prodotto Immobiliare Assemblato grazie all'impiego del Building Information Modeling, nella Costruzione a Umido, solo parzialmente attenuatosi con la Costruzione a Secco, non giova certo alla causa, mentre il ricorso al Computational Design ha esaltato Architetti alla ricerca di Geometrie Complesse, da affrontare, però, per quanto riguarda la Progettazione dell'Involucro, tramite la Pannellizzazione, vale a dire una sorta di Ottimizzazione.

Sotto questo profilo, si potrebbe provocatoriamente ritenere che la Digitalizzazione, andando a riprendere i leitmotiv della Cultura Fortemente Industriale introdotti nel Nostro Paese tra gli Anni Trenta e gli Anni Cinquanta, ponga in questione giusto la Cultura Debolmente Industriale che storicamente ha prevalso non solo nei Gloriosi Trenta, ma anche a seguire.
E a cui si potrebbero addebitare alcune cortomiranze degli Anni Novanta e degli Anni Duemila, nel periodo che ha preceduto la Grande Recessione, proprio mentre la Manifattura procedeva spedita nella Terza Rivoluzione Industriale, dai Sistemi Versatili e Flessibili di Produzione Semi Automatizzata alla Mass Customization.

Non si dimentichi, infatti, che, dopo che il Settore era riuscito a neutralizzare l'Innovazione Industriale proposta negli Anni Sessanta, esso aveva avuto successo anche nel ridurre a mere speculazioni teoriche le riflessioni sull'Evoluzione Non Seriale della Produzione Manifatturiera.

La Grande Crisi si è, poi, incaricata di desertificare il paesaggio dei Produttori e di allontanare verso i Mercati Internazionali i Maggiori Competitori Nazionali, oltre che di consegnare ad altri il controllo di alcuni Campioni Nazionali.

Ecco, allora, per prima cosa che si tratta di definire le ambizioni del Settore non quale Entità reduce da una tremenda crisi, intenzionata a cercare di recuperare le dimensioni e, in ispecial modo, la natura del passato, bensì come Soggetto che ambisce a dilatare la propria incidenza sull'Economia Nazionale, ma anche sull'intera Società.

Le Strategie di Internalizzazione e di Disintermediazione
We need to improve productivity in construction. We believe we can deliver better, more certain outcomes by using digital technologies like BIM and by increasing the proportion of offsite manufacturing. We also want to optimise whole-life performance to get more out of new and existing assets through the use of smart technology.
Andrew Wolstenholme

In realtà, il maggior difetto che il Settore, della Costruzione e dell'Immobiliare, sembra oggi presentare in Italia è una sorta di attaccamento a Identità Profonde che, per quanto radicate, difficilmente potranno sussistere nel futuro in quanto tali, poiché, se non altro, questo dovrebbe giocarsi tra Internalizzazione e Uberification, vale a dire tra Concentrazioni Dimensionali di Organismi Professionali e Imprenditoriali e, al contrario, Micro e Piccole Organizzazioni della stesse specie agenti all'interno di Ecosistemi Digitali sostanzialmente eterodiretti.

È proprio questa nostalgia, come detto, per ciò che è stato a legittimare la continua citazione della Crisi come riferimento ineludibile, giacché se da essa si prescindesse non si potrebbe più richiamare il ritorno al passato.
In parole povere, la Concentrazione di Saperi dovrebbe permettere ad alcune Imprese  di Costruzionidi riacquisire, di reinternalizzare (di rimpatriare, se volessimo metaforicamente parlare di Re-shoring) una serie di Competenze di cui si era gradatamente privata ovvero di mantenerle esternalizzate, all'interno, però, della Gestione Strategica della Catena di Fornitura.

La Digitalizzazione qui gioca un ruolo principale solo se, ad esempio, il Building Information Modeling si associa al Realtimed Location-Based Management System e alla Lean Construction.

Così come accade per i Professionisti, infatti, l'utilizzo degli Strumenti della Digitalizzazione entro il quadro consueto non può apportare i benefici attesi poiché ne contraddice alcuni presupposti essenziali.

La Disintermediazione, che conduce alcuni Arranger a creare Piattaforme Digitali, mette direttamente in relazione i Potenziali Micro e Piccoli Clienti Privati con Squadre di Artigiani, supportate da un Distretto Industriale di Grandi e di Medi Produttori, che agiscono secondo regole di ingaggio predeterminate e che possono essere esclusi dal Sistema di Fornitura qualora non si dimostrino conformi.

Pure in questa circostanza, apparentemente opposta alla prima, giacché si fonda sulla Parcellizzazione, la Gestione Sistemica della Catena di Fornitura riporta alle considerazioni avanzate poco prima.La Digitalizzazione potrebbe, infatti, segnare la fine di quelle Monadi Professionali e Imprenditoriali che il Settore Analogico aveva esaltato o aveva lasciato proliferare, come Artigianalità e Piccola Imprenditoria.

Per questa ragione, la originaria preoccupazione che il Settore dovrebbe manifestare riguardare l'opportunità di una revisione dell'Immaginario e dell'Immagine, per accrescere la propria Reputazione nei confronti dei Decisori Politici e delle Istituzioni Finanziarie, accompagnata dalla Rivisitazione delle Logiche che attengono alle Catene di Fornitura.

Per prima cosa, quale che sia la collocazione sul Mercato dei Player, essi dovranno interpretare la Digitalizzazione come Cultura del Dato: ecco perché, sulla scorta di quanto accade, ad esempio, nel Regno Unito con UK BIM Alliance, l'Alfabetizzazione e la Disseminazione capillari lungo le Catene di Fornitura costituiscono la sfida più intrigante, specie per la Diffusione della cosiddetta Data Science.

Allo stesso tempo, l'Acculturamento Digitale richiede che si introducano progressivamente Competenze e Conoscenze di Data Analytics e di Data Automation.

La pletora di corsi di formazione, di vario assortimento e di diversa durata, sul Building Information Modeling, ancorché concernano i Metodi, marginalmente, unitamente agli Strumenti, rischiano, però, di generare una interpretazione troppo riduttiva delle tendenze in atto, dato che la Digitalizzazione non solo è assai più ampia in termini operativi (dalla Mixed Reality all'Additive Manufacturing), ma, soprattutto, è incentrata su nozioni quali Autonomization e Real Time, che risultano inevitabilmente sconvolgenti.

La stessa Robotica, per quanto sia meno significativa, a proposito della Digitalizzazione, di altre tematiche, come il Product Life Management, sta assumendo un suo proprio rilievo: sebbene il Dispositivo capace di realizzare un Edificio Monofamiliare in elementi in laterizio o in conglomerato cementizio armato in pochi giorni non appaia decisivo per le peculiarità del Mercato Domestico, come non lo è il Procedimento di Assemblaggio di un Ospedale secondo la Modularization.

In ogni modo, la Automazione, in Fabbrica o in Cantiere, espressa grazie alla Digital Fabrication o all'Additive Manufacturing, esprime la possibilità di aumentare la Produttività nel Settore riducendo la Intensità di Lavoro Umano e di delocalizzare gli Impianti Produttivi: come accade, ad esempio, per il Digital Banking, che vede la progressiva soppressione degli Sportelli Analogici.

Più interessante, in questa ottica, sarebbe comprendere come la Combinatoria di Soluzioni Modulari a Secco possa acconsentire una Specificità per Interventi sul Costruito in dipendenza di Condizioni Uniche digitalmente e tempestivamente rilevate in loco, anche perché, come rilevava McKinsey, le Unpredictable Physical Production richiedono un maggiore sforzo per essere automatizzate.

La Quarta Rivoluzione Industriale per le Costruzioni
Data now is far more valuable than the physical assets that underlie it. Competitive advantage does not come from holding on to your own data, but from sharing and pooling data, then competing on the ability to analyse and get value from it.
Constructing Excellence


In primo luogo, sia i Processi Cantieristici, nella Fase di Esecuzione, sia i Processi Occupativi, nella Fase di Uso, implicano un rafforzamento digitale della Relazione del carattere Cyber-Physical, rispettivamente, tra Operatori e Macchinari e tra Utenti e Beni Costruiti, che permette al Sistema di instaurare Meccanismi Decisionali Parzialmente Autonomi in Tempo Reale.

Ciò vuol dire che occorre abituarsi a pensare, anzitutto al Modello Informativo, ad Aggregazioni di Dati Machine Readable, anche per quanto riguarda gli Aspetti Geometrico Dimensionali.

D'altra parte, se la Rappresentazione assume connotati computazionali, la Decisione si visualizza, come dimostrano i Dash Board di impiego ricorrente.

È evidente la difficoltà a introdurre nel contesto pieno della Digitalizzazione un numero cospicuo di Operatori Frammentati, ma anche, per certi versi, le Maggiori Organizzazioni, i Campioni Nazionali, tendono, sui Mercati Internazionali, ad affrontare episodicamente una questione che è, invece, sistemica.

Di fatto, tanto sul versante della Domanda quanto su quello dell'Offerta manca completamente una sorta di Intelligenza Sistemica in merito alla Evoluzione Digitale del Settore, nel senso che non vi è sufficiente attenzione ai Cambiamenti Radicali che la Digitalizzazione potrebbe imprimere al Settore, così come, ad esempio, sta accadendo, lo si rammentava, nel Settore del Credito.

Ecco allora la opportunità che le Rappresentanze, della Domanda e dell'Offerta, ricerchino il modo migliore per contestualizzare il Building Information Modeling come porta di accesso a un vero e proprio Ecosistema Digitale.

D'altronde, i diversi Applicativi che sono intimi al Building Information Modeling, o perlomeno a esso riconducibili, come il BIM Authoring, il Code & Model Checking, il Field BIM, la Crowd Simulation, la Gamification, e così via, sono probabilmente destinati a essere offerti a consumo, all'interno appunto di una Ecologia Digitale Unitaria, che richiede, dunque, non solo investimenti onerosi in hardware e in software, ma pure un Acculturamento Digitale più profondo di quanto non si pensi, destinato, per la parte più incisiva, ai Senior, che non potranno essere più che tanto direttamente operativi, alla stessa stregua dei Nativi Digitali, ma che, tuttavia, deterranno ancora per un po' le leve delle Conoscenze e delle Decisioni.

Sinora, inoltre, il messaggio prevalente che è giunto agli Operatori è stato incentrato sulla Digitalizzazione come Simulazione (in verità, purtroppo, sovente come mera Rappresentazione), vertente sulla Progettazione, e, in misura minore, sulla Esecuzione (si pensi al 4D, al 5D e alla componente più semplice del Field BIM).
All'interno di questa concezione, di conseguenza, l'Interoperabilità tra Applicativi (la esaustività e l'efficacia della Trasmissione dei Dati e delle Informazioni) è assurta a tema centrale, anche se ovviamente, ad esempio, l'Infrastructure Information Modeling progredisce più lentamente del Building Information Modeling e gli Ambienti di Calcolo non sono del tutto bidirezionalmente collegati a quelli di Modellazione.

Ciò ha comportato la persuasione che la Digitalizzazione, nelle vesti del Building Information Modeling, potesse essere imperniata sulla Modernizzazione e sulla Razionalizzazione delle Prassi Esistenti.

Di fatto, tutta la narrazione odierna sul Building Information Modeling accenna, pour cause, esclusivamente all'Efficientamento dei Processi Consolidati, dovendosi persuadere gli Attori presenti sul Mercato che non vi sia alcuna Minaccia alle loro Identità, in palese controtendenza a quanto accade sia nel Settore della Manifattura, colla Quarta Rivoluzione Industriale, sia nel Settore del Credito, con la fine del Modello Bancario di origine rinascimentale.

La percezione che gli Operatori del Settore hanno della Digitalizzazione, in termini di potenzialità evolutiva, che metta a repentaglio gli equilibri consolidati è ancora davvero molto bassa, nonostante innumerevoli dichiarazioni contrarie, tanto che solo l'Obbligatorietà pare costituire il Driver per avviare il Cambiamento.

Accanto all'Interoperabilità, tuttavia, figura l'Interconnessione, vale a dire la possibilità che non vi sia nessuna Soluzione di Continuità nella Relazione tra le Entità Materiali (Sensorizzate), gli Operatori (Sensorizzati) e i Modelli Informativi.
In apparenza, l'Interconnessione influisce maggiormente sulla Esecuzione e sulla Gestione delle Opere, poiché l'IoTed Real Time sembra prestarsi, come già anticipato, alla Construction e alle Operations & Maintenance, piuttosto che non alle Fasi di Committenza e di Progettazione.

Sennonché, sorgono un paio di constatazioni:

  1. tutto l'impianto schematico delle Norme ISO 19650 e delle Pre Norme BS PAS 1192, per quanto articolato in CAPEX (Capital Expenditure) e in OPEX (Operational Expenditure), traguarda la TOTEX (Total Expenditure). In altre parole, lo schema è circolare, non lineare, partendo da un Asset Information Model che è Geospazializzato. Ciò significa che, in futuro, tutti i Dati di Ingresso alla Progettazione (e, ancor prima, agli Information Requirements) deriveranno dal combinato disposto di una Anagrafe Immobiliare Digitale legata al Property e al Facility Management, da un Catasto Immobiliare Digitalizzato, da una Pianificazione Urbanistica anch'essa Digitalizzata e, in parte, Situazionista;
  2. il Processo di Progettazione è destinato a sovrapporsi sempre maggiormente a quello di Committenza e a quella di Esecuzione, in vista di quello di Utenza: ciò vuol dire che tutti gli approcci odierni basati sulla Centralità del Progetto quale icona del Paradigma della Distinzione dei Ruoli e delle Fasi, rischiano di essere accantonati drasticamente.

Le Politiche Formative e gli Immaginari Operativi
Il freno a un eccessivo dumping interno al mondo professionale trova una sua ragion d’essere nella enorme sproporzione tra domanda e offerta di lavoro come piu? volte ricordato. Considerato che un’offerta di lavoro assolutamente sproporzionata rispetto alla domanda determina una distorsione di mercato sarebbero utili interventi volti a promuovere da un lato processi di aggregazione e qualificazione tra i professionisti, dall’altro una qualche forma di redistribuzione del lavoro professionale. Sul primo punto sarebbero da considerare positivi incentivi (di natura fiscale e anche organizzativa) tesi a favorire l’aggregazione tra professionisti, per quello che riguarda la crescita dimensionale degli studi.
Fondazione EYU

Come si è detto poc'anzi, dunque, il compito che pare porsi innanzi all'Accademia e alle Rappresentanze riguarda una corretta comprensione del Fenomeno della Digitalizzazione proprio in termini di Identità degli Attori, dei Prodotti e, infine, dei Processi.

A fronte, infatti, di un quadro che è stato recessivo sino a poco tempo fa, non può bastare intravedere lievi segni di ripresa, soprattutto perché, come ha indicato il CRESME, ciò indicherebbe l'incapacità di coglierne altri, ben più consistenti, altrove.

Ecco, pertanto, la maggiore difficoltà per il Settore è smettere di rivolgersi all'indietro, guardando con infastidita apprensione a un futuro che sembra essere assai diverso dal passato, è smettere di individuare, ad esempio, nel Facility Management, così come nell'Appalto Integrato, sentine e ricettacoli corruttivi e collusivi, sostenendo che queste formule, tra le tante, celino una insidia mortale per le Micro e per le Piccole Organizzazioni che, al contrario, andrebbero difese e valorizzate in Ambienti Analogici, in via di probabile scomparsa.

Come è stato sostenuto all'inizio della riflessione, è evidente che, almeno per alcuni Segmenti del Mercato, le Micro e le Piccole Organizzazioni godranno ancora di un pieno diritto di cittadinanza, ma la loro Digitalizzazione, che non passa necessariamente dal Building Information Modeling, bensì, ad esempio, dalla Disintermediazione, avrà effetti sradicanti e determinanti in tema di Intelligenza Decisionale, Finanziaria e Gestionale, che presiede un Sistema sino a oggi inesistente, stante l'Atomizzazione degli Operatori, ma domani ben presente, lasciando apparentemente inalterate le Condizioni di Frammentazione.

Il Settore pare intenzionato a gestire la Transizione contando sulla Lentezza della Disseminazione, ma si tratterebbe di uno sforzo controproducente perché non farebbe che ritardare la consapevolezza degli Attori rispetto alle conseguenze della Trasformazione.

Il che non significa che gli orizzonti temporali debbano essere immediati, ma che le Rappresentanze, molto più che i Decisori Istituzionali, avviino immediatamente una Azione Progressiva di Consapevolezza.

L'Affiancamento della Interconnessione alla Interoperabilità e l'Affrancamento del Dato dal Documento segnano, inoltre, un passaggio epocale, poiché consentono di acquisire e di elaborare tempestivamente Grandi Moli di Dati e di innescare, tramite il Machine Learning e il Cognitive Computing, Processi Decisionali basati su Metriche Computazionali e, addirittura, sulla Parziale Autonomizzazione dei Processi Decisionali.

Quale che sia la realtà futura, Committenza, Professione e Imprenditorialità saranno costrette ad agire su Ambiti Territoriali Vasti, nel senso che ogni Intervento, anche il più insignificante, rientrerà in una Topo-logica, in una Dimensione Geospaziale, caratteristica della Smart City e della Smart Land.

Tutto sommato, la nozione di Micro Organizzazione e quella di Micro Intervento potrebbero perdere di significato, allorché si agisca entro una Concezione Sistemica tipica di un Ecosistema Digitale ove, nella buona sostanza, nulla sarebbe veramente episodico, circoscrivibile.

È proprio, infatti, la Cartografia Digitale, o meglio la Geografia Digitale, per così dire, a mutare le Regole di Ingaggio, in quanto costituisce la base su cui fondare Intraprese Territoriali, Committenti, Professionali e Imprenditoriali: o meglio, Intercategoriali.
D'altra parte, sono proprio le Grandi Agglomerazioni Urbane, indagate da Ambrosetti e dal World Economic Forum, ma anche le Smart Land, care ad Aldo Bonomi, a proporre una Dimensione Geografica e Territoriale, di cui i Droni sono l'Icona.

Si giunge, finalmente, al nucleo del dibattere: la Confusione dei Ruoli, delle Fasi e dei Saperi.

Recentemente gli Attori Tradizionali, in particolare i Liberi Professionisti, hanno teso a sottolineare una rigorosa e rigida Separazione delle Competenze, dei Saperi, delle Responsabilità, dei Ruoli come viatico all'Efficienza e come percorso per la Liceità.

In particolare, i Professionisti, in particolare gli Architetti, sembrano molto infastiditi dalla Prestazionalità, affine alla Simulazione tipica del Building Information Management, a cui preferiscono la Creatività, legata al Computational Design, da cui discendono la difesa dei Concorsi di Progettazione e dell'Appalto di Sola Esecuzione.

Sarebbe insensato e folle sostenere che le Discipline e le Responsabilità debbano essere confuse e indistinte, ma è, però, vero che il Livello di Collaborazione tra i Soggetti e il Grado di Integrazione tra i Saperi dovrebbe, nel Settore dell'Ambiente Costruito Digitalizzato, essere molto maggiore, mutando alcuni caratteri propri di ciascuna Disciplina.

Qui si erge un grande dilemma per le Scuole di Architettura e di Ingegneria, in cui, specie per le prime, vige incontrastato il primato della Autorialità e nelle quali l'insegnamento del Pensiero Collaborativo contrasterebbe con la natura dell'Individualismo.

È chiaro che accettare la Figura del Sistemista o dell'Integratore di Sistema (il BIM Co-ordinator o il BIM Manager potrebbero assumere questa veste?) non sarebbe cosa da poco per l'economia generale dei percorsi formativi.

Per le Scuole di Architettura, infatti, includendovi l'Ingegneria Edile Architettura, è in corso il tentativo di aggiornare digitalmente i contenuti tradizionali, a fronte di una diminuzione degli iscritti (successiva, per la verità, a un precedente straordinario loro incremento), senza, spesso, una interrogazione accurata sulle conseguenze statutarie che la Digitalizzazione può apportare al Mestiere di Architetto, al contrario di quanto accade, ad esempio, all'Imperial College o alla Yale University.

Al netto del Computational Design e dei suoi algoritmi generativi delle morfologie, infatti, lo Sketching appare irrisolto nell'Ecosistema Digitale, riguardo al Digital Briefing e alla Progettazione Definitiva ed Esecutiva, e, soprattutto, l'Imprenditività dell'Architetto, responsabilizzato sui Risultati Costruttivi, Manutentivi e Occupativi si staglia sullo sfondo minacciosa.
Per le altre Scuole, invece, il problema è insito nella evoluzione delle Discipline riguardo alla introduzione nei Corsi di Laurea di insegnamenti concernenti le Data Analytics e la Data Automation e, ancora, la possibilità di creare percorsi formativi a metà strada tra Ingegneria Edile e Meccatronica.

In più, occorre domandarsi se l'Indirizzo CAT degli Istituti Tecnici, gli Istituti Tecnici Superiori, i Corsi di Laurea Professionalizzanti possano giocare un ruolo determinante nel formare la nuova generazione di BIM Modeller, lo zoccolo duro dei Nativi Digitali.

È evidente che la soluzione, in entrambi i casi, per le Scuole, non può sussistere meramente o semplicisticamente nella adozione di moduli didattici intitolati al Building Information Modeling, che non possiede, peraltro, una autonomia disciplinare se non come Digitally Enabled Programme & Project Management (semmai una migliore soluzione consisterebbe nella interiorizzazione dello stesso negli insegnamenti ordinari), né nell'istituzione di Corsi di Master Universitario dedicati al Building Information Management.

È curioso, infatti, che, invece di porsi domande sulla Cultura Digitale degli Operatori, si preferisca dedicarsi esclusivamente alla definizione, pur importante, dei profili professionali del BIM Manager e del BIM Co-ordinator, per non dire dei BIM Modeller e dei BIM Specialist, senza, però, andare oltre una versione troppo accomodante degli stessi, quali supporti neutrali alle Prassi Radicate.

Se, infatti, in teoria, i BIM Manager e i BIM Co-ordinator dovrebbero dissolversi sul lungo periodo nella Operatività, in realtà, attualmente i migliori di essi stanno assumendo ruoli di regia, magari dissimulata, ma non negligibile.

Lo stesso tema sollecita le Rappresentanze, in quanto si tratta di agire su alcuni filoni cruciali:

  1. il  Ricorso agli Strumenti, a cominciare dalle BIM Library, quale Meccanismo di Integrazione Quantitativa e Qualitativa tra Attori Professionali e Imprenditoriali. Stupisce, talvolta, che gli Aspetti Strumentali più Operativi non siano interpretati come Dispositivi che costringano a una Integrazione a cui gli stessi Operatori che ne fanno uso vorrebbero sfuggire;
  2. la Ri-Configurazione dei Processi Organizzativi alla luce dell'adozione degli Strumenti: più nel senso di adattare le Organizzazioni alle Logiche Digitali che non, al contrario, di forzare queste ultime agli Assetti Tradizionali. Può darsi che l'intento sia coronato da successo, ma, come ricordato al punto precedente, potrebbe trattarsi di uno sforzo non commisurato al dispiego di energie;
  3. l'Evoluzione del Prodotto Immobiliare (e Infrastrutturale) rispetto alla sua Digitalizzazione e Sensorizzazione, come Dispositivo legato alla Comprensione dei Comportamenti degli Occupanti e degli Utenti che condiziona profondamente la pur già estesa accezione di Facility Management.

Non si dimentichi che l'enfasi che oggi si attribuisce al Contenimento del Consumo di Suolo e alla Centralità degli Interventi sul Costruito (nella vasta gamma che intercorre tra la Conservazione e la Demolizione/Ricostruzione) sconta, anzitutto, l'illusione che l'Esistente possa sfuggire alla Digitalizzazione o che, inversamente, esso possa racchiudersi esclusivamente nell'acquisizione e nella elaborazione delle nuvole di punti, quando, invece, la maggiore difficoltà risiede nell'implementazione dei Dati complementari non ascrivibili a esse.

Oltre a ciò, occorre domandarsi in che modo la Riqualificazione (o, per la Nuova Costruzione, la Qualificazione) Energetica si integri con il Miglioramento (o l'Adeguamento) Sismico e con la Questione Morfologica e Distributiva.

La natura del Prodotto Immobiliare, ma anche di quello Infrastrutturale, rappresenta la migliore cartina da tornasole per comprendere pienamente la portata dello Stravolgimento che potrebbe verificarsi, poiché non vi nulla più del Prodotto a manifestare l'Essenza Oggettuale.

Eppure, proprio esso, è «depotenziato» e, al contempo, «arricchito» dal suo Corredo Digitale per diversi ordini di motivi, in quanto il Paradigma del Funzionamento nel Ciclo di Vita non attiene solo alle Prestazioni del Manufatto, ma anche ai Comportamenti degli Utenti.

Non è un caso che la Servitizzazione del Cespite, il suo essere Veicolo dell'Erogazione di Servizi (ciò che è stato definito come Cespite Cognitivo o Intuitivo), si accompagni a un embrione di Indebolimento del Principio di Detenzione (di «Proprietà») del Bene Immobiliare, persino a livello residenziale, non solo nella formula della Locazione, ma anche in quella della Co-Abitazione che naturalmente affronta diversa la questione proprietaria.

Certo, si tratta, appunto, di fenomeni appena tratteggiati, non privi di ambiguità, sempre reversibili: come dimostra l'«Involuzione» di Airbnb che appare sempre più simile alle Catene Alberghiere Classiche.

Le Identità Minacciate e i Prodotti Rinnovati
Certo, chi aveva benedetto a scatola chiusa la cessione di Italcementi ai tedeschi poi non si può lamentare se questi smantellano la ricerca in Italia e trasferiscono il know how in Germania.
Massimo Mucchetti

È palese come la Digitalizzazione (che consiste tanto nel Modellare le Informazioni quanto nel rilevare Computazionalmente i Dati relativi alle Prestazioni tramite Sensori o altri Dispositivi) renda il Cespite (l'Edificio o un suo Componente) una Entità Dinamica, persino Olistica, per cui, in materia di Funzionamento così come di Responsabilizzazione, i singoli apporti saranno certo ancora distinguibili, ma maggiormente solidali.

Ecco che, in questo frangente, Collaborazione equivale a Complementarietà di Saperi e a Condivisione di Responsabilità, che, coll'avanzare della Tecnologia e con il progredire della Giurisprudenza porranno indubbiamente quesiti inediti agli Operatori, perché accanto agli Autori (in ogni Fase) vi saranno i Sistemisti.

La Digitalizzazione recupera chiaramente l'Ingegneria dei Sistemi che era il fondamento dell'Industrializzazione Edilizia e presuppone una Integrazione dei Sistemi che non appartiene al Settore delle Costruzioni.

A questo punto, come è evidente, la Digitalizzazione va a permeare tutta la Catena di Fornitura, offrendo la possibilità di ridurre le Inefficienze e di estromettere i Soggetti che non generano Valore.

Di conseguenza, l'Approccio Collaborativo è, in realtà, Competitivo, nel senso che, accorciandosi la Catena, lascia contendibile il Governo Digitale della stessa, a cui possono ambire i Professionisti (da cui la già ricordata Centralità del Progetto), i Costruttori (che asseriscono alla Centralità dell'Impresa), i Produttori (che, partendo, dalle BIM Library e dai Componenti Connessi, possono facilmente disintermediare e introdurre la Centralità del Prodotto), gli ICT Player, per motivi scontati, e i Financial Arranger (che detengono la Centralità del Dato).

Si tratta di assetti variabili, probabilmente non prevedibili aprioristicamente, ma che, in ogni caso, sono dirompenti, poiché sconvolgono quelle collocazioni radicate che, ad esempio, Professionisti e Imprenditori tendono ancora a salvaguardare.

È difficile, tuttavia, che gli equilibri tradizionali possano rimanere inalterati: persino la stessa natura della Committenza è destinata a mutare.

Tutta la Geografia del Settore è oggi caratterizzata dalla Mitigazione dei Rischi dovuti alla Complessità degli Interventi e alla Inefficienza dell'Offerta, ma è chiaro che la Domanda stessa deve assumere un atteggiamento proattivo, di Leadership, non potendosi più affidare quasi completamente alla Contro Parte: ancora una volta, si tratta di Sconfinamenti!

La Digitalizzazione impone alla Committenza una forte capacità di formulare le proprie Richieste Iniziali, per poterne tempestivamente controllare il conseguimento nell'Ecosistema Digitale, all'interno di Processi assai più Trasparenti di quelli abituali.

La Trasparenza dei Flussi Informativi, e la loro Tracciabilità nonché Protezione, devono certamente essere limitate per via contrattuale in termini di Proprietà e di Riservatezza, anche se evidentemente la stessa esistenza dei Dati strutturati in Informazioni sollecita i Principali Attori a regolare a proprio favore, in materia di rapporti negoziali, i Diritti di Accesso.

Al di là dell'imperizia degli Addetti alla Modellazione Informativa, è chiaro che, sin dalla Fase di Progettazione, per il Committente attrezzato nella Data Science (e per i suoi Finanziatori) la disponibilità di Big Data consente di esercitare una preziosa Business Intelligence in remoto.

Le parole del Cambiamento passano per il tramite di una Transizione che significa, comunque, Discontinuità e che potrebbe rivelarsi Differenziale in termini di Incrementalità o di Radicalità.

La scommessa è, pertanto, quella di capire, per l'Italia, quante Riconfigurazioni si riscontreranno, con che Velocità accadranno, quali Riaggregazioni indurranno.

Se la Digitalizzazione deve stare alla base di una Politica Industriale per le Costruzioni, essa dovrà leggere le diverse articolazioni possibili, comprendere i tempi di reazione dei differenti Soggetti, governare il doppio transito della Internazionalizzazione e della Internalizzazione.

È ovvio che gli assertori della straordinarietà della Digitalizzazione dell'Industria delle Costruzioni, come Ambrosetti, Cap Gemini, Mc Kinsey, Roland Berger, World Economic Forum, tendano a metterne in risalto l'Accelerazione, mentre coloro che detengono una rappresentanza corporativa si preoccupino di enfatizzarne la Gradualità.

Dispositivi quali Hololens o Daqri mostrano iconicamente la fascinazione che l'Innovazione Disintermediante dovrebbe esercitare sugli Attori del Settore, ma naturalmente il Ritorno della Intermediazione, della Regia Tradizionale, potrebbero giustificare una interpretazione della Digitalizzazione più simile ai Tradizionali Connotati.

Da una parte, sta l'insistenza sull'attributo Disruptive, dall'altra, dimora la eventualità che le Prassi Tradizionali non escano che rafforzate grazie alla Digitalizzazione.

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